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Test MotoGP 2026: Acosta domina, Martin in difficoltà, KTM e Yamaha tra alti e bassi

La pioggia ha spazzato via ogni possibilità di correre sull’asfalto bagnato, trasformando l’ultima giornata di test MotoGP in un’agonia di attese e frustrazioni. Solo di mattina la pista ha accolto i piloti, con Acosta che si è messo in cima alla lista dei tempi, mentre il pomeriggio è stato un susseguirsi di nuvole cariche e gocce insistenti, bloccando ogni tentativo di spingere o sperimentare. Martin è rimasto ai box, fuori gioco, e Bezzecchi ha faticato più del previsto. Mentre il Mugello si avvicina, i team si interrogano sulle difficoltà emerse: Yamaha cerca di recuperare terreno, Aprilia fatica ancora a trovare la quadra giusta. Le settimane che verranno saranno decisive.

Acosta guida la classifica, Quartararo tiene il passo

Pedro Acosta è stato l’unico a regalare un lampo di luce, firmando il miglior tempo della giornata con un 1’38”767, nonostante sia sceso in pista solo a fine mattinata. Dopo un weekend non facile, il giovane spagnolo ha mostrato ancora una volta di avere il passo giusto per diventare pilota ufficiale Ducati. Non solo velocità, ma anche resistenza: 28 giri completati in condizioni complicate sono un buon segnale.

Dietro di lui, a pochi centesimi, si è piazzato Fabio Quartararo, a conferma che la Yamaha con la sua nuova ala triplano a quattro profili sta provando a rimettersi in carreggiata in una stagione finora problematica.

I Tech3 si sono fatti vedere con Enea Bastianini e Maverick Viñales, terzo e quarto, entrambi capaci di scendere sotto l’1’39”. La solidità mostrata da KTM è un buon viatico in vista delle prossime gare, nonostante qualche dubbio sul mercato piloti e le prestazioni altalenanti di alcuni nomi.

Aprilia e Ducati alle prese con problemi e infortuni

Aprilia non ha trovato ancora la quadratura del cerchio. Raul Fernandez ha chiuso quinto davanti al compagno Ai Ogura, ma la RS-GP continua a faticare a garantire costanza e velocità. Marco Bezzecchi, leader del mondiale, ha arrancato, chiudendo undicesimo e lontano dai migliori. I test fatti durante la giornata non hanno portato risposte chiare su assetto e componenti.

A preoccupare di più è stato Jorge Martin, caduto alla curva 7 dopo appena 15 giri. Trasportato in ospedale per controlli a gomito sinistro e gamba destra, per fortuna senza fratture, ma con la necessità di monitorare la situazione nei prossimi giorni.

Anche Pecco Bagnaia ha sofferto. Coinvolto in un incidente nel GP appena passato, il pilota Ducati si è lamentato di un dolore al polso che richiederà ulteriori accertamenti. Un problema che rischia di compromettere la preparazione fisica in vista del Mugello, un circuito che mette a dura prova la resistenza e la forza dei piloti.

Mugello: la sfida decisiva per Marquez e gli altri

Il Mugello sarà il vero banco di prova per Marc Marquez nel 2026, dopo una stagione segnata da tanti incidenti che hanno coinvolto anche suo fratello Alex e Johann Zarco. Con molti piloti ancora alle prese con problemi fisici, il #93 potrebbe trovare terreno più favorevole per rimettersi in corsa per il titolo.

L’ottimismo per Marquez si basa anche sulle buone prestazioni recenti della Desmosedici, in particolare grazie a Fabio Di Giannantonio, che ha mostrato affidabilità e velocità. Una moto in crescita unita all’esperienza del pilota potrebbe fare la differenza nella seconda parte della stagione.

Resta però qualche incognita, sia tecnica che fisica. Il weekend del Mugello sarà fondamentale per capire come stanno realmente i protagonisti e quanto rapidamente i team riusciranno ad adattarsi alle nuove sfide.

Redazione

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