Le moto e le auto d’epoca tornano a respirare sulle strade del Veneto. Fino a ieri, i blocchi del traffico avevano messo un freno alle loro uscite, trasformando questi veicoli in spettatori forzati delle città. Ora, grazie a una nuova legge regionale, le cose cambiano: i mezzi storici potranno circolare liberamente, purché rispettino alcune regole. Un segnale forte, che riconcilia la passione per i motori d’epoca con l’esigenza di proteggere l’ambiente. Per gli appassionati, una vittoria attesa da tempo.
Il 21 luglio 2026 il Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla legge n. 13, un provvedimento che cambia le regole per auto e moto d’interesse storico e collezionistico. Spinta soprattutto dall’iniziativa del consigliere Alberto Bozza di Forza Italia, la Regione ha deciso di escludere questi mezzi dai limiti imposti per contenere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria.
Il requisito principale? Il veicolo deve avere almeno 30 anni e il Certificato di Rilevanza Storica , che attesta il suo valore storico e collezionistico. Inoltre, non deve essere usato per lavoro. Così, i proprietari possono muoversi liberamente anche durante i blocchi del traffico.
Per i mezzi tra i 20 e i 30 anni, sempre con CRS, l’esenzione è più limitata: possono circolare senza restrizioni solo per andare in officina o carrozzeria autorizzata, o per partecipare a raduni e manifestazioni dedicate. In caso di emergenze ambientali, però, i divieti restano in vigore a meno che i sindaci non dispongano diversamente.
Insomma, questa legge cerca di tutelare il patrimonio motoristico storico senza però rinunciare all’impegno per l’ambiente.
Il consigliere regionale Alberto Bozza ha spiegato chiaramente il senso della nuova legge, durante una seduta a Palazzo Ferro Fini. Ha sottolineato che «non basta avere un’auto o una moto datata per considerarla storica: serve la certificazione CRS e l’uso che se ne fa.»
Secondo Bozza, questa normativa rappresenta un passo avanti nel riconoscere il valore culturale e turistico di questi mezzi. Le auto e moto ultratrentennali, che vivono ancora un ruolo attivo nelle comunità e nel turismo locale, potranno circolare liberamente, purché non siano impiegate professionalmente.
I veicoli più giovani, invece, potranno spostarsi solo per motivi precisi, come manutenzione o eventi specializzati. Bozza ha ribadito che la legge cerca di mettere insieme due esigenze importanti: salvaguardare l’ambiente senza perdere un patrimonio culturale prezioso.
L’approccio punta a riconoscere che queste auto e moto non sono solo vecchi rottami, ma pezzi di storia con un peso sociale e culturale significativo.
Pochi giorni dopo l’approvazione della legge, è intervenuto Alberto Scuro, presidente di ASI – Automotoclub Storico Italiano, per mettere in luce l’importanza di questo settore. Secondo Scuro, l’impatto ambientale di auto e moto d’epoca è praticamente inesistente, mentre il loro valore economico e culturale è notevole.
Ha ricordato che il patrimonio motoristico storico è un motore per il turismo, attirando appassionati a raduni ed eventi, e sostiene il Made in Italy grazie al lavoro di restauro e manutenzione. Inoltre, ha sottolineato la comunità che ruota attorno a questa passione: oltre 350 mila iscritti all’ASI e circa un milione di appassionati coinvolti ogni anno.
Questa rete di volontariato e operatori non solo mantiene vive le tradizioni motoristiche, ma diffonde anche valori come solidarietà e inclusione attraverso iniziative e manifestazioni.
La nuova legge non cambia invece le norme sul bollo per i veicoli storici. Restano valide le differenze tra mezzi over 30 anni e quelli tra 20 e 29, con le agevolazioni fiscali previste dalle leggi statali e regionali per i veicoli certificati CRS.
Con questa mossa, il Veneto si allinea a una tendenza più ampia che valorizza il patrimonio storico motoristico, riconoscendone il ruolo culturale e l’importanza per l’economia e la società locale.
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