Marc Marquez ha fatto il vuoto a Sepang, lasciando dietro sé avversari e dubbi. Partito dalla seconda fila, ha preso il comando sin dai primi giri e non ha mai guardato indietro. Non è stata una sfida all’ultimo metro: il suo dominio è stato netto, quasi imbarazzante. Sul podio, un tris tutto spagnolo con il fratello Alex e Pedro Acosta a completare la festa. Aprilia, invece, ha sofferto, incapace di trovare il ritmo giusto. A questo punto del mondiale 2026, la sensazione è chiara: Marquez sta allungando in maniera decisiva.
Marquez scatta, prende il comando e non si volta più
La partenza di Marquez è stata perfetta. Dalla seconda posizione, ha infilato il poleman Alex Marquez già alla prima curva, mettendo subito un ritmo da paura. Da lì in poi, nessuno è riuscito a stargli dietro. Dopo una dozzina di giri, aveva già un vantaggio di due secondi, che poi è cresciuto fino a superare i quattro all’arrivo. Un dominio totale.
Quella di Sepang è la sua ottantesima vittoria nella classe regina e la terza in questo circuito, dove mancava dal 2018. È il settimo successo stagionale, che conferma Marquez come punto di riferimento assoluto. Alex, partito dalla pole dopo la caduta nella gara sprint, ha fatto da scudiero mantenendo la seconda posizione per buona parte della gara, cedendo solo a metà corsa a Pedro Acosta, che ha chiuso terzo. Un podio tutto spagnolo che ribadisce la loro supremazia in Malesia.
Acosta, vincitore della sprint di sabato, ha rimontato bene. Partito dietro ai due Marquez, è riuscito a superare Alex e a prendersi la seconda piazza. Ha provato a rosicchiare qualche decimo su Marc, senza però riuscire a mettergli pressione. Il suo terzo posto tiene vive le speranze per il giovane talento, ma a Sepang è stata la giornata di Marc.
Aprilia delude: lontana dal podio nonostante un buon inizio
Le aspettative per Aprilia erano alte, soprattutto senza Jorge Martin, out per infortunio. La RS-GP sembrava pronta a un pronto riscatto, ma la realtà è stata molto diversa. I piloti non sono mai entrati nella lotta vera per il podio.
Marco Bezzecchi ha mostrato un ritmo iniziale promettente, riuscendo a superare Ai Ogura e a tenere il passo dei migliori. Ma con il passare dei giri, la sua velocità è calata. Nel finale ha perso la quarta posizione dopo un contatto in curva 2 e un sorpasso alla curva 4. Un errore alla penultima curva dell’ultimo giro gli ha fatto allargare la traiettoria, permettendo a Enea Bastianini di superarlo. Bastianini, partito forte ma poi calato, ha chiuso quinto, mentre Bezzecchi è finito sesto, staccato di oltre 11 secondi dal vincitore.
Luca Marini, su Honda, ha portato a casa un dignitoso settimo posto, unico pilota del marchio giapponese al traguardo. Johann Zarco, in corsa per la top ten, è stato costretto al ritiro per un guasto tecnico nel finale. Diogo Moreira è caduto mentre era tra i primi dieci, abbandonando la gara. Joan Mir, reduce da un problema fisico, ha dovuto fermarsi a metà gara.
Il ritiro precoce di Augusto Fernandez ha ridotto il gruppo a soli sedici piloti al traguardo. La top ten si è completata con Fabio Di Giannantonio, Brad Binder e Franco Morbidelli. Male Francesco Bagnaia, sesto nella sprint ma solo tredicesimo in gara, a quasi mezzo minuto dal leader.
Mondiale 2026: Marquez allunga e mette la freccia
La gara di Sepang cambia il volto della classifica iridata. Marquez, già in testa, allunga fino a 399 punti. Jorge Martin, suo avversario numero uno fino a ora, resta a 355, con il distacco che schizza da 19 a 44 punti. Bezzecchi è terzo con 332, ormai lontano 67 lunghezze.
Pedro Acosta, grazie ai punti di sabato e domenica, sale a 295 e mantiene la quarta posizione. Restano 111 punti in palio, ma il margine costruito da Marquez è una bella spina nel fianco per gli avversari.
La vittoria di Sepang è un passaggio chiave del campionato e rende la rimonta più difficile. Marquez sfrutta il talento e l’affidabilità della Ducati per rafforzare una leadership che, se confermata, potrebbe valergli l’ottavo titolo nella classe regina.
