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Cerchi bianchi in curva: la nuova segnaletica che migliora la sicurezza dei motociclisti

In Germania, sulle strade di campagna, spuntano cerchi bianchi dipinti sull’asfalto, proprio nei punti più insidiosi delle curve. Non sono un vezzo estetico, ma una mossa concreta per aumentare la sicurezza dei motociclisti. Salire in sella e trovare davanti a sé riferimenti chiari, netti, che indicano la traiettoria ideale: è questo l’obiettivo. Basta un attimo di distrazione in curva per trasformare una passeggiata in un pericolo; questi cerchi fungono da guida visiva, aiutando a mantenere la rotta giusta. Un’idea semplice, eppure capace di fare la differenza quando si viaggia sulle due ruote.

Cerchi bianchi in curva: un aiuto concreto per mantenere la traiettoria

Questi cerchi, dipinti lungo la linea di mezzeria delle strade extraurbane, non sono lì per caso. Sono un vero e proprio strumento per i motociclisti, creato per facilitare l’entrata e l’uscita dalle curve. In particolare, le curve a sinistra, storicamente più pericolose, traggono grande beneficio da questo sistema.

Il principio è semplice: mantenere una giusta distanza dalla linea mediana per evitare collisioni frontali. In pratica, i cerchi spingono i centauri a non invadere la corsia opposta, una delle cause più comuni di incidenti gravi. Questo segnale visivo diventa prezioso soprattutto quando la strada si fa veloce o la visibilità è limitata, momenti in cui orientarsi può diventare complicato.

L’idea nasce dalla necessità di dare ai motociclisti un supporto diretto, proprio sulla strada, perché spesso i segnali verticali o i cartelli non bastano a stabilire la traiettoria giusta. Così, questi cerchi aiutano a mantenere una guida più attenta e controllata, diminuendo la possibilità di errori.

I primi risultati e il via alla sperimentazione fino al 2027

L’idea dei cerchi bianchi arriva in Germania dopo un primo esperimento in Austria, iniziato nei primi anni 2010. Dal 2016, il Kuratorium für Verkehrssicherheit ha monitorato l’efficacia di queste marcature, riscontrando un drastico calo degli incidenti gravi nelle zone interessate.

In Germania, a occuparsi dello studio è l’Università RWTH di Aachen, che grazie a telecamere poste lungo le strade analizza il comportamento dei motociclisti prima e dopo l’introduzione dei cerchi. I dati parlano chiaro: le traiettorie diventano più sicure, gli incidenti diminuiscono e la velocità nelle curve si riduce.

Un esempio su tutti è il distretto di Düren, dove il numero di motociclisti che seguono la linea consigliata è raddoppiato. Ancora più impressionante è il tratto nell’Eifel, con l’85% dei centauri che si attengono alla traiettoria indicata. Numeri che hanno convinto le autorità a prolungare la sperimentazione fino al 31 ottobre 2027, estendendo il progetto a nuove strade della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Vista l’efficacia e i costi contenuti, la Germania punta a ridurre gli incidenti sulle due ruote con interventi semplici ma mirati, senza dover investire in grandi opere.

In Italia niente cerchi bianchi: si punta tutto sulle multe

Da noi, invece, non si vedono segnali simili. Le strade extraurbane italiane non prevedono ancora questa forma di segnaletica orizzontale pensata per aiutare i motociclisti nella scelta della traiettoria. Qui l’approccio è diverso: si punta a tenere sotto controllo la velocità con autovelox e limiti rigorosi.

La strategia italiana si basa più sulla repressione che sulla prevenzione attiva. Si preferisce disincentivare comportamenti pericolosi con multe e controlli piuttosto che fornire un supporto visivo diretto che renda la guida più sicura.

Non si esclude però che in futuro possano arrivare sperimentazioni simili. Per ora, i cerchi bianchi restano un’iniziativa tipica di altri Paesi europei, ancora poco adottata da noi.

Il confronto tra questi due modelli mostra strade diverse per affrontare la sicurezza sulle due ruote, aprendo la strada a nuovi modi di proteggere chi ama la moto.

Redazione

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