In Giappone, Honda ha dato il via a un esperimento che cambia le regole del gioco: un’app capace di “votare” la guida dei motociclisti. Non si tratta di un semplice gadget, ma di uno strumento che registra ogni accelerata, ogni frenata, ogni curva, per valutare quanto un rider sia davvero sicuro sulla strada. Coinvolti in prima linea, i fattorini di Uber Eats, che partecipano a una campagna concreta dove chi guida con attenzione viene premiato. Alla fine di ogni turno, arriva quella che potremmo chiamare una pagella digitale, ma il valore di questo progetto va ben oltre il punteggio.
Dietro le quinte: l’app di Honda che giudica i rider
Il sistema si basa su un’app per smartphone che monitora la guida senza bisogno di montare apparecchi sulla moto. La forza sta nella semplicità: basta avviare l’app e tenerla in funzione mentre si viaggia. Attraverso i sensori del telefono, l’app raccoglie dati su accelerazioni, frenate brusche, movimenti di sterzo, e li trasforma in un punteggio chiamato “safe riding score”.
Non è stato facile per Honda. Il continuo tremolio del motore e le irregolarità dell’asfalto creano dati confusi e poco affidabili. Per questo la tecnologia mescola i dati del telefono con informazioni specifiche del veicolo, usando metodi statistici per distinguere i movimenti veri da quelli accidentali. Il sistema è stato perfezionato con l’aiuto di collaudatori esperti e istruttori dei Traffic Education Center, che l’hanno messo alla prova sul campo. Questo lavoro assicura che il punteggio rifletta davvero come si guida, cogliendo anche situazioni che il motociclista stesso potrebbe non accorgersi.
A settembre 2026, in Giappone, l’app è stata testata durante la “Uber Eats Safe Driving Campaign”, con 1.500 rider volontari impegnati nelle consegne. L’obiettivo non è solo misurare la sicurezza, ma spingere a migliorare il modo di guidare, giorno dopo giorno.
Soldi e premi per chi guida con la testa
Honda e Uber Eats hanno messo in piedi un sistema che unisce tecnologia e incentivi economici per motivare i rider a guidare meglio. Chi percorre almeno 150 chilometri con l’app attiva guadagna un bonus di 5.000 yen, circa 40 euro. Tra questi, i dieci con il punteggio più alto ricevono un premio extra di 15.000 yen, arrivando a un totale di 20.000 yen, poco più di 100 euro.
L’idea è capire se i premi possono davvero cambiare le abitudini alla guida. Finora, i risultati sono incoraggianti: molti rider hanno rallentato quando serviva, guidando in modo più fluido e controllato. Questo non solo riduce i rischi per loro, ma rende più sicure anche le consegne per i clienti.
In questo progetto, il denaro non è solo un premio, ma uno strumento per responsabilizzare chi guida, mostrando che la tecnologia può aiutare a cambiare abitudini difficili da modificare con semplici regole o campagne di sensibilizzazione.
Cosa ci riserva il futuro della guida digitale
Per ora l’app riguarda solo i rider di Uber Eats in Giappone, ma Honda ha già idee più grandi. A breve, l’app potrebbe fornire consigli di sicurezza basati sulla posizione: avvisi in prossimità di incroci pericolosi o in condizioni meteo avverse, per aumentare la consapevolezza del motociclista.
Questa novità fa parte di un progetto più ampio della casa giapponese: nel 2023 Honda aveva già lanciato in Nord America “Honda Driver Coaching”, un’app per valutare la guida degli automobilisti. La collaborazione con Uber, iniziata nel 2025, punta a migliorare la sicurezza stradale dei motociclisti.
Resta però una domanda: “quanti saranno disposti a farsi valutare così da vicino ogni volta che salgono in moto?” Se il sistema si allargherà a tutti, si aprirà un dibattito su sicurezza e privacy, e sul ruolo che questo “giudizio digitale” potrà avere, ad esempio, per patente o assicurazioni. Intanto Honda prosegue i test in Giappone, raccogliendo feedback e preparandosi a un possibile passo avanti su scala più ampia nei prossimi anni.
