Bonus colonnine di ricarica domestiche: fino a 1.500 euro in Italia dal settembre 2023
Da settembre 2023, chi vuole installare una colonnina di ricarica per auto elettriche a casa o in condominio può contare su un bonus fino a 1.500 euro. Non è solo un incentivo, ma un vero e proprio sostegno economico che copre gran parte dei costi. Peccato, però, che per ottenerlo serva rispettare scadenze e regole precise, altrimenti si rischia di perdere l’opportunità. Quindi, se hai in mente di passare alla ricarica domestica, è il momento di muoversi con decisione.
Dal 22 settembre 2026 è attivo il Bonus colonnine domestiche, riservato a chi abita in Italia e vuole installare wallbox per la ricarica elettrica, sia in abitazioni private sia in condomìni con parti comuni. Per quest’anno sono stati stanziati 15 milioni di euro, nell’ambito di un piano più ampio che mette a disposizione complessivamente 68 milioni fino al 2030.
Possono presentare domanda sia le persone fisiche sia i condomìni. L’obiettivo è spingere la mobilità elettrica agevolando l’installazione di colonnine private, in linea con gli impegni nazionali per la sostenibilità e la riduzione delle emissioni.
Il bonus funziona con un rimborso dopo aver sostenuto le spese e presentato la documentazione corretta: niente sconti immediati o anticipi, ma un rimborso basato su fatture e certificati di conformità. Questo sistema garantisce trasparenza e controlli.
Il bonus copre l’80% delle spese ammesse, con limiti diversi per privati e condomìni. Per i singoli il massimo è 1.500 euro, mentre per le parti comuni condominiali può arrivare fino a 8.000 euro.
Per fare un esempio, se un privato spende 1.500 euro, il rimborso sarà di 1.200 euro. Per ottenere il massimo del bonus invece, deve spendere almeno 1.875 euro. Insomma, per sfruttare tutto l’importo serve un investimento superiore al tetto minimo.
Ricordiamo che il rimborso è post-installazione: la colonnina deve essere già stata acquistata e montata, con spese sostenute tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026, data ultima per accedere all’incentivo di quest’anno.
Il contributo non riguarda solo il costo della wallbox. Sono inclusi anche tutti i lavori e materiali necessari per l’installazione: impianti elettrici, opere edili indispensabili, dispositivi per il monitoraggio, progettazione, direzione lavori, sicurezza in cantiere e collaudi finali.
Rimborsabili anche i costi per la connessione alla rete, come l’attivazione di un nuovo Punto di Prelievo . Questo rende il bonus molto completo, non si limita al solo dispositivo.
La colonnina deve essere nuova, di potenza standard, accompagnata da dichiarazione di conformità e deve figurare nell’elenco ufficiale dei dispositivi approvato dal Gestore dei Servizi Energetici .
Per i privati l’uso deve essere personale, senza accesso pubblico. Nei condomìni invece la colonnina deve essere a disposizione di tutti gli inquilini o proprietari, per favorire la condivisione.
La richiesta va fatta solo online, tramite la piattaforma di Invitalia. Serve accedere con SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi .
È obbligatoria una casella PEC attiva per ricevere comunicazioni ufficiali. Tra i documenti da allegare ci sono fatture di acquisto e installazione, prove di pagamento tracciabili, dichiarazione di conformità firmata dall’installatore, certificati della colonnina e coordinate bancarie per il rimborso.
Per i condomìni va allegata anche la delibera dell’assemblea che autorizza i lavori.
I pagamenti devono essere tracciabili e fatti da un conto intestato al beneficiario, con bonifico, SEPA Credit Transfer o carte di debito/credito. Non sono ammessi contanti o finanziamenti. Inoltre, non si può chiedere il bonus per spese già coperte da altri incentivi.
La domanda va inviata entro le 12 del 31 gennaio 2027. Le risorse si assegnano in ordine di arrivo. Il Ministero della Transizione Ecologica e il MIMIT informeranno prontamente quando i fondi saranno esauriti.
Il prezzo per installare una colonnina varia molto, a seconda della potenza scelta, delle funzioni incluse e di quanto lavoro elettrico o edile serve.
Oggi il costo totale per una wallbox standard con installazione base va indicativamente da 1.000 a 2.500 euro. Nei casi più semplici si può stare sotto i 1.000 euro, mentre se servono lavori più complessi, come cablaggi lunghi o adeguamenti dell’impianto, si può superare anche i 3.000 euro.
Solo il dispositivo parte da circa 400-500 euro per i modelli base, e può superare i 1.000 euro per versioni più avanzate.
Con il bonus, un investimento di 1.200 euro viene rimborsato fino a 960 euro, lasciando un costo netto di 240 euro. Se le spese sono più alte, il contributo massimo per i privati è 1.500 euro, anche se l’80% della spesa supererebbe questa cifra. Si tratta comunque di un risparmio importante, che rende più accessibile l’adozione di queste tecnologie.
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