Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo Codice della strada. Eppure, non si vedranno cambiamenti dall’oggi al domani. Dietro quel sì, c’è un percorso lungo e tortuoso fatto di passaggi parlamentari, dettagli da limare e tanta burocrazia. Chi guida, insomma, dovrà armarsi di pazienza: le nuove regole sono pronte, ma ancora lontane dal prendere davvero il volante sulle nostre strade.
Dopo tante riunioni e confronti, il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza del nuovo Codice. Il testo, curato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è frutto di un’ampia consultazione con più di cento realtà, tra associazioni, operatori e addetti ai lavori della mobilità. Ne è uscito un aggiornamento importante: nuove norme sul traffico, sanzioni riviste e procedure più snelle e digitali.
Ma attenzione: non è ancora legge. Prima di vederlo applicato, il testo dovrà passare al setaccio di altri organi, ricevere pareri, subire modifiche e attendere decreti attuativi. Il via libera del Consiglio è solo il primo passo di una lunga marcia amministrativa.
Tra le novità più discusse c’è la revisione delle sanzioni. L’idea è di allineare meglio l’importo delle multe alla gravità dell’infrazione. Nel caso degli eccessi di velocità, per esempio, si parla di una multa di circa 10 euro per ogni km/h oltre il limite, con una possibile riduzione a 5 euro sulle strade urbane. Sono però cifre ancora da confermare.
Cambio di passo anche per i documenti: non sarà più necessario averli sempre in forma cartacea. Le forze dell’ordine potranno verificarli direttamente attraverso le banche dati digitali. Inoltre, per le multe rilevate da autovelox o telecamere, i tempi di notifica passeranno da 90 a 45 giorni, così da accelerare l’iter.
I motociclisti avranno nuove regole e tutele: potranno usare le corsie di emergenza in caso di incidenti o traffico intenso, verranno installate barriere salva-motociclisti e si introdurranno obblighi come l’uso di paraschiena e guanti in autostrada. Arrivano anche regole più severe per gli automobilisti, chiamati a fare spazio alle due ruote in caso di code.
Il codice stringe la morsa sui veicoli senza assicurazione, introducendo un divieto a tempo indeterminato per chi non rispetta la legge. Infine, anche biciclette e mezzi elettrici avranno nuove regole, con obbligo di casco e contrassegno, per migliorare la sicurezza di tutti.
Non si tratta di un testo da discutere pezzo per pezzo in Parlamento. La legge delega 177 del 2024, aggiornata nel 2026, ha già dato al Governo il mandato di riscrivere il Codice entro certi limiti. Così, l’Esecutivo può definire i dettagli con i decreti legislativi, evitando lunghe attese parlamentari.
Il testo passerà comunque al controllo del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata, che hanno 30 giorni per esprimersi. Poi toccherà alle commissioni parlamentari, che dovranno dare il loro parere entro metà gennaio 2027. Parere che, anche se obbligatorio, il Governo può ignorare se spiega bene perché.
Solo dopo questo giro il Consiglio dei ministri potrà approvare il testo finale, che poi andrà firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nonostante la procedura più snella, potrebbero servire mesi per sistemare tutto, tra osservazioni e aggiustamenti.
La legge delega dà tempo fino al 13 marzo 2027 per completare l’iter dei decreti legislativi. L’entrata in vigore ufficiale è prevista per il primo aprile 2027, ma questo non significa che da quel giorno vedremo subito cambiamenti in strada.
L’applicazione pratica delle nuove regole scatterà non prima del 1° gennaio 2028, con un possibile rinvio al 1° aprile dello stesso anno per dare spazio agli adeguamenti necessari. Dietro questi slittamenti ci sono soprattutto i tempi per aggiornare i regolamenti attuativi, fondamentali per tradurre la legge in norme concrete.
I regolamenti dovranno essere pronti entro tre mesi dall’entrata in vigore, mentre altri decreti tecnici potranno uscire fino a un anno dopo. Insomma, il passaggio dalla carta alla strada richiederà pazienza e attenzione.
Il punto cruciale è qui. Anche quando la legge sarà approvata, tutto dipenderà dall’aggiornamento del regolamento di esecuzione e attuazione. Questo documento stabilisce come mettere in pratica le regole e dà poteri precisi alle forze dell’ordine.
Il regolamento dovrà essere rivisto entro 90 giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice. Solo dopo sarà possibile considerare le norme davvero operative.
In più, la legge prevede tempi per altri provvedimenti tecnici su dispositivi di sicurezza, infrastrutture e strumenti digitali di controllo. Per ora, chi guida deve continuare a seguire le regole attuali e prepararsi a cambiare passo da gennaio 2028 in poi, tenendo conto che potrebbero arrivare aggiustamenti lungo il cammino.
La riforma resta un progetto ambizioso, ma ancora tutto da mettere a punto. Le tappe sono segnate, ma la strada verso un Codice della strada rinnovato è ancora lunga e piena di ostacoli.
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