Mancano poche settimane a EICMA 2026 e l’attesa è già palpabile. Tra chi segue con occhi da esperto e chi sogna ad alta voce, il salone di Milano si prepara a svelare novità che potrebbero cambiare il gioco. Ma questa volta, più che una lista di conferme, si apre il dibattito su cosa vorremmo vedere davvero. Sei moto, tra progetti ambiziosi e ipotesi audaci, stanno facendo discutere. Una Ducati monocilindrica che rompe gli schemi, una Kawasaki compressata più leggera e affilata: sogni su due ruote che potrebbero accendere i riflettori. Non è detto che tutte si materializzeranno, ma la sola idea fa già battere forte il cuore degli appassionati.
La Suzuki GSX-R1000R è arrivata in Europa con un motore da 195 cavalli a 13.200 giri e un peso contenuto di 203 kg con il serbatoio pieno. Costa intorno ai 20.490 euro franco concessionario. Per quanto la versione attuale piaccia agli appassionati, il concept firmato Kardesign propone un’idea affascinante: prendere il cuore tecnico della GSX-R1000 e vestirlo come la GSX-R750 del 1985.
Pensate al ritorno del cupolino squadrato, ai due fari tondi incassati e alla livrea bianca e blu con la scritta Suzuki ben visibile sulla carena. “Slingslab” è un nome che unisce due epoche leggendarie: Slabside del ’85 e Slingshot del ’88. Yamaha ha già fatto qualcosa di simile con la XSR900 GP, quindi l’idea non è così lontana dalla realtà. Però, con l’introduzione dell’omologazione Euro 5+ sulla GSX-R, Suzuki difficilmente si lancerà in un secondo progetto dedicato a una nicchia così piccola. Peccato, sarebbe stata una bella occasione per riportare in vita una delle tradizioni più amate di Hamamatsu.
La CB1000F è appena arrivata in concessionaria: supera i 124 cavalli a 9.000 giri, pesa 214 kg con il pieno e costa poco più di 12 mila euro franco concessionario. Lo stile richiama gli anni d’oro, con serbatoio allungato e sella biposto che ricordano la CB750F di Freddie Spencer. Ma il vero colpo d’ala è di Kardesign, che ha immaginato una CBX1200F con un sei cilindri in linea, un omaggio alla celebre CBX1000 del 1978.
Quella moto conquistò i cuori con il suo motore da 1.047 cm³ e 105 cavalli, ma fu frenata da un peso eccessivo e costi alti. Il concept monta sei collettori a ventaglio, mantenendo gli altri pezzi della CB1000F attuale. È chiaramente un sogno: oggi produrre una naked sei cilindri sarebbe un azzardo, anche se BMW tiene ancora in vita il suo K 1600. Honda potrebbe provarci, ma resta un’idea sospesa tra passato e futuro.
Qui restiamo coi piedi per terra: la Fantic Stealth 500 è una moto reale e collaudata. Il monocilindrico Minarelli da 463 cm³ sprigiona 45 cavalli in 147 kg a secco, e il prezzo di 6.490 euro la piazza dritta nel cuore del segmento A2. Il mercato però è pieno di naked leggere – da KTM Duke 390 a Aprilia Tuono 457 – mentre manca da anni una motard monocilindrica di media cilindrata studiata per la strada.
Negli anni ’90 queste moto dominavano i parcheggi delle scuole e le strade cittadine. Fantic ha già tutto: un motore collaudato, un telaio a traliccio con piastre in alluminio e una lunga esperienza off-road. La ciclistica è pronta per essere affilata, e i cerchi da 17” con raggi sono perfetti per una motard stradale. Basta aggiungere un manubrio alto e sospensioni a lunga escursione per richiamare il passato, magari con un nome storico del supermotard. Un modello così colmerebbe un vuoto importante sul mercato.
Il monocilindrico Superquadro 698, già visto sulla Hypermotard 698, ha 659 cm³, 77,5 cavalli a 9.750 giri e 63 Nm a 8.000, ed è uno dei monocilindrici più raffinati in circolazione. Al momento spinge una sola moto, ma inserirlo nella famiglia Scrambler avrebbe senso per Ducati.
Una Scrambler monocilindrica potrebbe abbattere i costi di sviluppo e offrire un modello più leggero, sotto i 170 kg a secco, che affiancherebbe la classica 800 bicilindrica. Un’alternativa più snella, maneggevole, giovane nel carattere. Sarebbe la moto d’ingresso ideale, già pronta grazie alle omologazioni esistenti, e con un pubblico che aspetta solo l’ok ufficiale. Finora Borgo Panigale non ha fatto questo passo, ma la possibilità continua a far parlare gli appassionati.
Uno dei sogni più forti dei fan Moto Guzzi è la rinascita della Le Mans. Il designer italiano Oberdan Bezzi ha proposto varie versioni moderne di questo mito, a partire dalla V100 Le Mans Classic, che riprende lo stile della prima serie del 1975: cupolino sottile, serbatoio rastremato, codone monoposto.
La base tecnica potrebbe essere il V2 da 1.042 cm³ e 115 cavalli della V100 Mandello, con elettronica avanzata mutuata da Aprilia e ciclistica aggiornata. Realizzare questa moto significherebbe dare un’identità forte alla piattaforma V100, che finora non ha conquistato il mercato. A Mandello però sembra mancare ancora la volontà di lanciare questo modello, soprattutto dopo che la V100 Mandello stessa non ha fatto il botto. Una Le Mans moderna potrebbe essere l’occasione per rilanciare il marchio su un segmento che emoziona.
La Ninja H2 tornerà nel 2027, con un motore aggiornato da 209 cavalli e pinze Brembo Hypure. Nel frattempo, la H2R si può ancora ordinare a 58.000 euro. Akashi crede ancora nel compressore volumetrico.
Honda invece si prepara a lanciare la V3R 900 E-Compressor, un tre cilindri a V da 900 cm³ con compressore elettrico: i disegni depositati in Australia mostrano una moto quasi pronta, che potrebbe debuttare proprio a EICMA 2026. Kawasaki oggi risponde con la Z H2, un modello da 200 cavalli, 240 kg e prezzo sopra i 22.000 euro, quindi in una fascia diversa. Quel che manca è una moto sovralimentata di media cilindrata: un 900 con compressore, più leggera e maneggevole, capace di circa 150 cavalli senza diventare un peso da sport tourer.
Il quattro cilindri della Z900 sarebbe la base perfetta, con una tecnologia del compressore già testata da oltre dieci anni. Sarebbe l’opposto della novità Honda, che deve ancora dimostrare affidabilità e prestazioni fuori dai brevetti. Non è prevista per EICMA, ma se la V3R avrà successo, Kawasaki sarà costretta a pensarci su.
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Il salone di Milano si avvicina e i sogni degli appassionati corrono veloci tra presenza e assenza. Sei moto, ognuna con una personalità forte e spunti interessanti, tengono acceso il dibattito. Saranno solo fantasie o i primi segnali di nuove strade per le case? Intanto, l’attesa si fa sempre più carica di desideri.
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