Domenica 17 maggio 2026, Montmelò si è trasformato in un teatro di caos e adrenalina pura. Tre partenze, due bandiere rosse e due piloti in ospedale: la gara di MotoGP è stata un’autentica battaglia. Nel mezzo di questo vortice, Fabio Di Giannantonio ha finalmente rotto il ghiaccio, vincendo dopo quasi tre anni di attesa. Dietro quel trionfo si cela però una corsa feroce, con tensione alle stelle su uno dei tracciati più insidiosi del calendario.
La gara sembrava andare liscia fino al dodicesimo giro, quando la KTM di Pedro Acosta, partito dalla pole e leader della corsa, ha perso potenza in uscita da una curva sul rettilineo opposto. Dietro di lui, Alex Marquez non ha potuto evitare l’impatto: lo scontro è stato violento, la Ducati di Marquez si è distrutta sul colpo. La pista si è riempita di detriti. In mezzo al caos, anche Fabio Di Giannantonio ha avuto la sua parte, toccando accidentalmente la forcella della moto di Marquez e riportando una contusione alla mano sinistra.
La bandiera rossa è stata immediata, con l’ambulanza che ha portato Marquez all’ospedale, fortunatamente sempre cosciente. Ma la situazione non si è calmata. Alla ripartenza, infatti, un altro incidente grave ha bloccato la gara: alla prima curva, Johann Zarco è finito a terra in una caduta che ha coinvolto anche Pecco Bagnaia e Luca Marini. Di nuovo l’ambulanza è entrata in pista, questa volta per soccorrere Zarco, portato all’ospedale per controlli alla gamba sinistra. Anche lui è rimasto cosciente.
La seconda bandiera rossa ha dato il via a una terza e ultima ripartenza, con la gara ridotta a 12 giri e una griglia ormai decimata da ritiri e piloti fuori gioco. Ma la calma non è arrivata nemmeno stavolta: Jorge Martin, risalito fino al secondo posto con una bella rimonta, è stato spazzato via in staccata da Raul Fernandez, un colpo duro per l’Aprilia spagnola. Negli ultimi giri, quando sembrava che Pedro Acosta potesse finalmente vincere, è finito nella ghiaia dopo un contatto con Ai Ogura, aprendo la strada al successo di Di Giannantonio.
In mezzo a questo marasma, Fabio Di Giannantonio ha guidato con una freddezza da veterano. Partito con una qualifica non brillante e con la mano sinistra fasciata per la contusione subita nel primo incidente, il pilota romano ha tenuto un ritmo costante, sfruttando ogni occasione che la gara gli ha offerto man mano che si svuotava la griglia.
Quella di Montmelò è la sua seconda vittoria in MotoGP, la prima risaliva al Qatar 2023. Dopo tanta attesa, Di Giannantonio ha firmato una prestazione pulita, senza sbavature, che ha convinto tutti sul circuito catalano.
Dietro di lui, Joan Mir ha portato a casa un secondo posto prezioso per la Honda in questa stagione. Il maiorchino però è finito sotto inchiesta per una possibile irregolarità sulla pressione della gomma anteriore, un controllo che riguarda anche altri piloti, tra cui Bagnaia. I risultati delle verifiche sono attesi a breve e potrebbero influire sulle classifiche.
Terzo sul podio è salito Fermin Aldeguer, ormai una presenza fissa nelle posizioni di vertice. Il giovane talento spagnolo continua a crescere e a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel motociclismo mondiale.
Marco Bezzecchi ha faticato come nel resto del weekend complicato. Ha chiuso solo sesto, ma è riuscito a mantenere la leadership del campionato, anche grazie alla caduta di Martin. Un risultato che pesa e che gli regala un piccolo margine di vantaggio in vista delle prossime gare.
Pecco Bagnaia ha portato a casa un quinto posto solido, nonostante fosse coinvolto nel secondo incidente e dopo una settimana difficile. La sua capacità di limitare i danni in una gara così pazza dice molto sulla sua tenuta mentale.
Ora l’attenzione si sposta sul Mugello, dove la battaglia sarà senza dubbio accesa. Dopo una giornata così intensa e piena di colpi di scena come quella di Montmelò, team e piloti cercheranno di sfruttare ogni dettaglio per guadagnare punti preziosi e mettere un po’ di distanza nella classifica iridata di questo 2026 di MotoGP.
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