Marc Márquez si contorce dal dolore, la spalla destra è un problema che non lo molla. Dormire sul fianco destro? Un incubo. Ha già messo da parte il padel, uno sport che amava, e persino il braccio sembra tradirlo proprio quando servirebbe di più, nelle fasi decisive delle gare. Eppure, non molla. È ancora in pista, quarto in classifica, con un contratto che lo lega fino al 2028. Ma a Silverstone il segnale è stato chiaro: le difficoltà non sono più un dettaglio trascurabile, e il futuro in MotoGP si fa improvvisamente più incerto.
Il Gran Premio di Silverstone 2026 ha visto l’assolo di Aprilia, con Raul Fernandez che ha tagliato per primo il traguardo davanti a Jorge Martín e Marco Bezzecchi. Ma a rubare la scena è stato un altro dato: il settimo posto in gara e il nono nella sprint per Márquez, un risultato lontano anni luce dalle sue abitudini.
A fare rumore è stato anche il confronto con il fratello Alex, che corre sulla stessa Ducati con un anno in più di esperienza e qui ha chiuso quarto sia nella sprint che in gara. Marc aveva avvertito che Silverstone sarebbe stato un weekend difensivo, ma per molti è sembrato più un passo indietro rispetto al ritmo di vertice. Ora è quarto in campionato con 200 punti, a 40 da Martín, dietro a Bezzecchi e Ogura.
Pol Espargaró, che sostituisce Viñales come pilota e collaudatore, ha raccontato in un’intervista a DAZN España come il degrado delle gomme sulla moto di Márquez fosse insolito. Per Espargaró, questo indica una guida più trattenuta, lontana dall’aggressività a cui eravamo abituati. Nel box Ducati, a fine weekend, lo stesso Márquez ha ammesso di non avere pieno controllo del braccio destro, una confessione che ha fatto il giro dei media.
Ramon Forcada, ex capotecnico di Jorge Lorenzo e oggi esperto molto attento ai dettagli, ha fatto notare che i problemi di Márquez non sono iniziati a Silverstone, ma già un mese prima al GP del Sachsenring. Questo circuito, solitamente amico di Ducati e Márquez, ha lanciato i primi segnali d’allarme.
Intervenuto nel podcast Duralavita, Forcada ha sottolineato come la pausa estiva, con le settimane di allenamento in palestra e in moto e una breve vacanza, avrebbe dovuto far recuperare il pilota. Invece, il nuovo inizio di stagione ha smentito tutte le speranze. Ora resta la grande domanda: la spalla continuerà a limitarlo o arriverà finalmente un recupero?
Più dei tempi sul giro, a raccontare le difficoltà di Márquez sono le piccole cose quotidiane. In un’intervista a The I Paper, il pilota ha svelato di aver abbandonato il padel perché la mano destra non regge più lo sforzo. Ha provato a giocare con la sinistra, ma senza successo. Anche il calcio con gli amici, un tempo sua passione, è ormai ridotto a sporadici incontri, per evitare nuovi guai.
Resta la bicicletta, più come allenamento che per divertimento. Paradossalmente, Márquez ha ammesso di non riuscire a dormire sul lato destro, proprio quello della spalla ferita. Nel tempo libero si dedica alla famiglia, alla fidanzata e a qualche ora passata a giocare a Warzone.
Il problema è noto: a Mandalika, nell’ottobre 2025, un contatto in gara con Marco Bezzecchi gli ha rotto la spalla destra. Dopo dieci mesi tra dolore e riabilitazione, l’8 giugno 2026 ha firmato il rinnovo con Ducati fino al 2028, poco dopo l’intesa tra organizzazione e costruttori sancita dal cosiddetto Patto della Concordia.
Sulle sue condizioni, Márquez è stato schietto: se il corpo lo sostiene, vuole continuare a correre. Il dolore però cresce ogni anno ed è diventato una compagnia costante da gestire. Il pilota ha già vissuto momenti difficili simili, ma questa volta serve capire se la fase più dura è alle spalle o se la spalla continuerà a condizionare le sue prestazioni. I prossimi GP saranno decisivi per capire se ci saranno miglioramenti o se si dovrà prendere una decisione definitiva.
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