Sette anni: tanto è passato dall’ultima volta in cui John McGuinness ha alzato le braccia al cielo in una gara su strada. A 54 anni, il pilota inglese è tornato a vincere, ma non con una moto qualunque. La sua Paton, una leggenda italiana su due ruote, ha tagliato per prima il traguardo della Historic Senior al Classic TT 2026. L’Isola di Man, con il suo circuito intriso di storia e pericoli, ha fatto da palcoscenico a un ritorno che sa di trionfo personale e celebrazione: sono passati trent’anni dal debutto di McGuinness su queste strade leggendarie.
La vittoria di McGuinness nel 2026 chiude un lungo digiuno durato sette anni. L’ultima volta era stato al Classic TT 2019, sempre con una Paton, rafforzando così il legame speciale tra il pilota e la moto. Questa volta il traguardo è arrivato nella Historic Senior, categoria riservata alle moto d’epoca, dove l’equilibrio tra esperienza e prestazioni è fondamentale.
Le prove avevano già mostrato la competitività della Paton e la voglia di McGuinness. Fin dal primo giro ha imposto un ritmo serrato, passando per primo a Glen Helen e mettendo subito un distacco importante sugli avversari. Un vantaggio di oltre venti secondi dopo solo un giro parla chiaro, soprattutto considerando i ritiri di nomi di spicco come Michael Dunlop, Dean Harrison e Conor Cummins. Questi ultimi sono stati costretti a lasciare la gara, spalancando la strada al dominio di McGuinness e compagni.
Nei tre giri del Mountain Course, McGuinness ha controllato la corsa senza mai cedere, chiudendo con 26,8 secondi di margine su Shaun Anderson, anche lui su Paton. Sul terzo gradino del podio si è piazzato Mike Browne con una Norton ES2, a conferma della battaglia serrata nella categoria storica. Per McGuinness è la quarta vittoria nello stesso evento, un chiaro segnale di una carriera piena di successi e di una passione autentica per le corse su strada d’epoca.
Il Classic TT è uno degli appuntamenti più affascinanti e duri del motociclismo mondiale. Ogni anno, sulle strade pubbliche dell’Isola di Man, piloti esperti e appassionati di moto storiche si sfidano sul Mountain Course, noto per la sua pericolosità e le curve insidiose. Qui non conta solo la velocità, ma anche il coraggio e la capacità di leggere un percorso che si snoda tra paesaggi mozzafiato e ostacoli naturali.
La corsa del 2026 ha visto protagonisti come McGuinness, che continua a scrivere pagine importanti con le moto storiche. La Paton del team Winfield ha fatto la differenza, con prestazioni che hanno stupito per fluidità e potenza. È stata una vera battaglia di nervi e resistenza, dove anche la preparazione tecnica ha giocato un ruolo decisivo. Il motore ha tenuto alla perfezione e la guida di McGuinness è stata impeccabile, regalando un vantaggio decisivo.
Pur nel fascino del passato, con moto che portano con sé decenni di storia, la gara è stata intensa e moderna. I piloti hanno dovuto fare i conti con condizioni meteo variabili e un tracciato che non perdona errori, mettendo alla prova esperienza e abilità. La passione per le corse su strada, radicata nell’anima dell’Isola di Man, si è vista in tutta la sua forza, con pubblico caloroso e gare combattute.
L’emozione di McGuinness è arrivata forte e chiara nelle parole rilasciate a Manx Radio. Il pilota ha raccontato la sensazione intensa di tornare protagonista in un ambiente carico di storia e passione. Ha parlato di una moto che “volava”, capace di toccare rapidamente il limitatore in sesta marcia, soprattutto sui lunghi rettilinei in montagna. Un mezzo vivo, che sembra respirare insieme al pilota e al circuito.
Ha sottolineato il carattere unico della Paton, definendola una moto che “canta”. Ha messo in luce la potenza del motore, la risposta precisa e quel suono inconfondibile che rende speciale ogni giro. Ha anche confessato di usare tappi per le orecchie, per proteggersi dal rumore intenso della moto, un dettaglio che rende più tangibile la sua esperienza.
A trent’anni dal debutto sull’Isola di Man, McGuinness dimostra ancora una volta un legame profondo con le corse su strada e con le moto d’epoca, che richiedono sensibilità e controllo particolari. Le sue riflessioni finali, sulla voglia di giovinezza e sulla tenuta della moto durante tutta la settimana, raccontano una passione senza tempo e un impegno che non accenna a diminuire. Questa vittoria al Classic TT 2026 è un nuovo capitolo di una carriera ancora viva e intensa.
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