Francesco Bagnaia ha già deciso: nel 2027 correrà con Aprilia. Non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni che arrivano dalla Spagna non lasciano spazio a dubbi. Dopo anni trascorsi in Ducati, Pecco è pronto a voltare pagina, tornando in una squadra italiana che punta tutto su di lui e sul suo staff. Intanto, in pista, la Ducati GP26 fatica a tenere il passo, mostrando limiti sempre più evidenti e rendendo difficile la vita del pilota torinese. Un mix di motivi che spingono verso un cambio radicale.
Bagnaia ad Aprilia: intesa chiusa, con lo staff tecnico al seguito
Fonti spagnole parlano di un accordo già definito per quattro anni, con una formula 2+2 che lascia aperte diverse opzioni per il futuro. Segno della fiducia che il pilota ripone nella squadra di Noale, con lui dovrebbe arrivare anche il capotecnico Cristian Gabarrini. Non sarebbe la prima volta che Gabarrini segue Bagnaia: in passato ha lavorato fianco a fianco con Casey Stoner, passando da Ducati a Honda insieme al suo pilota, a conferma di un legame professionale e personale molto solido.
Il ritardo nell’annuncio ufficiale nasce da questioni burocratiche ben precise: si aspetta che Dorna, costruttori e team trovino un’intesa sulle condizioni salariali minime per i piloti e su miglioramenti economici per le squadre. Solo dopo si potrà dare il via libera alle conferme ufficiali. Nel frattempo Aprilia ha già rinnovato con Bezzecchi fino al 2028, segnale chiaro della volontà di costruire un team tutto italiano a partire dal 2027. Un box con due piloti italiani, Bagnaia e Bezzecchi, e uno staff tricolore: una novità di peso per Noale e per il campionato.
Ducati GP26: i problemi in pista che frenano Bagnaia e spingono al cambio
In gara, però, la realtà è meno rosea. Dopo il buon secondo posto nella Sprint di Austin, la domenica è stata più complicata: il problema principale resta il consumo eccessivo della gomma posteriore. Un problema che si ripresenta di gara in gara, già visto in Thailandia e Brasile, e che rende difficile per Bagnaia tenere il ritmo fino alla fine.
Al giro otto, il pilota piemontese ha segnalato chiaramente la mancanza di grip, che gli ha impedito di spingere come vorrebbe. Quando ha provato ad attaccare negli ultimi tre giri per difendere la posizione, la gomma ormai consumata lo ha tradito, costringendolo a rallentare. Bagnaia ha commentato così: “La Ducati è sempre stata dolce con le gomme dietro, ma adesso faccio fatica a mantenere una guida costante per lottare fino alla fine.” Al confronto, Aprilia sembra gestire meglio le gomme, creando un gap che si sente in gara.
Con il Gran Premio di Jerez alle porte, una pista che richiede proprio quella sensibilità nella gestione delle gomme, i test di lunedì dopo la gara diventano cruciali. Per Ducati e Bagnaia sarà un banco di prova decisivo: se non arriveranno soluzioni, il trasferimento di Pecco a Noale potrebbe accelerare e diventare ufficiale.
Aprilia punta sull’Italia: un futuro tutto tricolore dal 2027
L’idea di vedere Bagnaia e Bezzecchi insieme in Aprilia dal 2027 fa pensare a un progetto tecnico e sportivo che punta a rafforzare la presenza italiana nella MotoGP. Mantenere Gabarrini al fianco di Bagnaia serve a garantire continuità e un’intesa già rodata, fondamentali per far rendere al massimo la RS-GP.
Aprilia sta costruendo una squadra compatta, con strategie precise e risorse adeguate per puntare in alto. Il doppio innesto di piloti italiani non è solo un segnale simbolico, ma una vera opportunità di crescita per il marchio, che sotto i riflettori della MotoGP potrebbe guadagnare nuova visibilità e sostegno dal pubblico italiano.
Qui non si parla solo di cambiare moto, ma di un’operazione che coinvolge organizzazione, staff, sviluppo tecnico e gestione strategica, con uno sguardo a lungo termine. Aprilia vuole puntare sulla continuità e la specializzazione, allineandosi alle ambizioni di Bagnaia e sfruttando l’esperienza accumulata per tornare a giocarsi le prime posizioni in campionato.
Un quadro destinato a far discutere, che attirerà l’attenzione di addetti ai lavori e tifosi. La MotoGP del futuro a Noale potrebbe tingersi dei colori dell’Italia, un ritorno alle origini e una sfida sulle piste più importanti del mondiale. Le prossime settimane saranno decisive per capire fino a che punto Aprilia saprà diventare protagonista vera della scena.
