Doug Fraser, dall’Australia, ha trasformato una passione in una vera e propria arte. Da oltre vent’anni, costruisce moto bicilindriche a V targate BSA che nessuno ha mai visto nei cataloghi ufficiali della famosa casa inglese. Eppure, quelle moto portano il logo autentico di Birmingham Small Arms. Non si limita a collezionare o restaurare: Fraser è un artigiano che plasma pezzi unici, dove il fascino vintage incontra una meccanica sorprendentemente moderna. La sua attenzione maniacale ai dettagli rende ogni sua creazione un piccolo capolavoro fuori dagli schemi.
Quando la passione diventa una missione
Doug Fraser non è un semplice estimatore delle BSA: la sua passione si è trasformata in un vero e proprio progetto di vita. Vent’anni fa, quando la storica casa inglese era ormai finita sotto il controllo del gruppo indiano Mahindra, lui ha deciso di realizzare quello che BSA non aveva mai fatto: costruire a mano moto bicilindriche a V. Con la sua Emu Engineering, dotata di macchinari di precisione, ha dato vita a quattro modelli unici, ciascuno diverso dall’altro per design e componenti, mescolando il fascino d’altri tempi a soluzioni tecniche moderne.
Questa impresa nasce da una curiosità tecnica e dalla voglia di portare alla luce qualcosa che non esisteva ufficialmente. Fraser ha capito che un bicilindrico a V è essenzialmente la fusione di due monocilindrici che condividono un basamento: partendo dalla monocilindrica Empire Star M23, apprezzata per la sua brillantezza, ha sviluppato il suo progetto con competenza e determinazione. Ha recuperato pezzi originali BSA e ha creato anche componenti nuovi, per migliorare prestazioni e affidabilità.
Dalle gare australiane alla Norton Wankel da corsa
Il percorso di Fraser nel mondo delle moto non si limita alla costruzione artigianale. Tra i suoi primi successi c’è la trasformazione di una Norton Wankel, una moto della polizia britannica con oltre 190.000 km sul groppone, in una vera macchina da gara. Questo bolide ha dominato le piste di Australia e Nuova Zelanda nella serie BEARS. Un’esperienza che ha affinato la sua capacità di unire tecnologia, passione e ingegneria in modo unico.
Ma sono le sue BSA artigianali a rappresentare il suo capolavoro. Ogni moto racconta una storia a sé, lontana da ogni produzione ufficiale. Questi pezzi unici hanno conquistato gli appassionati per la cura storica e l’innovazione tecnica, con un look originale e motori potenti e affidabili, adatti sia alla strada che alla pista.
M46 Empire Twin: moltiplicare la Empire Star per due
Il modello M46 nasce direttamente dalla monocilindrica BSA M23 Empire Star, con l’idea di raddoppiarla. Il motore è un bicilindrico a V con cilindri maggiorati, che raggiunge i 1120 cm³ di cilindrata. Completata nel 2008 dopo più di 1400 ore di lavoro, questa moto monta un cambio Gold Star a quattro marce ravvicinate e un telaio M20 modificato con forcella traliccio. Non si tratta di un semplice montaggio, ma di un progetto studiato nei minimi dettagli per esaltare la meccanica vintage, integrandola con miglioramenti al telaio e alla ciclistica.
Fraser ha unito componenti originali BSA a interventi di ingegneria su misura, dando nuova vita a una moto mai pensata in questa configurazione dalla casa madre. Il basamento è stato realizzato da lui, mentre i cilindri originali BSA sono stati opportunamente lavorati. Il risultato è un mezzo dal carattere autentico e dalle prestazioni degne della leggenda inglese.
La Gold Star bicilindrica: tradizione e innovazione a braccetto
Una delle creazioni più sorprendenti di Doug Fraser è la BSA Gold Star bicilindrica, chiamata B66. Qui classicismo e innovazione si sposano alla perfezione. Il motore a V da 1140 cm³ ha distribuzione monoalbero a camme in testa e nasce da due cilindri BSA B33 da 500 cm³ ciascuno. Dietro un look d’epoca si nascondono dettagli moderni come l’avviamento elettrico e i freni a disco, perfettamente integrati nel design retrò.
Fraser definisce questa moto ideale per viaggiare: comoda, veloce e affidabile anche su lunghi tragitti. In un viaggio di 4000 km verso un raduno BSA nel Nuovo Galles del Sud, la Gold Star bicilindrica ha mantenuto una media di 113 km/h a soli 3000 giri motore, dimostrando efficienza e comfort senza compromessi. Un vero ponte tra passato e futuro, che mostra come una mente creativa possa spingere oltre i confini della tradizione motociclistica.
E120R ed E120S: BSA bicilindrica nel presente
Gli ultimi lavori di Fraser segnano un salto in avanti rispetto ai modelli precedenti. Le E120R e la versione stradale E120S, nate rispettivamente nel 2012 e nel 2018, immaginano come potrebbe essere oggi una BSA bicilindrica a V. Queste moto si allontanano dall’uso esclusivo di pezzi vintage, montando un motore a V di 75° con otto valvole, doppio albero a camme in testa, raffreddato ad aria e olio, da 1194 cm³.
La progettazione è più moderna: la E120R ha un cambio a 6 marce preso dalla Honda VTR1000, sospensioni posteriori doppie e avantreno Honda, mentre la E120S, pensata per la strada, monta un cambio a cinque marce della Honda Varadero e sospensione monoammortizzatore. Entrambi i motori usano bielle in titanio Pankl e pistoni Mahle, derivati dalla Porsche 996 RS, a sottolineare la volontà di unire estetica classica e meccanica all’avanguardia.
L’alimentazione della E120S si affida a due carburatori Amal MK3, scelti per semplicità e affidabilità. Il volano esterno, con effetto “affettatrice”, richiama il vintage più raffinato, ispirandosi alle storiche moto Guzzi. Dettagli che mostrano il delicato equilibrio tra rispetto per il passato e ricerca della modernità, incarnato in una moto che è la visione aggiornata di Fraser per il marchio BSA.
