A Roma, tra il brusio delle stanze del potere, è stata presa una decisione che cambia le regole per chi guida due e quattro ruote. Il Consiglio dei ministri ha appena approvato una norma che cancella il bollo per tutte le moto, senza distinzioni di potenza. Ma non solo: anche le auto con una potenza fino a 80 kW saranno esentate da questa tassa. Una svolta che coinvolge milioni di veicoli e che molti attendevano da tempo, stanchi di dover mettere mano al portafoglio ogni anno per una tassa spesso considerata troppo pesante.
La nuova norma cancella il bollo per tutte le moto circolanti in Italia, senza distinzioni di cilindrata o potenza. In pratica, chiunque abbia una moto, dalla più piccola alla più potente, non dovrà più pagare questa tassa ogni anno.
Per le auto, l’esenzione riguarda solo quelle con potenza fino a 80 kW, cioè la maggior parte delle vetture usate dalle famiglie italiane. Il vantaggio è valido per un solo veicolo per persona: se si possiedono più auto che rientrano nel limite di potenza, l’esenzione si applica a quella con la potenza più bassa. Se invece la potenza è uguale tra più vetture, si sceglie quella con il bollo meno costoso.
In totale, la misura interessa oltre 14,5 milioni di veicoli, più del 70% delle auto in circolazione nel paese. Per le moto, l’impatto è totale: sparisce il bollo per tutti i mezzi a due ruote.
La cancellazione del bollo per moto e auto meno potenti avrà un effetto pesante sui conti pubblici. Si stima che lo Stato perderà tra i 6 e i 7 miliardi di euro all’anno, considerando tutti i veicoli coinvolti. Questa tassa rappresentava una fonte importante di entrate, soprattutto per le Regioni, che ne incassavano una parte consistente.
A livello locale, alcune amministrazioni dovranno fare i conti con una perdita di quasi 5 miliardi di euro. Questo calo rischia di riflettersi su servizi essenziali come sanità, scuola, sicurezza e manutenzione delle strade. Il governo ha previsto alcuni meccanismi di compensazione, ma secondo diversi esperti sarà difficile recuperare del tutto queste risorse.
La premier Giorgia Meloni ha definito la misura “la cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani”, sottolineando la volontà del governo di alleggerire il peso fiscale, soprattutto in un momento difficile per l’economia. Tuttavia, le reazioni non sono unanimi.
C’è chi vede in questa norma un tentativo di calmare le proteste per il caro carburante, giudicandola una soluzione temporanea. Altri sottolineano come le Regioni subiranno un duro colpo, con meno risorse per garantire servizi fondamentali.
Non mancano poi le critiche per il mancato intervento sul “superbollo”, che resta in vigore e continua a pesare sui veicoli più potenti e costosi. La sua modalità di calcolo, basata sui cavalli fiscali, viene considerata superata e poco legata al reale valore dei veicoli di lusso.
Nei prossimi giorni il Parlamento dovrà esaminare il testo nei dettagli, con aggiornamenti attesi sulle modalità di attuazione e sulle coperture finanziarie.
Una decisione che cambia in modo significativo il quadro fiscale della mobilità in Italia, con effetti che saranno osservati con attenzione da cittadini, istituzioni e analisti nei mesi a venire.
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