Il bollo auto potrebbe cambiare volto già dal 2027
Il bollo auto potrebbe cambiare volto già dal 2027. L’esenzione, oggi riservata a chi guida vetture con potenza sotto gli 80 kW, rischia di allargarsi. Non più solo piccoli motori, ma anche modelli più potenti potrebbero rientrare nel beneficio. E non è tutto: le famiglie numerose, quelle con molti figli, potrebbero godere di agevolazioni finora impensate. Il settore è in fermento, le idee sul tavolo sono tante e, se confermate, stravolgerebbero un sistema che sembrava immutabile. Per ora, però, tutto resta in bilico.
Esenzione bollo: si punta a coprire più auto e famiglie numerose
Il decreto del 17 settembre 2026 ha già stabilito l’esenzione per le auto con potenza fino a 80 kW, ossia circa 109 cavalli. Ma il Governo sembra intenzionato a spingere oltre, in vista della prossima legge di Bilancio. Sul tavolo ci sono due idee principali.
La prima: togliere il limite di potenza e concedere l’esenzione alla prima auto posseduta, qualunque sia la sua potenza. La seconda riguarda le famiglie numerose, dove si era pensato a un’esenzione per veicoli fino a 160 kW se in famiglia ci sono almeno quattro figli. Negli ultimi giorni questa ipotesi è stata rivista.
Secondo le ultime notizie riportate dall’ANSA, la versione più probabile prevede l’esenzione per auto familiari con almeno 6 posti e fino a 9, con potenza massima di 133 kW , sempre per famiglie con almeno quattro figli. Sono idee ancora da tradurre in legge e non c’è nulla di certo, ma se approvate allargherebbero molto la platea dei beneficiari, modificando la logica originaria dell’esenzione. Il Governo vuole anche che questa misura non sia più limitata al solo 2027, ma diventi stabile.
Come funziona ora l’esenzione bollo per auto e moto
Ad oggi, l’esenzione spetta a un solo veicolo assicurato per persona, senza guardare al reddito o all’ISEE. Per le auto, riguardano quelle a benzina o diesel, comprese le ibride e le doppie alimentazioni, purché non superino gli 80 kW, dato riportato sulla carta di circolazione alla voce P.2.
Per moto e ciclomotori la situazione è diversa. L’esenzione vale per questi mezzi senza limiti di potenza, ma solo se il proprietario non paga già il bollo per un’auto entro i limiti previsti. In pratica, non si può usufruire del beneficio su più veicoli contemporaneamente. Chi ha più auto o una combinazione di auto e moto deve fare attenzione alle regole, che diventano piuttosto complicate.
Il principio è chiaro: un solo mezzo esente per contribuente. Chi guida un’auto potente resta fuori, chi ha un’auto sotto i limiti indicati gode del beneficio immediato.
Esenzione bollo: un sollievo per il 73% delle famiglie con almeno un veicolo
L’Ufficio parlamentare di bilancio ha analizzato l’impatto dell’esenzione sul bilancio delle famiglie italiane. Secondo il focus pubblicato il 27 ottobre 2026, il 73% delle famiglie con almeno un veicolo potrebbe beneficiare della misura. Un dato che fa capire quanto la questione sia rilevante.
L’analisi mette in luce un punto importante: il bollo si calcola principalmente sulla potenza del mezzo, senza tenere conto del valore commerciale o dei chilometri percorsi. Questo porta a una situazione in cui le famiglie più povere pagano una quota proporzionalmente molto più alta rispetto a quelle più ricche, fino a sei volte di più rispetto al loro reddito o spesa complessiva. L’esenzione diventa quindi anche uno strumento di equità sociale, non solo un vantaggio economico.
Se si concretizzeranno le ipotesi di ampliamento, il 2027 potrebbe segnare una svolta, soprattutto per chi ha famiglie numerose o guida auto più potenti. Una questione da seguire con attenzione, sia dalla politica sia dai cittadini.
Regioni in bilico tra minori entrate e necessità di compensazioni
Sul fronte economico restano però molte incognite, soprattutto per le Regioni. L’esenzione prevista per il 2027 comporta un trasferimento dallo Stato agli enti locali di circa 2,3 miliardi di euro per coprire le entrate mancate. Un meccanismo fondamentale per non far saltare i conti regionali.
Se l’esenzione diventasse permanente o si allargasse, servirebbero risorse extra. Queste dovranno arrivare o da nuove entrate o da tagli alla spesa pubblica, mettendo in gioco equilibri politici e finanziari delicati. Senza compensazioni adeguate, le Regioni rischiano di perdere fondi vitali per servizi come sanità e trasporti, anche perché il gettito del bollo non è vincolato a specifiche destinazioni come la sicurezza stradale.
Il nodo è complesso e mette alla prova il sistema fiscale, sia a livello locale che nazionale. La discussione sull’esenzione del bollo si gioca quindi in un terreno di trattative difficili, dove ogni passo richiede risposte chiare e concrete dalle istituzioni.
