Dal 2026, chi si mette in sella sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali dovrà fare i conti con una novità importante: casco sì, ma anche guanti e paraschiena obbligatori. Non è un dettaglio, ma una misura pensata per salvare vite. Mani e schiena, infatti, sono le zone più vulnerabili in caso di caduta ad alta velocità, e finora spesso sono state lasciate scoperte. La decisione ha acceso un acceso dibattito tra i motociclisti, divisi tra chi applaude la maggiore sicurezza e chi la vede come un’inutile imposizione. Cambia tutto, insomma, per chi ama la moto.
Obbligo guanti e paraschiena: cosa cambia e dove vale la regola
L’articolo 68 del nuovo codice introduce una novità assoluta in Italia: oltre al casco omologato, chi guida moto o scooter deve indossare guanti e paraschiena certificati, almeno quando si circola su autostrade, tangenziali e strade extraurbane principali. Sono proprio queste le strade dove gli incidenti ad alta velocità sono più pericolosi e dove la protezione extra può salvare la pelle.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà definire nei prossimi mesi i dettagli tecnici su materiali, livelli di protezione e omologazioni richieste per questi dispositivi. Le multe scatteranno sia per chi guida sia per i passeggeri senza l’abbigliamento giusto, anche se la responsabilità principale sarà del conducente. Restano fuori dall’obbligo i veicoli a tre o quattro ruote con carrozzeria chiusa o celle di sicurezza certificate, chiarendo che la norma mira a proteggere chi viaggia su mezzi “scoperti”.
Come saranno guanti e paraschiena: cosa aspettarsi dalle regole tecniche
Per ora la legge parla in termini generici: guanti e paraschiena devono essere omologati, ma il Ministero definirà i requisiti precisi con un decreto, probabilmente allineandoli agli standard europei CE. Questo significa che i guanti dovranno resistere all’abrasione, assorbire gli urti e allo stesso tempo garantire comodità e sensibilità, fondamentali per chi guida. I paraschiena, invece, saranno valutati sulla capacità di assorbire l’impatto, la rigidità e la leggerezza, così da non limitare i movimenti.
L’introduzione di queste regole tecniche avverrà probabilmente in modo graduale, lasciando tempo ai motociclisti per adeguare il proprio equipaggiamento senza incorrere subito nelle sanzioni. Sarà fondamentale una comunicazione chiara e capillare per evitare fraintendimenti.
Cosa fanno gli altri Paesi europei su guanti e protezioni
L’Italia si allinea a una tendenza già in atto in Europa. In Francia, per esempio, dal 2016 è obbligatorio indossare guanti omologati su tutte le strade, e in più si deve avere un gilet ad alta visibilità da usare in caso di emergenza. La Spagna richiede guanti sulle extraurbane e autostrade e sta pensando di estendere l’obbligo a giacche con airbag, soprattutto per i neopatentati. Il Belgio, invece, è tra i più severi: da anni impone il “full gear”, cioè casco, guanti, giacca a maniche lunghe, pantaloni lunghi e scarpe che coprono la caviglia.
Il confronto mostra come l’Italia stia facendo un passo avanti, anche se per ora l’obbligo riguarda solo guanti e paraschiena nelle strade a rischio più alto.
La risposta dei motociclisti: tra dubbi, critiche e proposte
Le reazioni non si sono fatte attendere. C’è chi accoglie positivamente la novità, convinto che una maggiore protezione sia sempre benvenuta. Ma non mancano critiche, soprattutto per la scelta di limitare l’obbligo solo ad alcune strade. Molti si chiedono: se si entra all’improvviso in autostrada senza guanti e paraschiena? Alcuni chiedono di estendere la regola anche alla circolazione urbana.
Non mancano poi le preoccupazioni legate al caldo: in estate, soprattutto al Sud, indossare guanti e paraschiena può diventare un problema. Le soluzioni suggerite sono abbigliamenti traforati o ventilati, per non rinunciare alla sicurezza senza soffrire troppo.
Infine, c’è chi punta il dito sulle condizioni delle strade: buche, cantieri e segnaletica carente restano un problema serio e, a loro avviso, andrebbero sistemati prima di aumentare gli obblighi per i motociclisti.
Cosa cambia davvero per la sicurezza sulle strade italiane
L’obbligo di guanti e paraschiena segna un cambio di passo nella protezione dei motociclisti, soprattutto su strade dove le velocità sono più alte e i rischi maggiori. I controlli saranno più severi, in particolare su autostrade e tangenziali, e si prevede un aumento nella domanda di dispositivi tecnici certificati.
Dal punto di vista della sicurezza, l’obiettivo è chiaro: ridurre le lesioni gravi, in particolare i traumi spinali che spesso portano a disabilità permanenti. Nonostante le resistenze e le difficoltà segnalate da molti, questa misura rappresenta un passo avanti importante nella tutela dei centauri. Resta da vedere come verranno messe in pratica le nuove regole e come reagirà la comunità dei motociclisti di fronte a questa nuova realtà.
