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Sorpassometro: come funziona, multe salate e guida ai ricorsi contro le sanzioni

Ogni anno, migliaia di incidenti sulle strade italiane sono causati da sorpassi azzardati, spesso oltre la linea continua. Ora, un nuovo dispositivo elettronico – il cosiddetto sorpassometro – promette di mettere fine a questa pericolosa abitudine. Non serve più una pattuglia a sorpresa: il sistema registra in automatico ogni infrazione, trasformando il sorpasso vietato da un rischio a una certezza di multa. Chi guida deve fare attenzione: quel semplice gesto può trasformarsi in una sanzione salata. Conoscere come funziona questo strumento, e quali tutele spettano agli automobilisti, diventa quindi fondamentale.

Sorpassometro, cosa è e come becca chi supera la linea continua

Il sorpassometro è un apparecchio ufficiale, approvato dal Prefetto, che rileva i sorpassi vietati senza bisogno della Polizia sul posto. Usa telecamere e sensori che analizzano in tempo reale cosa succede in strada. L’ultima versione, il modello SV3 approvato a fine 2024, combina tecnologia video e sensori per scovare chi invade la corsia opposta senza rispettare le regole.

Quando un veicolo compie un sorpasso irregolare, il sistema registra un breve video e lo invia subito alla Polizia Locale. Un operatore verifica la prova e poi emette la multa, ma non c’è fermo immediato: la contestazione arriva dopo, come previsto dall’articolo 201 del Codice della Strada. Insomma, non è un semplice autovelox, ma un sistema pensato per combattere uno dei comportamenti più pericolosi alla guida.

Dove si trovano i sorpassometri e perché proprio lì

I sorpassometri non finiscono dove capita. Il Prefetto autorizza l’installazione solo dopo aver visto dati che dimostrano un alto rischio di incidenti in quel tratto. Di solito li mettono in curve con scarsa visibilità, rettilinei dove la segnaletica non basta, dossi o incroci pericolosi.

Anche se in quei punti il limite può arrivare a 90 km/h, il sorpassometro resta vigile per evitare manovre azzardate. I decreti che autorizzano il loro uso sono pubblici e chiunque può consultarli. L’obiettivo è chiaro: fermare la guida imprudente e ridurre gli incidenti dovuti ai sorpassi vietati.

Sorpassare oltre la linea continua? Ecco quanto si rischia

Il Codice della Strada, articolo 148, punisce severamente chi sorpassa dove non dovrebbe. Le multe partono da 167 euro e possono arrivare fino a 665 euro, con 10 punti tolti dalla patente. Se il sorpasso avviene in curva, su un dosso o a un incrocio, la sanzione può triplicare, raggiungendo fino a 1.308 euro.

Per i neopatentati le regole sono ancora più dure: in caso di recidiva entro due anni, rischiano la sospensione della patente da uno a tre mesi. Inoltre, se l’infrazione viene commessa tra le 22 e le 7 del mattino, la multa aumenta di un terzo. Chi oltrepassa solo la linea continua senza sorpassare rischia meno: multa più bassa e perdita di 2 punti sulla patente.

Multe da sorpassometro: come e quando fare ricorso

Anche le multe rilevate dal sorpassometro si possono impugnare. Si può fare ricorso entro 60 giorni al Prefetto o entro 30 giorni al Giudice di Pace. Oltre ai soliti errori formali, come ritardi nelle notifiche o dati sbagliati, si può contestare lo strumento stesso.

Un motivo valido è l’assenza o la scarsa visibilità della segnaletica che deve obbligatoriamente avvisare della presenza del sorpassometro, come succede con gli autovelox. Se manca l’omologazione tecnica del dispositivo, la multa può essere annullata, come confermato da diverse sentenze della Cassazione. È un tema ancora aperto e molto discusso in tribunale, soprattutto per quanto riguarda i controlli elettronici sulle strade.

Sorpassometro, la legge che regola l’uso in Italia

L’uso del sorpassometro è regolato da decreti ministeriali che stabiliscono criteri, modelli e limiti. La normativa parte dal 2008, con aggiornamenti nel 2011 e l’ultima revisione a dicembre 2024 con il Decreto n. 603. Quest’ultimo ha introdotto il modello SV3 e ha ampliato il suo utilizzo anche su strade con limite fino a 90 km/h.

Questi provvedimenti definiscono le caratteristiche tecniche, i requisiti di omologazione e le modalità di comunicazione delle infrazioni. L’obiettivo è garantire un controllo efficace senza trascurare le formalità, per tutelare sia la sicurezza sulle strade sia i diritti degli automobilisti. Chi guida deve sapere che questi strumenti sono lì per tenere d’occhio chi rischia troppo al volante nel 2026.

Redazione

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