Ogni anno, migliaia di automobilisti ricevono multe per aver superato i limiti di velocità. Ora, però, le regole sono cambiate in modo radicale. Basta con le sanzioni a scaglioni fissi: il nuovo sistema calcola la multa chilometro dopo chilometro, e così una piccola infrazione non peserà più come una più grave. Le multe? Possono partire da poche decine di euro e arrivare a superare i 400. Un metodo più equo, che mira a distinguere con precisione le varie violazioni. Ma chi sarà davvero avvantaggiato da questa novità? E chi, invece, dovrà prepararsi a pagare di più?
Multe su misura: come funzionano le nuove regole
La novità più importante è l’addio alle fasce fisse, che finora raggruppavano diversi livelli di superamento in una sola categoria di multa. Con la riforma del codice della strada, approvata preliminarmente dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, ogni chilometro in più rispetto al limite inciderà sull’importo da pagare.
Prendiamo un esempio: superare di 1 km/h il limite in città potrebbe costare appena 5 euro, contro i 42 euro minimi di oggi. E se si paga entro cinque giorni, la multa scende ancora del 30%, arrivando a poco più di 3 euro, una cifra davvero bassa rispetto al passato. Ma attenzione: fuori dai centri abitati la musica cambia. Su strade extraurbane con limite a 90 km/h, superare di 20 km/h potrebbe far scattare una multa di 200 euro, più alta rispetto ai 173 euro attuali.
In sostanza, il sistema vuole essere più giusto, adattando le multe all’entità reale della violazione. E non si ferma qui: la riforma tocca anche altri aspetti, che vedremo a breve.
Basta fasce larghe: multa calcolata chilometro per chilometro
Fino a oggi, superare il limite di uno o due km/h significava pagare comunque la multa minima di 42 euro, senza vie di mezzo. E per scarti più grandi, le sanzioni aumentavano a colpi decisi, senza troppa gradualità.
Ora la musica cambia. Ogni km/h in eccesso conta davvero. Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, spiega che in città un superamento di appena 1 km/h si tradurrebbe in una multa di 5 euro, molto meno rispetto a prima.
Questa progressione vale anche fuori dai centri abitati. Su strade extraurbane con limite di 90 km/h, per esempio, le multe salgono di più quando si supera di molto il limite. Un eccesso di 20 km/h si traduce in una multa da 200 euro, superiore ai 173 euro attuali.
L’obiettivo è chiaro: punire in modo proporzionato, scoraggiare chi va troppo forte senza appesantire chi sbaglia di poco. Il calcolo sarà più trasparente e meno soggetto a paradossi.
Quanto si paga adesso: la tabella delle nuove sanzioni
Per capire come cambia la situazione, bastano alcuni esempi citati da Luigi Altamura.
In città, con limite a 50 km/h, chi viene sorpreso a 56 km/h oggi paga 42 euro. Con le nuove regole, ne pagherebbe solo 5. Se la velocità aumenta, crescono sia la multa che i punti decurtati, ma in modo graduale.
Fuori città, con limite a 90 km/h, superare di 1 km/h costerà 10 euro invece di 42. Un superamento di 20 km/h farà salire la multa a 200 euro, più alta rispetto ai 173 attuali.
Sull’autostrada, dove il limite è 130 km/h, chi viaggia a 150 km/h pagherà 200 euro, contro i 173 di oggi. Per infrazioni più gravi, come andare a 175 km/h, la multa scenderà da 543 euro a 450 euro, grazie al calcolo più progressivo.
Insomma, non si tratta di un semplice aumento o diminuzione generale, ma di un sistema che vuole graduare le multe in base a quanto si supera il limite.
Punti patente, cambia anche la decurtazione
Le novità riguardano pure i punti sulla patente. Oggi, superare di 20 km/h il limite in città significa perdere 3 punti e pagare 173 euro.
Con la nuova legge, per la stessa infrazione la multa scende a 100 euro e non si perdono punti. Ma attenzione: basta superare di 21 km/h per pagare 110 euro e perdere 2 punti.
Il sistema è più dettagliato, bilanciando sanzioni economiche e penalizzazioni sulla patente. Si potrà avere una multa più leggera senza perdere punti, se l’eccesso è contenuto. Ma appena si supera un po’ di più, la multa sale e si rischiano i punti.
L’idea è di rendere le punizioni più eque e proporzionate alla gravità della violazione.
Multe più care di notte e per i recidivi
La riforma prevede anche aumenti per chi supera i limiti tra le 22 e le 7 del mattino: in queste ore le multe cresceranno di un terzo rispetto all’importo base.
Chi commette la stessa infrazione più volte nel giro di cinque anni vedrà la multa aumentata del 10%.
Un’altra novità riguarda l’aggiornamento degli importi: finora le multe venivano adeguate automaticamente all’inflazione. Ora, invece, l’aumento scatterà solo se l’inflazione Istat supera il 5% dall’ultimo adeguamento e con un decreto ministeriale ad hoc.
Queste misure vogliono rendere il sistema più stabile e meno soggetto a continui cambiamenti.
Dubbi sull’efficacia e i costi delle multe basse
Non tutti sono convinti. Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS, mette in dubbio l’efficacia delle multe molto basse. Secondo lui, “sanzioni da pochi euro potrebbero non bastare a frenare chi tenta un lieve superamento del limite.”
C’è anche il problema dei costi amministrativi: gestire migliaia di multe di poco valore rischia di pesare troppo sulle risorse degli enti locali, senza un ritorno economico adeguato.
Insomma, sebbene il sistema sembri più preciso, resta da vedere se riuscirà davvero a migliorare la sicurezza stradale e se le amministrazioni saranno in grado di applicarlo senza sprechi.
La normativa è ancora in evoluzione. Toccherà ai vari enti metterla in pratica e capire quali effetti avrà sulle abitudini di guida nei prossimi anni.
