Quel ronzio inconfondibile, quell’allungo che ti prende al cuore: Mazda non ha mai smesso di amare il motore Wankel. Ora, però, il ritorno è deciso, niente mezze misure. Non un semplice motore di supporto per ibridi o elettrici, ma il vero protagonista, con tutta la sua complessità e fascino. Il marchio giapponese vuole riconquistare la scena, offrendo agli appassionati quel sound unico che aspettano da anni. Intanto, anche il mondo delle moto tiene gli occhi aperti, ricordando le sfide passate con quel motore. Sarà questa la rinascita che tutti sperano o solo un’illusione destinata a svanire? La sfida è già cominciata.
Il Wankel sulle moto: una storia breve ma intensa
Il motore rotativo sulle moto è sempre stato un po’ un amore nascosto, mai davvero abbandonato. Negli anni Settanta, diversi marchi hanno tentato la carta del Wankel, attratti dalla sua leggerezza e compattezza. La Suzuki RE5 del 1974 è l’esempio più noto: un monocilindrico da 497 cm³ raffreddato ad acqua. Nonostante l’idea originale, la RE5 non ebbe successo e sparì presto dal mercato. Anche la Hercules W-2000 e la Van Veen OCR 1000, con il suo bi-rotore da 100 cavalli, non riuscirono a conquistare il grande pubblico, finendo per diventare pezzi da collezione.
Negli anni Ottanta, la Norton ci ha provato con un bi-rotore da 588 cm³. Brian Crighton, l’ingegnere dietro quel progetto inglese, portò la moto al successo: la Norton vinse il Senior TT del 1992 e il British Superbike Championship nel ’94. Ma la festa durò poco: le regole delle gare esclusero il Wankel dalle competizioni più importanti. Crighton, però, non ha mollato. Nel 2021 ha presentato la CR700W, un’evoluzione da 690 cm³ con 220 cavalli e soli 129,5 kg, fatta in 25 esemplari pensati solo per la pista. Il segreto? Una meccanica semplice, con appena tre parti in movimento e un peso contenuto attorno ai 24 kg.
Mazda rilancia il Wankel come cuore di auto ibride
Mazda, da sempre fedele al motore rotativo, ha deciso di rilanciarlo in modo più deciso. Finora, come nella MX-30 R-EV, il Wankel era usato solo come generatore per ricaricare le batterie, senza esprimere la sua potenza. Moritz Oswald, project manager di Mazda Motor Europe, ha spiegato a Car Magazine che questa volta il motore rotativo dovrà spingere l’auto, non limitarsi a supportare l’elettrico. Il sistema ibrido partirà in elettrico, per poi far entrare in gioco il Wankel a motore caldo.
Il concept Iconic SP del 2023, un bi-rotore ibrido da 370 cavalli, anticipa cosa può fare questa tecnologia. Cruciale è anche il brevetto che Mazda ha depositato negli Stati Uniti nell’agosto 2023, pensato per risolvere il problema delle emissioni che nel 2012 aveva messo fine alla RX-8. Il sistema EGR brevettato usa due valvole di scarico nei rotori: i gas più caldi alimentano un turbocompressore, quelli più freddi vengono raffreddati e rimandati nell’aspirazione, riducendo così le emissioni nocive. Questo sistema evita di dover arricchire troppo la miscela, superando uno dei limiti storici del Wankel. Mazda ammette però che portare questo motore su una vettura sportiva di serie sarà una sfida difficile sul piano economico.
Nessun ritorno rotativo per le moto, ma il futuro potrebbe riservare sorprese
Nel mondo delle moto, invece, per ora il motore Wankel resta un capitolo chiuso. Nessun grande marchio sta lavorando a un rotativo pronto per la produzione. Mazda stessa non ha mai prodotto motociclette, rimanendo fedele alle quattro ruote. Tuttavia, i nuovi sistemi di gestione dei gas di scarico e l’ibridazione, che copre la fase a freddo, potrebbero superare ostacoli che fino a ieri sembravano insormontabili.
Su una moto, le qualità del Wankel – dimensioni ridotte, peso contenuto e baricentro basso – sarebbero ancora più preziose. I progetti di Brian Crighton dimostrano che un motore rotativo leggero e potente può trasformare una moto da pista in una vera sorpresa. Se Mazda riuscirà a far decollare il Wankel sulle auto sportive, è probabile che tornerà a guardare con interesse anche al mondo delle due ruote. Forse, tra qualche anno, il motore rotativo sulle moto non sarà più solo un ricordo, ma tornerà a rombare sulle strade.
