Tra Zella-Mehlis e Oberhof, i tornanti sono diventati teatro di un acceso dibattito. Le nuove bande trasversali rialzate, installate meno di un anno fa per rallentare le moto, non sono passate inosservate — anzi, hanno suscitato molte lamentele. Rumori assordanti, danni ai veicoli e la sensazione che non riescano davvero a frenare i motociclisti hanno fatto crescere i dubbi sulla loro efficacia. A Oberhof si parla già di rimuoverle, ma il problema va oltre: come si può davvero controllare il traffico senza trasformare le strade in un incubo?
Nel settembre 2025, lungo un tratto noto per le sue curve strette e il passaggio intenso di motociclisti, sono state posate sette serie di bande arancioni alte circa 2 centimetri. L’idea era semplice: produrre vibrazioni e rumori per invitare automobilisti e soprattutto motociclisti a rallentare, senza arrivare all’impatto dei tradizionali dossi.
La zona, nel sud della Turingia, aveva già un triste bilancio: 19 incidenti in due anni, con due vittime. Si sperava che questi “avvertimenti” meccanici potessero dissuadere chi affronta troppo velocemente le curve. A differenza dei dossi, le bande dovevano essere meno invasive ma efficaci nel richiamare l’attenzione alla guida. Invece, in pochi mesi sono emersi problemi imprevisti.
Le bande non sono abbastanza alte da imporre una frenata netta, ma provocano un fastidioso “colpo” che produce rumore e vibrazioni. Doveva essere un sistema morbido per far rallentare gradualmente, ma in realtà sta suscitando irritazioni, specialmente tra chi vive vicino alla strada e chi la usa con mezzi pesanti o autobus.
Da Oberhof arrivano segnali chiari: le bande non stanno cambiando il modo di guidare dei motociclisti come sperato. Diverse testimonianze raccolte, anche da MDR, raccontano che molti centauri le usano come punto di riferimento per la frenata, invece che rallentare per tempo. Alcuni frenano all’ultimo momento, rischiando tamponamenti o manovre brusche.
Chi abita lungo la strada protesta con forza. Il passaggio continuo sopra queste bande crea un rumore costante, soprattutto nelle ore di punta mattutine e serali, peggiorando la qualità della vita. La situazione si complica con gli autobus delle aziende locali: Volker Gröschel, titolare di una ditta di trasporti pubblici, denuncia danni seri causati dalle vibrazioni. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati guasti meccanici, controlli extra e riparazioni, con costi che superano diverse migliaia di euro.
Anche gli automobilisti lamentano disagi: le bande aumentano l’usura di pneumatici e sospensioni, senza però migliorare la sicurezza. Le autorità locali stanno valutando con attenzione, perché quella che doveva essere una soluzione efficace rischia di trasformarsi in un problema costoso e fastidioso.
Il caso è finito sul tavolo del consiglio comunale di Oberhof, dove si discute se togliere le bande nel breve periodo. A novembre, la commissione incidenti del distretto di Schmalkalden-Meiningen deciderà se confermare o ritirare questa misura.
Per ora mancano dati chiari sull’efficacia delle bande: la polizia ha annunciato che le statistiche aggiornate sugli incidenti saranno pronte solo a fine ottobre 2026. Nel frattempo, il dibattito si concentra su come trovare un equilibrio tra sicurezza e vivibilità, senza creare nuovi rischi o disagi.
In altre città europee si provano soluzioni diverse: i “cuscini berlinesi”, per esempio, sono rilievi che permettono alle moto di passare agevolmente ai lati, evitando l’ostacolo centrale. Dalla Spagna arriva l’idea dei “denti di drago”, un gioco di illusioni ottiche che fa percepire al guidatore una distanza sbagliata, spingendolo a rallentare naturalmente.
La discussione resta aperta. Ogni sistema per rallentare il traffico deve mettere al primo posto la sicurezza, senza sacrificare la tranquillità dei residenti o danneggiare i veicoli. Oberhof sembra pronta a fare un passo indietro, ma il tema del rallentamento intelligente resta più che mai attuale.
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