Quando Jonas Skovby ha tagliato il traguardo a Sitges-Terramar in 41,888 secondi, ha lasciato dietro di sé un record che sembrava imbattibile. La sua Stark Varg SM Skoll, una moto elettrica spinta dall’innovazione di Stark Future, ha fatto meglio di Carlos Sainz e della sua Audi R8 LMS, che nel 2012 aveva segnato il giro più veloce su quel circuito. Non è solo una questione di numeri: è la dimostrazione che le moto elettriche non sono più un’alternativa, ma una vera minaccia per le supercar tradizionali, anche su piste dove contano velocità e precisione.
Nuovo record a Sitges-Terramar: la Stark Varg SM Skoll fa la storia
Il 23 settembre 2026 sarà ricordato a lungo dagli appassionati delle corse su due ruote. Jonas Skovby, pilota svedese di grande esperienza, ha portato la Stark Varg SM Skoll a stabilire un nuovo primato sul circuito ovale di Sitges-Terramar. Il tracciato, lungo poco meno di due chilometri, è stato percorso in appena 41,888 secondi, migliorando di 0,712 il precedente record detenuto da Carlos Sainz con la sua Audi R8 LMS da 600 cavalli. Non è solo una questione di tempo più rapido, ma un chiaro segnale di quanto le moto elettriche siano cresciute dal punto di vista tecnico.
Durante il giro, la moto ha tenuto una velocità media di 172 km/h, toccando punte di 210 km/h. Numeri notevoli per un mezzo a zero emissioni. L’accelerazione ha raggiunto picchi di 6,6 G, pari a sei volte e mezzo la forza di gravità terrestre, un dato che sottolinea non solo la velocità, ma anche la tenuta e la reattività della moto in condizioni estreme. Dietro questo successo c’è un lavoro di squadra, con Stark Future che ha coinvolto i marchi Alpinestars e DC Shoes per spingere al massimo le prestazioni senza rinunciare alla sostenibilità.
Sitges-Terramar: un circuito d’epoca che mette alla prova i piloti di oggi
L’Autodromo di Sitges-Terramar, costruito nel 1923 in soli 300 giorni, è un pezzo di storia delle corse. All’epoca, era tra i circuiti più avanzati al mondo. Dopo un solo anno di attività, però, è caduto in disuso e oggi la sua superficie in cemento, a quasi un secolo di distanza, porta i segni del tempo e dell’usura.
Il tracciato è noto soprattutto per le sue due curve sopraelevate, ripide e insidiose, che mettono a dura prova qualsiasi pilota. Richiedono un equilibrio delicato tra velocità e controllo, soprattutto considerando l’asfalto in cemento, molto più abrasivo e difficile rispetto alle piste moderne in asfalto liscio. Nonostante tutto questo, Skovby ha scelto proprio questo circuito per il tentativo, affrontando rischi reali legati alla tenuta degli pneumatici, al grip e alla stabilità nelle curve.
Il valore storico del circuito rende ancora più significativa questa impresa. Le difficoltà del tracciato accentuano la portata del risultato: una moto elettrica che batte il record di un’Audi R8 proprio qui dimostra quanto la tecnologia sulle due ruote sia avanzata in termini di potenza, agilità e affidabilità.
Stark Varg SM Skoll: la moto dietro il record
Protagonista di questo traguardo è la Stark Varg SM Skoll, una moto che si avvicina molto a quella di serie, ma con alcune modifiche mirate per ottenere prestazioni da pista. La ciclistica è rimasta intatta: telaio, sospensioni e geometria sono quelli di serie, scelta fatta per mantenere una base tecnica solida e affidabile.
La modifica chiave è stata la rimozione del limitatore di velocità, che normalmente blocca la moto a una velocità inferiore. Così la Varg ha potuto raggiungere i 210 km/h, un risultato notevole per un motore elettrico su un circuito impegnativo come quello di Sitges-Terramar. Skovby ha potuto sfruttare a fondo accelerazione e potenza.
Il risultato finale si traduce anche in una forza d’accelerazione massima di 6,6 G, un dato impressionante che testimonia quanto la moto tirasse durante il giro record. È come subire una spinta pari a 6,6 volte il proprio peso, un carico che mette alla prova sia il pilota sia il mezzo.
Questa impresa ha riportato sotto i riflettori l’evoluzione delle moto elettriche nello sport, con la Stark Varg che dimostra come si possano unire sostenibilità, tecnologia e prestazioni estreme. Una moto vicina alla produzione di serie che al tempo stesso spinge i limiti in pista, in modo concreto e misurabile.
