Nicolò Bulega non si ferma più. Tredici gare consecutive senza perdere, un filotto che lo mette al livello di campioni come Toprak Razgatlıoğlu. A Balaton Park, in Ungheria, la Ducati continua a dominare la scena della Superbike. Le prestazioni dei bolidi rossi sono impressionanti, tanto da far sembrare il podio un terreno privato. Bulega guida la classifica con un vantaggio netto di 69 punti dopo solo tre round. Al suo fianco, Iker Lecuona cresce e risponde colpo su colpo, confermandosi l’unico capace di impensierire il compagno di squadra. Per tutti gli altri, la lotta per il podio appare ormai un miraggio.
Ducati, la sfida tra compagni: Lecuona vuole scalzare Bulega
Dietro a Bulega, la battaglia più concreta arriva proprio dal suo box. Iker Lecuona, giovane spagnolo, ha fatto vedere buone cose nell’ultima gara, restando in testa per diversi giri. Però deve ancora lavorare sulla gestione delle gomme nelle gare lunghe, un aspetto che lui stesso riconosce come fondamentale. Questo resta il suo principale limite per affermarsi stabilmente tra i migliori. Per ora, la sua crescita sembra solo questione di tempo. Lecuona ha il talento per diventare un punto fermo in campionato, ma deve affinare tattica e costanza. Sarà proprio il suo sviluppo a decidere se potrà davvero superare Bulega e cambiare gli equilibri interni al team.
Fuori dalla Ducati, il gap resta ampio
Oltre ai due ufficiali Ducati, il campionato mostra un netto distacco dagli altri. Alex Lowes, che guida la Ducati del team Marc VDS, è il migliore tra i piloti indipendenti e occupa il terzo posto provvisorio. Le sue prestazioni sono solide, come dimostrano i terzi posti ad Assen, sempre dietro ai leader. Ma anche lui fatica a colmare il divario con i piloti ufficiali Ducati. Ha esperienza e velocità, ma manca ancora quella grinta e continuità per mettere in difficoltà i primi due. Miguel Oliveira alterna momenti di ottima guida a fasi più difficili: la BMW ufficiale si conferma una moto complicata da gestire, come si vede dai risultati altalenanti tra Portogallo e Olanda. Danilo Petrucci, suo compagno di squadra, finora non ha mantenuto le aspettative, evidenziando le sfide tecniche e di adattamento del team.
Bimota e Barni: le outsider che fanno rumore
Tra le altre squadre, le Bimota di Alex Lowes e Axel Bassani si sono messe in luce con qualche exploit. Bassani è salito sul podio in Australia, grazie a un terzo posto nella Superpole Race, mentre entrambi hanno più volte sfiorato il podio. Questi risultati lasciano aperta la porta a possibili sorprese nel resto della stagione. Nel team Barni, Alvaro Bautista sta trovando una nuova solidità e torna a essere competitivo. Al suo fianco, Yari Montella mostra velocità ma commette qualche errore che ne limita la costanza. Tra loro c’è Lorenzo Baldassarri, che si è piazzato spesso ottavo e ha dimostrato prestazioni di rilievo. Questi team rappresentano l’osservatorio più interessante per seguire eventuali cambi di passo nel campionato.
Yamaha in difficoltà, ma gli italiani non mollano
La Yamaha invece fa fatica a tenere il passo. Andrea Locatelli, pur restando il miglior pilota della casa giapponese, è solo decimo in classifica, lontano dalle posizioni di testa. Dietro di lui, Xavi Vierge segue al dodicesimo posto. Problemi di messa a punto e qualche difficoltà di adattamento frenano la Yamaha in questa fase. Non mancano però gli italiani in pista: Alberto Surra corre con una Ducati privata del team Motocorsa, mentre Stefano Manzi è in gara con la Yamaha del team GYRT-GRC. Entrambi si battono con impegno, anche se per ora sono lontani dai riflettori dei protagonisti del mondiale.
Il round ungherese conferma dunque il dominio schiacciante della Ducati nel 2026, grazie a due piloti che hanno un ritmo superiore a tutti gli altri. Resta da vedere se gli avversari riusciranno a recuperare o se la lotta rimarrà una sfida tutta interna al team italiano. Per ora, la stagione sembra una conferma del grande potere della casa di Borgo Panigale e dei suoi migliori interpreti.
