Finalmente libera di guidare qualsiasi moto, senza limiti di potenza o cilindrata. Chi ha già la patente A2 lo sa: il salto alla patente A è il sogno di molti appassionati delle due ruote. Non si tratta solo di una carta in più, ma di un lasciapassare per salire su qualsiasi moto, dalle più leggere alle più potenti. A partire dal 2026, chi ha la A2 da almeno due anni potrà accedere alla patente A con un semplice corso pratico, senza bisogno di rifare l’esame teorico. Ma cosa comporta davvero questa patente? Quali sono i passaggi per ottenerla? E quali regole bisogna rispettare? Chi vuole guidare senza limiti deve conoscerle bene.
Che moto si possono guidare con la patente A
La patente A si può prendere se hai almeno 24 anni, oppure se hai la patente A2 da almeno due anni e vuoi fare l’aggiornamento. In passato si chiamava anche A3, ma oggi permette di guidare qualsiasi moto e scooter, compresi i sidecar, senza alcun limite di potenza o cilindrata.
In pratica, se hai la patente A puoi salire su moto sportive, naked, enduro o maxi scooter senza restrizioni tecniche. Puoi scegliere mezzi con cilindrata superiore ai 600 cm³ e potenza oltre i 50 kW, cosa che con altre patenti è vietata. Questa libertà richiede però esperienza e responsabilità.
Va detto anche che la patente A autorizza a guidare veicoli a tre ruote o con sidecar, una soluzione alternativa per chi vuole muoversi su due ruote ma in modo diverso. È una patente pensata per chi ha già confidenza con la guida e il traffico, acquisita con corsi o esperienza.
L’esame teorico: quando serve e come funziona
L’esame teorico per la patente A è lo stesso richiesto per le patenti A1, A2, B e B1. Chi ha già una di queste patenti non deve ripetere la teoria, dovrà solo superare la prova pratica per ottenere la patente A.
Chi invece parte da zero deve avere almeno 24 anni e, da quel momento, ha sei mesi per sostenere l’esame teorico. Il tempo è più che sufficiente per prepararsi e, se serve, ripetere la prova in caso di bocciatura.
Il candidato può affrontare il test teorico subito dopo la domanda. Se non passa al primo colpo, ha una seconda possibilità, ma entro sei mesi dalla presentazione della domanda. Tra un tentativo e l’altro deve passare almeno un mese.
Superato l’esame teorico si riceve il foglio rosa, che autorizza a fare pratica di guida senza limiti sulle strade. Da qualche tempo non ci sono più restrizioni sulle strade percorribili con il foglio rosa, una semplificazione rispetto al passato.
Come funziona l’esame pratico: tempi, luoghi e regole
Dopo aver ottenuto il foglio rosa e aspettato almeno un mese, il candidato può prenotare l’esame pratico per la patente A. L’esame è simile a quello per le patenti A1 e A2, ma la moto deve avere cilindrata e potenza maggiori.
Il foglio rosa vale 12 mesi, durante i quali si possono fare fino a tre tentativi di esame pratico. Se si sbaglia, bisogna aspettare almeno un mese prima di riprovare.
L’esame si svolge alla Motorizzazione Civile o in centri autorizzati collegati alle autoscuole, che spesso offrono aiuto organizzativo e logistico ai candidati.
Le prove dell’esame pratico patente A
L’esame pratico si divide in più fasi per valutare la sicurezza e la capacità di guida. Si parte dal controllo dell’equipaggiamento obbligatorio: casco, guanti e protezioni devono essere a norma. Poi si verifica la moto: pneumatici, liquidi, catena e luci devono essere in ordine.
Segue la prova su circuito chiuso, fondamentale per testare manovre precise come lo slalom tra i birilli, l’accelerazione, il passaggio in corridoi stretti e le frenate di emergenza.
Dopo il circuito, si passa alla guida su strada aperta, dove il candidato deve dimostrare di saper gestire il mezzo nel traffico e rispettare il Codice della Strada. L’istruttore dà indicazioni via radio e valuta come si affrontano incroci, rotatorie e precedenze.
Quali moto si possono usare all’esame
Non tutte le moto vanno bene per l’esame patente A: devono pesare più di 180 kg a vuoto, avere cilindrata di almeno 600 cm³ e potenza minima di 50 kW, con una tolleranza di 5 cm³ e 5 kg sotto questi limiti.
Per le moto elettriche conta il rapporto potenza/peso, che deve essere almeno 0,25 kW/kg. Questi dati si trovano sul libretto di circolazione.
Chi sostiene l’esame con moto a cambio automatico potrà guidare solo moto automatiche, come indicato dal codice UE “78” sulla patente. Se invece si passa con moto a cambio manuale, si possono guidare anche moto automatiche.
Come usare la moto all’esame e quanto costa
Chi si iscrive a un’autoscuola di solito usa la moto della scuola. I privatisti possono invece usare una moto propria, prenderla in prestito o noleggiarla, sempre rispettando i requisiti richiesti.
Il costo dell’esame pratico varia molto. Con l’autoscuola si va dai 300 ai 500 euro, cifra che include anche le pratiche burocratiche. I privatisti spendono meno, intorno ai 150 euro, ma devono occuparsi da soli di tutta la burocrazia presso la Motorizzazione.
Passare dalla patente A2 alla A con un corso pratico
Chi ha la patente A2 da almeno due anni può passare alla patente A già a 20 anni. Da settembre scorso c’è una novità: si può fare un corso pratico obbligatorio di sette ore, senza esame di guida.
Il corso si divide in due parti. La prima, di tre ore, insegna come indossare l’equipaggiamento tecnico e controllare la moto . Si fanno anche esercizi di manovra a bassa velocità, slalom e frenate d’emergenza.
La seconda parte prevede la guida su strada aperta, con prove in situazioni di traffico reale: partenze da fermo, curve, incroci e percorsi complessi.
Alla fine la scuola guida invia alla Motorizzazione l’elenco dei partecipanti che hanno superato il corso. La patente aggiornata arriva per posta, ma durante il periodo di transizione bisogna confermare il ritiro presso l’ufficio locale della Motorizzazione.
Questa strada è più veloce rispetto agli esami tradizionali e aiuta chi ha già esperienza a ottenere la patente A senza ulteriori prove teoriche o pratiche. Resta comunque importante valutare caso per caso la soluzione migliore.
