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Caterina Cortellesi inaugura I volti della Repubblica con un monologo sul diritto di voto alle donne e le eroine partigiane

Senza di loro, la storia sarebbe stata diversa, dice l’attrice e regista, puntando i riflettori su donne che hanno cambiato il corso degli eventi. Partigiane coraggiose, donne che si sono battute contro l’occupazione, e poi quelle che, sedute all’Assemblea Costituente, hanno contribuito a scrivere la Costituzione italiana. Non è solo un ricordo fine a sé stesso, ma un omaggio vibrante a chi ha lottato, spesso nell’ombra, per costruire la Repubblica. Pagine di storia che rischiano di svanire, ora invece raccontate con forza e passione.

Il coraggio delle partigiane: il lato umano della Resistenza

Nei momenti più difficili della guerra, le partigiane non sono state solo combattenti, ma protagoniste di un impegno quotidiano fatto di rischi e scelte difficili. Il progetto mette in luce non solo la loro attività armata, ma anche il sostegno dietro le quinte: dal trasporto delle armi all’organizzazione segreta, fino all’assistenza ai compagni. Donne che hanno incarnato una resistenza fatta anche di valori culturali e morali, spesso ignorati.

Grazie a interviste dirette, documenti e testimonianze, emergono storie di solidarietà, paura, forza e fragilità. Un ritratto che restituisce al pubblico la vera dimensione femminile della lotta partigiana, quasi sempre oscurata da quella maschile. Si raccontano anche le difficoltà interne, come la discriminazione e il doppio ruolo di combattente e madre, aspetti quasi sempre taciuti nella storiografia ufficiale.

Questo lavoro costruisce un legame forte tra passato e presente, mostrando come quell’impegno abbia aperto la strada a una società più giusta.

Le donne Costituenti: la voce femminile nella nascita della Repubblica

La seconda parte del progetto si concentra sulle quindici donne elette all’Assemblea Costituente dopo la guerra. Poche, ma con un peso politico e culturale enorme. L’attrice e regista racconta la loro determinazione nel condizionare i passaggi cruciali della Costituzione, soprattutto per quanto riguarda diritti civili e sociali.

Non si parla solo del loro ruolo pubblico, ma anche del percorso personale che le ha portate lì: battaglie per l’emancipazione, il diritto di voto, l’accesso alle professioni. Attraverso documenti e testimonianze, si ricostruisce il loro contributo concreto, tra proposte di legge e resistenze in una società ancora molto patriarcale.

Un mosaico di immagini e parole restituisce il volto di donne che hanno dato forma a una democrazia basata su uguaglianza e inclusione, valori ancora oggi fondamentali per il nostro vivere civile.

Un ponte tra storia e presente per dare voce a donne spesso dimenticate

Il progetto dell’attrice e regista è un ponte tra passato e presente. Riscopre e valorizza figure femminili rimaste troppo a lungo nell’ombra, unendo teatro, cinema, interviste e spazi espositivi.

Questa miscela di linguaggi crea un dialogo diretto con il pubblico di oggi. Non è solo un racconto storico, ma un modo per riflettere sull’attualità: l’importanza della partecipazione politica, il riconoscimento delle donne nella storia nazionale, la necessità di continuare a difendere i diritti conquistati.

Il lavoro si inserisce anche in iniziative culturali e scolastiche, coinvolgendo giovani e comunità locali. L’obiettivo è mantenere viva la memoria come base di una cittadinanza consapevole, capace di costruire il futuro partendo da un passato raccontato in tutte le sue sfumature. Mettere al centro le donne significa ricordare quanto ancora ci sia da fare per una storia più inclusiva e rappresentativa.

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