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Codice della Strada 2024: Moto sulle corsie di emergenza, patente B a 17 anni e multe dimezzate per divieto di sosta

A 17 anni, presto si potrà guidare con la patente B. Il Ministero dei Trasporti ha deciso di aggiornare il Codice della Strada, puntando soprattutto sulle due ruote. Tra le novità più discusse, l’uso della corsia di emergenza per le moto in caso di ingorghi e la possibilità di sorpassare a destra in autostrada. L’intento è chiaro: rendere tutto più sicuro, allinearsi con le regole europee e facilitare alcune procedure, come multe, assicurazioni e parcheggi per disabili. Cambiamenti che, inevitabilmente, faranno discutere.

Patente B anticipata: guida accompagnata per i più giovani

Tra le novità più attese c’è la possibilità di ottenere la patente B a 17 anni, una richiesta che arriva dall’Europa e che l’Italia deve recepire entro fine 2027. In pratica, i sedicenni potranno cominciare a guidare con un accompagnatore, per poi prendere la patente vera e propria un anno dopo. L’idea è di rendere il percorso più graduale, dando ai giovani più tempo per imparare e riducendo i rischi di incidenti.

Per quanto riguarda le moto, chi prenderà la patente B prima dei 18 anni potrà guidare anche mezzi fino a 125 cm³, come già previsto. Non è ancora chiaro se per le moto sarà obbligatorio un accompagnatore durante l’apprendistato, come accade per le auto. Al momento sembra che questa regola potrebbe non essere estesa alle due ruote.

Il nuovo quadro normativo dovrà fare chiarezza, ma l’intento è offrire più opportunità di formazione e sicurezza ai giovani alla guida.

Corsia di emergenza aperta alle moto in caso di traffico

Un’altra proposta riguarda la possibilità per i motociclisti di usare la corsia di emergenza in autostrada quando il traffico è bloccato o si formano lunghe code. Il Ministero sta valutando questa opzione, con la condizione che la corsia resti sempre libera per i mezzi di soccorso.

Questa misura aiuterebbe a ridurre la congestione e a far muovere più velocemente le moto nei momenti di traffico intenso. Ovviamente, ci saranno regole precise per evitare pericoli e abusi nell’uso della corsia di emergenza.

Se approvata, potrebbe essere un cambiamento importante per migliorare la circolazione e la sicurezza dei motociclisti, anche se serve ancora un regolamento dettagliato.

Multe meno pesanti per le moto in divieto di sosta

Un tema sempre caldo sono le multe per chi parcheggia in divieto. Tra le novità in arrivo c’è la proposta di dimezzare le sanzioni per le moto rispetto alle auto.

La motivazione è semplice: le moto occupano spazi molto più piccoli e creano meno problemi alla viabilità. Ridurre le multe renderebbe la punizione più giusta e proporzionata rispetto all’effettivo disturbo causato.

Questa misura potrebbe essere accolta con favore dai motociclisti, spesso penalizzati da multe pesanti per infrazioni che in realtà impattano poco sul traffico.

Sorpasso a destra e file parallele: nuove regole in autostrada

Il Ministero sta studiando anche come modificare le regole sul sorpasso a destra in autostrada e sulle strade con tre corsie per senso di marcia. L’idea è di estendere la possibilità di circolare per file parallele, già consentita in casi di traffico molto intenso.

Oggi il Codice della Strada impone di usare sempre la corsia più libera a destra e lasciare la corsia di sinistra per il sorpasso. Con le nuove regole, chi si trova sulla corsia di destra potrebbe superare un veicolo lento nella corsia centrale senza cambiare corsia, mantenendo la propria traiettoria e rispettando i limiti.

Lo scopo è rendere più fluido il traffico e ridurre sorpassi azzardati o manovre brusche. La proposta è ancora in fase di valutazione e si attendono dettagli su come sarà applicata e sulle eventuali sanzioni.

Sanzioni più severe e progressive per chi supera i limiti di velocità

Tra le altre novità c’è una stretta sulle multe per chi guida troppo veloce. Il sistema proposto prevede multe più pesanti, che aumentano in modo significativo all’aumentare della velocità oltre il limite.

Per esempio, su autostrade con limite a 130 km/h, la multa potrebbe essere di 10 euro per ogni km/h in eccesso. Chi va a 140 km/h pagherebbe 100 euro, mentre a 170 km/h la sanzione potrebbe arrivare a 400 euro.

Sulle strade urbane con limiti più bassi, la tariffa potrebbe essere di 5 euro per ogni km/h oltre il limite. L’obiettivo è scoraggiare gli eccessi di velocità e rendere le multe più chiare e proporzionate.

Stop ai veicoli senza assicurazione: controlli più rigidi

Il Ministero punta anche a colpire chi circola senza assicurazione, un fenomeno ancora diffuso e pericoloso. Sono previsti controlli più efficaci grazie all’integrazione dei dati della Motorizzazione civile e un divieto di circolazione digitale.

I veicoli senza assicurazione potrebbero essere sequestrati già al primo controllo su strada. Per questo sarà creata una task force di circa 20 esperti, con un budget di due milioni l’anno.

Le sanzioni per chi guida senza assicurazione saranno più pesanti: multe raddoppiate, da 5 a 7 punti decurtati e sospensione della patente fino a 15 giorni. L’obiettivo è mettere un freno a questa grave violazione che mette a rischio tutti.

Multe più semplici e notifiche più veloci

Nel pacchetto di modifiche c’è anche una riforma delle procedure per le multe, pensata per renderle più snelle e proporzionate. Si vuole ridurre l’aumento delle sanzioni in caso di ritardato pagamento.

Per chi non è italiano e commette infrazioni in Italia si prevede la possibilità di riscuotere le multe fino a cinque anni dopo, collegandole direttamente al veicolo.

Inoltre, i tempi per notificare le multe rilevate con dispositivi automatici dovrebbero passare da 90 a 30 giorni, così da accelerare tutto l’iter e permettere ai trasgressori di regolarizzarsi prima.

Il risultato dovrebbe essere un sistema più efficiente e meno soggetto a contenziosi.

Parcheggi per disabili: controlli più rigidi e gestione unificata

Infine, il nuovo Codice potrebbe intervenire sui permessi per i disabili. I Comuni dovranno aderire a Cude, la piattaforma nazionale che gestisce il Contrassegno Unificato Disabili Europeo.

Chi non aderirà non potrà più usare sistemi di controllo a distanza per le infrazioni nelle aree riservate ai disabili e nelle Ztl. Questo dovrebbe uniformare le regole su tutto il territorio e migliorare la tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Un passo avanti importante per garantire controlli più efficaci e contrastare gli abusi.

Redazione

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