Era quasi mezzanotte, sull’A40 che serpeggia tra le montagne dell’Alta Savoia, quando un’auto ha sfrecciato a una velocità che lascia senza fiato: 312 km/h. A guidarla, un dirigente svizzero al volante di una Porsche 911 GT3, catturato dal radar ben oltre il doppio del limite consentito, fissato a 130 km/h. Un episodio che scuote, prima di tutto, per la follia di quella corsa, ma che adesso si complica: il dispositivo di rilevamento stesso è finito al centro di un acceso dibattito, mettendo in discussione la validità della multa.
Velocità da record sulla A40, verso Ginevra: 312 km/h
È successo nella notte tra il 26 e il 27 settembre 2026, poco prima di Vougy, nell’Alta Savoia. Durante un controllo di routine, i gendarmi hanno colto un’auto che sfrecciava a una velocità assurda: 312 km/h. Il conducente, 48 anni, patente svizzera, stava andando verso Ginevra. Una velocità che supera il limite di ben 170 km/h.
Immediata la reazione delle autorità: patente ritirata sul posto, sequestro amministrativo della Porsche 911 GT3 e una cauzione di 1.500 euro in attesa del processo, fissato per febbraio 2027. L’infrazione è gravissima e prevede sanzioni pesanti. Ma la vicenda non si chiude qui: nelle ultime ore sono emersi dubbi sul valore legale del rilevamento.
Il radar funziona davvero a quelle velocità? Il dubbio tecnico
Qui entra in gioco un dettaglio importante. L’avvocato specializzato Maître Changeur ha sollevato un sospetto: molti radar usati finora sono omologati per misurare velocità fino a 250 km/h, al massimo poco sopra i 300 km/h. Se il dispositivo usato rientrasse in questa categoria, la lettura di 312 km/h potrebbe essere fuori dalla soglia di certificazione.
Questo potrebbe essere un’arma per la difesa, che potrebbe mettere in dubbio l’affidabilità della prova. Tuttavia, il capitano Joël Contal, alla guida della gendarmeria, ha assicurato che il radar ha funzionato correttamente e non ci sono margini di errore.
Un articolo di Le Dauphiné Libéré ha chiuso la questione dichiarando che non ci sarebbero “falle giuridiche” nella procedura. In sostanza, nonostante le perplessità, l’accusa si basa su un rilievo valido. Resta da vedere cosa diranno gli esperti quando analizzeranno i documenti tecnici dello strumento.
In Francia l’eccesso di velocità è un reato: rischi fino al carcere
Dal 29 dicembre 2025, superare il limite di velocità di almeno 50 km/h in Francia è un reato penale fin dalla prima infrazione. Le pene possono arrivare fino a tre mesi di carcere e multe fino a 3.750 euro. A queste si aggiungono la sospensione della patente e, in casi estremi, il sequestro del veicolo.
La nuova legge non lascia spazio a sconti e punta a stroncare sul nascere le violazioni gravi. Il caso del 48enne svizzero è un esempio di quanto le autorità francesi stiano alzando la guardia sulla sicurezza. La sua patente, rilasciata in Svizzera, potrebbe essere limitata solo in Francia, ma non si esclude che anche le autorità elvetiche possano intervenire.
L’uomo dovrà presentarsi in tribunale a febbraio 2027 per rispondere dell’infrazione. La questione tecnica legata al radar tiene alta l’attenzione, mentre la normativa si fa sempre più severa.
Un episodio che, oltre a mostrare i rischi della guida ad alta velocità, riapre il dibattito sulla precisione dei dispositivi di controllo e sulle conseguenze penali di chi sfida la sicurezza sulle strade.
