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Addio a Sandro Dall’Ara, icona del motociclismo bergamasco e leggenda dell’enduro Honda

A 82 anni si spegne una leggenda del motociclismo bergamasco: Sandro Dall’Ara. La sua storia affonda le radici nel 1929, quando suo nonno Urbano accese per primo la passione di famiglia. Pilota instancabile, imprenditore lungimirante, e soprattutto un amante dell’enduro e delle moto Honda, Sandro ha lasciato un segno indelebile nelle corse e nello sviluppo di questo sport nella provincia di Bergamo. Un’eredità che ha attraversato decenni, fatta di gare, sfide e un amore genuino per le due ruote.

Da giovane promessa a campione della Sei Giorni Internazionale

Nato il 26 agosto 1944 in una famiglia di motociclisti, Sandro respirò fin da subito l’atmosfera delle due ruote. Il negozio di famiglia, aperto dal nonno Urbano nel ’29, passò di mano al padre Aldo e poi a lui e ai fratelli, diventando un punto di riferimento per Bergamo, anche nel dopoguerra. La sua passione per le gare di regolarità si fece subito vedere: negli anni ’60 era già una promessa.

A 18 anni vinse il Premio Coni, un riconoscimento che diede il via a una carriera di tutto rispetto. L’anno dopo si aggiudicò il Trofeo FMI, valido allora come Campionato italiano junior. Negli anni seguenti raccolse successi importanti come le Valli Bergamasche e il titolo provinciale del ’67, conquistando così la sua fama sul campo.

Il momento più alto arrivò con le due medaglie d’oro alla Sei Giorni Internazionale di Regolarità, una delle gare più dure e prestigiose al mondo. Nel 1968, a San Pellegrino Terme, e nel 1969 a Garmisch-Partenkirchen, Dall’Ara mostrò tutta la sua classe, mettendo in luce un talento che ancora oggi viene ricordato con ammirazione.

Dalle gare all’imprenditoria: il legame con Honda e Bergamo

Terminata la carriera agonistica, Sandro non si allontanò mai dal mondo delle moto. Nel 1972 aprì il Motosalone Dall’Ara, che ben presto divenne un punto di riferimento per Bergamo e dintorni. Nel 1978 iniziò la collaborazione con Honda, una partnership destinata a durare e a segnare la sua vita professionale.

Nel 1982 Honda Italia gli affidò la distribuzione della famiglia XR, una gamma di moto che partì dal mercato nazionale per arrivare poi a quello europeo. Un riconoscimento della sua serietà e competenza come concessionario di un marchio di livello internazionale.

Il nome Dall’Ara fu presente anche nelle competizioni di alto livello. Nel 1998, con Gian Marco Rossi in sella alla Honda XR250, arrivò il titolo mondiale nella categoria 250 4T. Non mancarono le partecipazioni alla Dakar con piloti di spicco come Fabrizio Meoni e Johnny Campbell, che portarono prestigio e visibilità alla concessionaria bergamasca.

Nel 2006 l’attività si spostò in una sede più ampia di via Carducci, nel cuore di Bergamo, diventando per anni uno dei principali punti Honda della zona. La chiusura nel 2025 ha segnato la fine di un’era, ma il nome Dall’Ara resta ancora vivo nella memoria degli appassionati.

Bergamo piange un uomo e una famiglia di motociclisti

Il funerale di Sandro Dall’Ara si è svolto lunedì 14 settembre nella chiesa del cimitero monumentale di Bergamo, con una grande partecipazione di amici, appassionati e colleghi. Non era solo un imprenditore o un pilota, ma un punto di riferimento per tutto il mondo delle due ruote in città. Giacomo Agostini, leggenda del motociclismo, lo ha ricordato così: “Una persona fantastica e per bene, un vero amico”.

Sandro lascia la moglie Carla e il figlio Vittorio. La sua scomparsa, a poco più di un anno dalla morte del fratello Franco, chiude un capitolo importante per il motociclismo bergamasco. La famiglia Dall’Ara, con una storia che sfiora il secolo, ha accompagnato generazioni di motociclisti, incarnando passione, dedizione e competenza. Un’eredità che non si dimentica.

Redazione

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