Dopo un decennio di dominio Michelin, la MotoGP si prepara a una rivoluzione sotto ai piedi dei piloti. Dal 2027, Pirelli entrerà in scena come nuovo fornitore ufficiale di gomme, un cambio che promette di stravolgere le carte in tavola. Pol Espargaró, tester KTM, non nasconde le difficoltà: “Sarà un salto significativo, niente di semplice da affrontare”. Non si tratta solo di un nuovo marchio, ma di un vero terremoto che scuoterà strategie, assetti e prestazioni in pista.
Gomme nuove, guida nuova: così cambia la MotoGP
Il passaggio da Michelin a Pirelli è il cambiamento più grosso tra le novità tecniche che si vedranno nel 2027. Michelin ha fatto da padrone per un decennio, offrendo pneumatici affidabili e prevedibili. Pirelli, invece, porta con sé caratteristiche diverse nella struttura e nella mescola. Questo significa che la moto si comporterà in modo differente e i piloti dovranno adattarsi, e non sarà una passeggiata.
Pol Espargaró, che ha testato le Pirelli per KTM, racconta che molti piloti non hanno ancora idea di cosa li aspetta. Descrive queste gomme come “un salto netto” che cambia il modo di sentire la moto in curva e in accelerazione. Lo ha sperimentato di persona nelle ultime gare, quando ha sostituito Maverick Viñales senza ottenere i risultati sperati. La difficoltà, dice, sta nel passare da un tipo di gomma all’altro, cosa che fa perdere confidenza e controllo.
Non è un problema nuovo: nel 2016, quando si passò da Bridgestone a Michelin, servirono mesi per trovare il giusto feeling. Stavolta, la sfida sembra ancora più impegnativa.
Pirelli vs Michelin: due mondi a confronto
La differenza tra Pirelli e Michelin non è solo questione di nome. Michelin punta su gomme che durano a lungo, garantiscono costanza e stabilità in curva, essenziali a quelle velocità folli della MotoGP. Pirelli arriva da un’esperienza consolidata soprattutto in Superbike e Moto2, con mescole più reattive e una gestione del calore diversa.
Questo cambia lo stile di guida: bisogna essere più dinamici, distribuire meglio le forze, gestire in modo differente il degrado e il “graining” delle gomme. Per i team sarà fondamentale rivedere strategie e scelte delle mescole in gara.
I test sono già in corso e si lavora per arrivare pronti al 2027. Pol Espargaró ha messo le mani avanti: non è solo “una gomma diversa”, ma un nuovo modo di affrontare la MotoGP, che richiederà tempo e pazienza.
I più avvantaggiati? Chi già conosce Pirelli
Chi arriva da categorie dove Pirelli è già di casa potrebbe trovare più facile l’adattamento. Pol Espargaró indica soprattutto i piloti che vengono da Superbike e Moto2 come favoriti: sono abituati alle coperture italiane e questo può fare la differenza.
Tra questi c’è Nicolò Bulega, citato come esempio di talento che potrebbe beneficiarne. Anche i giovani come Izan Guevara, David Alonso, Dani Holgado e Senna Agius, tutti provenienti dalla Moto2, insieme al campione Superbike Toprak Razgatlioglu, stanno affrontando un periodo di apprendimento complicato. Razgatlioglu, in particolare, ha avuto un anno duro nella MotoGP, ma la sua familiarità con le Pirelli potrebbe cambiare le carte in tavola.
Insomma, più che un ostacolo, il cambio gomme potrebbe riaprire il gioco, dando spazio a nuovi equilibri e rivalità in pista.
Il 2027 si annuncia quindi come un anno di svolta, non solo tecnica ma anche sportiva. Le Pirelli saranno al centro di tutto, e i prossimi test e gare diranno chi saprà sfruttare meglio questa rivoluzione.
