A luglio 2026, le immatricolazioni di scooter in Italia hanno fatto un balzo in avanti. Nel frattempo, le moto hanno registrato una flessione, la prima dell’anno. Un’inversione che racconta molto sulle scelte degli acquirenti, alle prese con un mercato segnato da dubbi economici e normative ambientali sempre più stringenti. Nonostante qualche rallentamento rispetto a inizio anno, l’Italia continua a dominare la scena europea delle due ruote, confermandosi leader nelle vendite.
Due ruote: l’Italia tiene, ma il mercato rallenta
A luglio sono state immatricolate 46.605 moto e scooter, con un aumento del 4% rispetto a luglio 2025. Una crescita più contenuta rispetto ai mesi scorsi, che indica un mercato in fase di assestamento. La frenata riguarda soprattutto le moto, che dopo quattro anni di crescita ininterrotta registrano un’inversione di tendenza, mentre gli scooter continuano a spingere la domanda verso l’alto.
Il quadro generale parla di un settore che si sta normalizzando dopo anni record, influenzato da fattori economici e geopolitici che pesano sulle scelte dei consumatori. ANCMA interpreta questo scenario come una fisiologica stabilizzazione, anche se i volumi restano superiori all’anno precedente.
Moto in flessione, ma gli scooter non si fermano
Luglio 2026 segna una battuta d’arresto per le moto: le immatricolazioni calano del 6,5%, fermandosi a 14.988 unità. Il calo è legato a un mix di instabilità economica e incertezze geopolitiche che frenano gli investimenti dei consumatori. È la prima volta quest’anno che il comparto moto segna un segno meno, un campanello d’allarme che potrebbe indicare un cambio di preferenze o semplicemente una pausa in attesa di nuovi modelli o incentivi.
Gli scooter, al contrario, continuano a conquistare terreno. A luglio le immatricolazioni hanno superato quota 29.600, con un balzo dell’11,4% per il quinto mese consecutivo. Questo andamento testimonia un crescente apprezzamento per soluzioni pratiche e urbane, favorito anche dalla spinta verso una mobilità più sostenibile e dai costi di gestione contenuti.
I ciclomotori, invece, perdono terreno con un calo del 9,2% e 1.960 unità immatricolate. Anche qui si avverte un atteggiamento più cauto, probabilmente legato all’attesa di normative più chiare sulle nuove tecnologie elettriche e sulle emissioni.
Il bilancio da gennaio a luglio: numeri ancora in crescita
Nel primo semestre dell’anno, da gennaio a luglio 2026, il mercato delle due ruote in Italia mostra numeri solidi. Le immatricolazioni totali raggiungono 274.788, con un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le moto segnano un +5,6% con oltre 103.000 unità immatricolate, mentre gli scooter confermano il loro ruolo da protagonisti con un +16%, superando quota 162.000.
Anche i ciclomotori resistono, con un aumento del 9,2% e 9.424 unità. Da notare che i volumi di luglio 2026 hanno già superato di circa 10.000 unità il totale di agosto 2025, anche se bisogna considerare che quei numeri erano stati influenzati da vendite straordinarie legate all’entrata in vigore della normativa Euro 5.
Due ruote elettriche e quadricicli: segnali di crescita e qualche difficoltà
Il mercato delle due ruote elettriche continua a viaggiare su buoni ritmi. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati immatricolati 6.717 veicoli elettrici, con un incremento del 20,6%. Luglio conferma la tendenza con 1.340 immatricolazioni e un aumento del 20%, il quinto mese consecutivo di crescita.
I quadricicli, invece, hanno visto a luglio un balzo del 25%, con quasi 2.000 immatricolazioni. Ma il bilancio dei primi sette mesi resta in rosso, con un calo del 6,5% e poco più di 10.500 veicoli venduti. Le vendite più deboli dei mesi precedenti pesano ancora sul risultato globale, anche se la ripresa di luglio lascia intravedere una possibile inversione di rotta.
Italia guida l’Europa delle due ruote
I dati italiani confermano il ruolo di primo piano del nostro Paese in Europa. Nel primo semestre 2026, secondo ACEM, nei cinque principali mercati UE sono state immatricolate circa 636.000 due ruote a motore, con un aumento del 16,8%. Di queste, oltre un terzo sono italiane, confermando l’Italia come il mercato europeo più grande per moto e scooter.
Questa leadership si traduce in una domanda robusta e in un forte richiamo per i costruttori, rendendo il nostro mercato uno dei più strategici per pianificare le vendite. Urbanizzazione, tradizione motociclistica e incentivi alla mobilità sostenibile creano un terreno fertile per un’ulteriore crescita.
Le moto più amate dagli italiani: la supremazia delle adventure
Guardando la classifica delle moto più vendute tra gennaio e luglio 2026, dominano le adventure. I primi sei modelli più richiesti appartengono a questa categoria, apprezzata per la versatilità e la capacità di affrontare sia strade asfaltate che sterrate.
In testa c’è l’Africa Twin di Honda, seguita dalla BMW R 1300 GS e dalla Honda Transalp 750. La prima naked nella classifica è la Yamaha MT-07, al settimo posto, mentre chiude la top ten la Valico 625D SX di Voge. Questo panorama conferma come gli italiani cerchino modelli comodi, performanti e dal look dinamico, soprattutto nella fascia adventure.
Scooter, Honda domina ma non manca la concorrenza
Nel mercato scooter la situazione è stabile, con Honda saldamente al comando grazie ai modelli SH 125, SH 350 e SH 150 che occupano i primi tre posti. Al quarto posto si piazza Zontes con lo ZT368T-G, seguito da un altro Honda, l’X-ADV 750.
Piaggio si fa largo al sesto posto con il Liberty 125 ABS, poi Voge con lo Sfida SR16 e Kymco con l’Agility 125 S. Chiude la top ten ancora Voge con lo Sfida SR16 200. La classifica conferma la forza dei marchi consolidati e una preferenza per scooter di cilindrata media, ideali per muoversi in città e nelle aree periferiche.
Le scelte degli acquirenti puntano a veicoli pratici ma affidabili, con un occhio di riguardo all’efficienza e all’impatto ambientale. Un segmento in crescita, sempre più orientato verso modelli che uniscono funzionalità e sostenibilità.
