Il conto alla rovescia è già iniziato: dal 2027 la MotoGP si tingerà di verde, ma non solo per le livree delle moto. Il carburante, cuore pulsante di ogni gara, sarà obbligatoriamente 100% sostenibile. Una rivoluzione che promette di stravolgere il modo di correre, ma anche di pesare – eccome – sui portafogli dei team. Si parla di serbatoi più piccoli, di tecnologie da reinventare e, soprattutto, di costi che potrebbero schizzare alle stelle. Un litro di quel carburante “green” potrebbe arrivare a costare fino a 86 euro, una cifra che ha già acceso il dibattito nel paddock. E mentre si cercano soluzioni, lo scenario si fa sempre più complicato.
Carburanti green e motori più piccoli: la rivoluzione è alle porte
Dal prossimo anno, sulle piste del motomondiale cambierà parecchio. Oltre ai nuovi motori da 850 cm³, Pirelli prenderà il posto di Michelin come fornitore unico di pneumatici. Ma il vero nodo, secondo gli addetti ai lavori, riguarda il carburante. Il regolamento vuole che si passi dal 40% di carburanti sostenibili a un 100% di carburanti non fossili.
È un salto enorme rispetto a oggi. Le nuove miscele arriveranno da biocombustibili o e-fuel, ottenuti tramite la cattura della CO2 dall’aria. Soluzioni all’avanguardia per contenere il cambiamento climatico, ma che comportano un aumento netto dei costi per i team.
Al Gran Premio d’Austria, è emerso un prezzo che ha subito catturato l’attenzione: 86 euro al litro, cifra indicata da ETS Racing Fuels ad Aprilia. Non è un prezzo ufficiale valido per tutti, ma è un campanello d’allarme.
Per capire bene la portata dell’aumento, basti pensare che oggi un litro di carburante da gara costa tra i 10 e i 15 euro. Con il nuovo prezzo, riempire il serbatoio di una MotoGP – che sarà limitato a 20 litri per la gara principale e 11 per la sprint – potrebbe costare fino a 1.720 euro per la gara principale e 946 euro per la sprint. Cifre che raddoppiano rispetto a oggi e fanno sorgere dubbi sulle ricadute economiche per i team.
Il vero problema sono i consumi durante tutta la stagione
Se il costo di un pieno è già alto, il vero nodo sono i consumi complessivi nel corso dell’anno, soprattutto con test e prove di sviluppo.
Un pilota può arrivare a consumare circa 3.940 litri l’anno, contando solo gare e test ufficiali. A 86 euro al litro, si parla di una spesa di circa 339.000 euro per pilota, quasi 678.000 euro per team con due piloti.
E la cifra cresce ancora se si considerano i test dei collaudatori, le prove private e le ore di lavoro in laboratorio e in pista. Un costruttore che punta su uno sviluppo intenso può superare i 40.000 litri all’anno, con un costo vicino ai 3,4 milioni solo per il carburante.
Questi numeri vanno presi con cautela: si basano su un prezzo non ancora ufficiale e su ipotesi che potrebbero cambiare. Ma è chiaro che il passaggio ai carburanti green sarà una sfida economica importante.
Nel paddock il dibattito è acceso. Molti team stanno già pensando a come ottimizzare consumi e costi, magari puntando su tecnologie più efficienti o su strategie di rifornimento diverse. Intanto, questa transizione segna un cambio epocale, che mette insieme innovazione ambientale e impatto finanziario, preparando la MotoGP a una sfida tutta nuova.
