Il sole di Alcañiz picchia forte sul MotorLand mentre Marc Marquez taglia per primo il traguardo, imponendo ancora una volta la sua legge in MotoGP. Alle sue spalle, Pedro Acosta non si lascia intimorire: il giovane talento conferma il grande stato di forma e chiude secondo, suggellando quel duo che dal prossimo anno sarà compagno di squadra in Ducati Lenovo. Pecco Bagnaia, invece, cade e lascia aperta la lotta per il mondiale. Ora, in meno di un mese, tre piloti si contendono la vetta, con un finale di stagione che si preannuncia incandescente.
Il weekend al MotorLand ha regalato un grande spettacolo, anticipando quello che vedremo nel 2027 dentro al Ducati Lenovo Team. Marc Marquez, veterano che ha tenuto alta la guardia per tutta la stagione, ha conquistato una vittoria netta, senza lasciare spazio ai rivali. Accanto a lui, Pedro Acosta ha confermato di essere un talento vero, con una prestazione solida che conferma quanto di buono aveva già mostrato nelle gare precedenti. Fino a oggi hanno corso separati, ma dal prossimo anno saranno compagni di squadra a Borgo Panigale, grazie al rinnovo biennale firmato da Acosta fino al 2028.
La gara è partita con Marco Bezzecchi in pole, deciso a dettare il ritmo. Ma presto la corsa si è trasformata in una battaglia serrata: Bezzecchi ha resistito agli attacchi di Marquez, ma alla fine ha dovuto cedere quando il campione spagnolo ha raggiunto Acosta e li ha sorpassati entrambi nell’ultimo settore del circuito, un momento chiave che ha cambiato le carte in tavola. Per tredici giri Marquez e Acosta hanno tenuto un ritmo quasi identico, scambiandosi la testa con tempi sul giro da applausi. Poi il numero 93 ha alzato il passo, rompendo l’equilibrio e controllando la gara fino alla bandiera a scacchi, con un margine rassicurante.
Quella di Aragon è sembrata una vera prova generale: un assaggio di come saranno i prossimi Ducati, dove l’esperienza di Marquez si mescolerà all’entusiasmo di Acosta, promettendo duelli da brivido.
Il terzo posto di Marco Bezzecchi vale più di una semplice posizione sul podio. L’italiano ha corso con un ginocchio sinistro che gli dava fastidio a ogni curva. Aragon non è mai stato il circuito ideale per la sua Aprilia, e portare a casa quel risultato significa gestire dolore e difficoltà su una pista poco favorevole alla sua moto. Bezzecchi ha dimostrato grande tenacia, riuscendo a limitare i danni anche rispetto al compagno di squadra.
Diversa invece la sorte di Francesco Bagnaia, caduto alla curva 9 e costretto al ritiro. Un colpo duro per il pilota piemontese, che ora deve inseguire in una classifica cortissima. Nel weekend sono arrivati altri stop importanti: Franco Morbidelli è uscito di scena dopo una caduta, mentre Raul Fernandez ha dovuto fermarsi per problemi alla frizione. Questi imprevisti hanno cambiato la gara, influenzando non solo il podio ma anche la posizione di diversi piloti.
Dietro i primi tre si sono messi in evidenza piloti come Alex Marquez e Jorge Martin, quarto e quinto. Fermin Aldeguer ha fatto un buon rientro dall’infortunio, chiudendo sesto e mostrando di avere margini per risalire. Bene anche Fabio Di Giannantonio, seguito da Enea Bastianini e dal giovane Diogo Moreira. Brad Binder ha completato la top ten. Da segnalare infine Jack Miller, undicesimo, miglior pilota Yamaha davanti a tutti gli altri: un segnale che la moto giapponese ha ancora strada da fare per tornare competitiva.
La classifica piloti dopo Aragon è una fotografia di un campionato apertissimo. Jorge Martin resta in testa con 256 punti, ma la distanza si assottiglia: Marquez insegue a 237, Bezzecchi a 232. Solo diciannove punti dividono il primo dal secondo, ventiquattro dal terzo, un margine che può sparire da un momento all’altro con ancora nove weekend da correre.
Più dietro, ma ancora in corsa, ci sono Fabio Di Giannantonio con 208 punti e Ai Ogura con 203. Pedro Acosta, grazie al secondo posto ad Aragon, è salito a quota 189, entrando di diritto nel gruppo dei protagonisti.
La classifica costruttori rispecchia questa lotta serrata: Aprilia comanda con 390 punti, Ducati è a ridosso con 375. KTM segue con 231, Honda a 129, mentre Yamaha resta indietro con 78 punti, sottolineando la necessità di un salto di qualità per rientrare nella lotta.
Questo equilibrio rende ancora più incandescente la stagione, con tifosi e squadre pronti a vivere un finale pieno di colpi di scena e battaglie serrate fino all’ultimo giro.
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