Sulla distesa salata di Bonneville, la Buell Project Leviathan ha toccato i 287 km/h, una velocità da brivido ma ancora lontana dal suo vero obiettivo. Con oltre 400 cavalli sotto il serbatoio, questa moto non è certo una semplice passerella. Jacob Stark, alla sua prima esperienza su questo terreno estremo, ha dovuto fronteggiare problemi tecnici e condizioni avverse, che hanno frenato la corsa verso le 250 miglia orarie – quasi 400 km/h – sognate dalla squadra. Il risultato? Un traguardo importante, sì, ma la strada per il record è ancora lunga.
Esordio difficile per la Buell Leviathan sulla superficie di sale
La Buell Leviathan è arrivata con l’ambizione di superare le 250 mph, un obiettivo niente affatto banale, soprattutto con un motore sovralimentato di 1190 cc che sprigiona più di 400 cavalli e una coppia vicina ai 292 Nm. Numeri da capogiro, ma la pista di sale si è subito fatta sentire.
Jacob Stark, alla sua prima esperienza su questo tipo di fondo, ha dovuto imparare a controllare la moto su una superficie insidiosa, spesso scivolosa e compatta. Per rispettare le regole della Speed Week, ha dovuto passare da una serie di prove a velocità progressiva, dimostrando di saper tenere la moto in mano prima di poter spingere davvero. I primi giri sono stati cauti, con rapporti bassi e tante pause ai box per mettere a punto la macchina.
Questa fase iniziale ha mostrato quanto sia complicato trasformare la potenza del motore in velocità pura su un terreno così particolare. Un primo contatto fondamentale per capire cosa sistemare in vista dei tentativi successivi.
Problemi tecnici e prove sul Long Course: la Buell fatica a ingranare
Dopo le prime prove, la squadra ha potuto spingere di più, salendo alla terza marcia. Ed è qui che sono spuntati i problemi veri. Quando Stark ha superato i 150 mph sul traguardo di due miglia, la moto ha iniziato a mostrare limiti tecnici evidenti.
In particolare, la quarta marcia è stata un vero incubo. La ruota posteriore girava come impazzita, teoricamente oltre le 200 mph, mentre la velocità reale della moto era molto più bassa. Una specie di burnout a oltre 280 km/h, una situazione delicatissima che ha richiesto continui aggiustamenti da parte del team.
Dopo molte prove, finalmente è arrivata la licenza “B” che ha permesso di affrontare il Long Course, una pista lunga circa cinque miglia dove si può accelerare più a lungo. Qui la Buell Leviathan ha centrato il suo miglior risultato: 178,531 mph, quasi 287 km/h. Un risultato che sta un po’ stretto rispetto alle attese, ma comunque importante per un primo test su questa pista.
Da super cruiser a prototipo da record: il progetto Leviathan in evoluzione
La Buell Leviathan è un progetto ancora in piena evoluzione, nato come prototipo di Super Cruiser. Il telaio e le sovrastrutture derivano da modelli come la Hammerhead e la 1190RS. Monta sospensioni FOX, ruote in alluminio forgiato e mozzi con pignoni personalizzati, tutto pensato per lavorare in armonia e garantire il massimo a velocità elevate.
Il cuore è il motore sovralimentato da 1190 cc che sviluppa oltre 401 cavalli alla ruota. Numeri che fanno sognare, ma la vera sfida è gestire tutta questa potenza su una superficie insidiosa come il sale. Durante le prove a Bonneville sono emersi diversi problemi tecnici che hanno costretto il team a continui interventi e modifiche.
Il cammino per superare i 400 km/h è ancora lungo. Il motore c’è, la potenza pure, ma serve lavorare ancora tanto sulla messa a punto e soprattutto sulla trazione. L’esordio di questa estate è stata una tappa importante, ma il progetto Leviathan ha ancora molta strada davanti per trasformarsi davvero in una moto da record.
