Ogni anno, migliaia di persone finiscono in ospedale dopo una caduta da monopattino elettrico. Non si tratta solo di qualche graffio: i traumi alla testa sono allarmanti. Uno studio inglese ha confrontato incidenti con monopattini, moto e bici, scoprendo che chi guida un monopattino corre un rischio maggiore, a parità di condizioni. La colpa è di un meccanismo chiamato “effetto catapulta”, che fa volare l’utente in avanti durante una frenata improvvisa. E poi c’è il casco, che quasi nessuno indossa sui monopattini, a differenza di motociclisti e ciclisti. Un dettaglio che può fare la differenza tra una contusione e un trauma serio.
Tra il 2020 e il 2022, sono stati registrati 15.247 pazienti feriti in incidenti nel National Major Trauma Registry, come riportato su Scientific Reports. A questi si aggiungono oltre 23.000 segnalazioni da un servizio di noleggio monopattini, offrendo un quadro dettagliato sugli incidenti legati a questi mezzi. Anche se i monopattini non raggiungono le velocità delle moto, le conseguenze delle cadute possono essere ugualmente, se non più, gravi. Lo studio evidenzia che i traumi alla testa sono molto più frequenti tra i monopattinisti rispetto a motociclisti e ciclisti. Questo ha spinto i ricercatori a indagare non solo le cause degli incidenti, ma anche i fattori che peggiorano le lesioni.
Spesso chi cade dal monopattino è in piedi, con un baricentro alto e ruote piccole. Questo, unito al fatto che quasi nessuno indossa il casco, espone a rischi importanti. I dati confermano che le cadute da monopattino causano più traumi cerebrali gravi rispetto a quelli riportati da motociclisti e ciclisti, nonostante velocità e condizioni di guida diverse.
L’“effetto catapulta” è una dinamica che spiega molti incidenti in monopattino. Quando la ruota davanti urta contro una buca, un marciapiede o un cordolo, il monopattino si ferma all’improvviso, ma il corpo dell’utente, più alto e in piedi, continua a muoversi in avanti. Il risultato è una proiezione violenta oltre il manubrio, con la testa e il busto che spesso si schiantano a terra o contro ostacoli. Questa dinamica è molto meno comune tra i motociclisti, che hanno un baricentro più basso e un mezzo più pesante, fattori che li aiutano a restare più stabili in caso di incidente.
In più, i motociclisti indossano regolarmente caschi progettati per assorbire gli urti, riducendo il rischio di lesioni gravi al cervello. Nel campione analizzato, il 75,7% dei motociclisti portava il casco, contro appena il 5,9% degli utenti di monopattino. Questa differenza spiega buona parte del divario nei traumi cranici. La scarsa protezione, unita alle dinamiche di caduta svantaggiose, rende il monopattino un mezzo rischioso in caso di incidente.
Uno dei dati più preoccupanti è la quasi totale assenza di casco tra chi guida un monopattino elettrico. Rispetto al 75,7% dei motociclisti e al 45% dei ciclisti che lo indossano, solo il 5,9% degli utenti di monopattino sceglie di proteggersi. Questo spiega in gran parte l’alto numero di traumi alla testa.
Il casco da moto è fatto per resistere a impatti forti e proteggere il cervello. Quelli per bici o monopattini sono meno robusti, ma comunque meglio di niente. In molti casi, però, i monopattinisti non usano alcun tipo di protezione. Anche se il mezzo è più leggero e meno veloce, la mancanza di casco aumenta il rischio di lesioni serie.
La ricerca ribadisce che non si tratta solo del mezzo in sé. È la combinazione tra posizione di guida, dinamiche di caduta e assenza di protezione che fa salire il pericolo di incidenti gravi con i monopattini.
Il rischio non si limita ai traumi cranici. Tra gli adulti, lo studio mostra che le lesioni agli organi interni sono 1,46 volte più frequenti tra chi cade dal monopattino rispetto ai motociclisti. Ancora più allarmanti i traumi vascolari, che sono 3,24 volte più comuni negli incidenti con monopattino.
Un ruolo importante lo gioca il manubrio. Durante la caduta in avanti, il corpo può sbattere contro questa parte del mezzo, causando danni a organi interni o vasi sanguigni. Questi dati confermano che le dinamiche degli incidenti in monopattino sono spesso più complesse e pericolose di quanto si pensi.
Curiosamente, le fratture ossee sono meno frequenti tra gli utenti di monopattino rispetto ai motociclisti, probabilmente per via delle velocità più basse e delle diverse modalità di caduta. Tuttavia, la gravità delle lesioni interne e craniche richiede comunque molta attenzione.
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Questi dati spingono a riflettere sulle misure di sicurezza necessarie per chi si muove in monopattino elettrico, soprattutto in città dove buche, cordoli e ostacoli sono all’ordine del giorno. La combinazione di una guida in piedi, la scarsa protezione del casco e l’effetto catapulta rende indispensabile rivedere comportamenti e norme. Il confronto con motociclisti e ciclisti mostra come prevenzione e protezione siano strumenti fondamentali per ridurre gli incidenti gravi.
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