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Bagnaia in Fuorionda a Misano: Lo Sfogo che Fa Infuriare la Ducati e Spunta Bulega

Non mi fanno mettere un assetto più semplice. Quelle parole, sussurrate da Francesco Bagnaia davanti alle telecamere di DAZN Spagna a Misano, hanno acceso un vero e proprio incendio nel paddock della MotoGP. Era il 13 settembre, la domenica della gara, e mentre il pilota piemontese parlava sottovoce con Fabio Di Giannantonio, un momento di frustrazione è diventato pubblico. Bagnaia, due volte campione del mondo, non ha nascosto il suo malcontento, segno evidente che qualcosa nel suo rapporto con Ducati sta scricchiolando. Dietro a quel breve scambio si nasconde una crisi fatta di tensioni tecniche e personali, che pesa come un macigno su una stagione finora deludente.

Ducati e Bagnaia: il nodo dell’assetto “semplice” che non arriva

Il problema è tutto lì: l’assetto della moto, che in pista fa la differenza tra vincere e faticare. Bagnaia ha confidato a Di Giannantonio che non può usare una configurazione “abbastanza basica” — un set-up semplice, già provato, che potrebbe aiutarlo a ritrovare il feeling con la Desmosedici. Ha spiegato che la scelta tra gomme anteriori soft o medie non cambia molto, e che la moto si comporta in modo strano appena frena, come se la frizione fosse sempre tirata. Quando Diggia gli ha suggerito di provare il suo assetto, Bagnaia ha risposto: “io metto quello che mi dicono di usare”, aggiungendo “non me lo lasciano fare”. Una frase netta che non svela chi blocchi la sua scelta, ma che ha acceso subito molte ipotesi tra chi segue da vicino il paddock.

Quel momento, catturato per caso, ha fatto saltare fuori un problema serio: Bagnaia sta lottando con il team per trovare la soluzione giusta alla moto, ma non ha piena libertà di modifiche. Poco prima, davanti ai microfoni, aveva parlato in modo più misurato, attribuendo i problemi a una guida più cauta e alle difficoltà nelle frenate. Ha ammesso che la moto si comporta allo stesso modo da un anno e mezzo, fatta eccezione per una buona gara in Giappone. Nel box, però, nessuno è riuscito a spiegare perché la sua Desmosedici si comporti così diversamente rispetto a quella degli altri piloti Ducati, in particolare Marc Márquez, che continua a raccogliere risultati solidi.

Risultati in calo e futuro incerto: da Misano al possibile addio anticipato

Le ultime gare non sorridono a Bagnaia. A Misano è partito quattordicesimo, ha chiuso la Sprint tredicesimo, e domenica è stato costretto al ritiro al sesto giro dopo una scivolata nella ghiaia. È il terzo GP consecutivo senza punti, dopo Silverstone e Aragona, e l’ennesimo di una serie di ritiri nelle ultime cinque gare. In classifica mondiale, Pecco è nono con 143 punti, lontano dai primi. Intanto, il compagno di squadra Marc Márquez ha vinto e si è portato in testa al campionato insieme a Jorge Martín, entrambi a quota 274 punti, allargando il divario.

La situazione si complica ancora di più perché Bagnaia ha già firmato per correre con Aprilia dal 2027. La separazione da Ducati sembra quindi già decisa. Il fuorionda ha dato fastidio ai vertici del team di Borgo Panigale, mettendo allo scoperto tensioni mai messe in piazza. Tra le voci circolate c’è quella di un possibile addio anticipato, con Nicolò Bulega pronto a prendere il suo posto sulla Desmosedici ufficiale nelle ultime gare della stagione. Bulega, vicino al titolo Superbike, ha già un accordo con il team VR46 per il 2027. Per ora, però, non ci sono conferme ufficiali: più probabile che si vada verso un confronto interno per mettere ordine senza strappi troppo violenti.

Questa ultima stagione in Ducati si sta rivelando difficile per Bagnaia, con problemi evidenti nel rapporto con la moto e risultati sotto le attese. Nel paddock, la situazione ricorda quella vissuta da Jorge Lorenzo nel 2018: anche allora il clima nel box era teso prima di trovare un equilibrio, nonostante poi il pilota si sarebbe spostato altrove. Per il momento, Bagnaia deve concentrarsi su questo finale di campionato: otto gare ancora da affrontare, cercando di limitare i danni con i colori Ducati ancora addosso.

Redazione

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