Royal Enfield svela la Flying Flea, la sua prima moto elettrica, pronta a invadere le strade urbane. Già disponibile in India, questo modello arriverà in Europa a settembre 2026. Non è soltanto un veicolo a zero emissioni: rappresenta l’apertura di un nuovo capitolo per il marchio, con una linea dedicata esclusivamente alle due ruote elettriche. Chi l’ha vista non può dimenticarla facilmente. La Flying Flea richiama il passato con un design unico, ma spinge deciso verso il futuro con tecnologie all’avanguardia. È il segnale di una Royal Enfield che cambia pelle, pronta a rivoluzionare la mobilità in città.
La caratteristica più evidente della Flying Flea è la sua forcella anteriore, diversa da tutte le altre. È una forcella a parallelogramma, realizzata in alluminio forgiato, con parafango integrato e mobile. Tutto il sistema è a vista: steli, leve e meccanismi ricordano le moto degli anni Trenta, un’estetica che oggi si vede poco. Dietro questa scelta c’è un omaggio alla WD/RE, la moto da guerra del 1942 pensata per i paracadutisti britannici. Quella moto, leggera e potente per l’epoca, poteva essere trasportata anche in aereo, da qui il nome “Flying Flea”, la “pulce volante”. Il sistema di sospensione originale usava elastici in gomma e acciaio; la nuova versione aggiorna il concetto con materiali moderni, puntando su leggerezza e precisione.
La Flying Flea si basa su un telaio monoscocca in alluminio forgiato, senza saldature, che va dal cannotto di sterzo al forcellone posteriore. Un progetto che tiene insieme rigidità e peso contenuto, fondamentale per una moto elettrica maneggevole. La batteria è racchiusa in un carter in magnesio alettato, che protegge e fa anche da elemento strutturale. L’uso combinato di alluminio e magnesio è insolito ma efficace: la moto pesa appena 124 kg pronta a partire. Le sospensioni hanno un’escursione di 100 mm davanti e 110 dietro, le ruote sono da 19 pollici con pneumatici stretti da 90 mm, perfetti per muoversi agile in città. I freni montano dischi da 260 mm davanti e 220 dietro. La sella è posizionata a 823 mm da terra, con spazio sotto per affrontare buche e dossi. Due i colori disponibili: Flea Green, ispirato alla natura, e Storm Black, più sobrio.
Il cuore della Flying Flea è un motore sincrono a magneti permanenti, raffreddato ad aria, montato centralmente con trasmissione a cinghia. La potenza di picco arriva a 15,4 kW, circa 21 cavalli, con una potenza continua di 8 kW. La coppia è di 60 Nm al motore e supera i 400 Nm alla ruota, grazie alla riduzione finale, per una spinta pronta e vivace. La velocità massima è di circa 115 km/h, ma il vero valore sono le accelerazioni urbane: da 0 a 20 km/h in meno di un secondo, e da 20 a 40 km/h poco più di un secondo. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 3,91 kWh e un’autonomia teorica di 154 km secondo il test IDC indiano, anche se in strada conviene considerare circa 100 km. Il caricatore integrato, resistente all’acqua, si adatta a prese domestiche e carica fino a 2,2 kW, con tempi di ricarica dal 20 all’80% poco superiori all’ora.
La Flying Flea sorprende per la tecnologia, soprattutto in una moto così compatta. L’ABS a doppio canale tiene conto dell’angolo di piega, con il freno posteriore disattivabile se serve. Il controllo di trazione interviene anch’esso in curva, modulando la potenza per evitare slittamenti. La moto offre cinque modalità di guida, una completamente personalizzabile: cambiano potenza, risposta del gas, frenata motore e recupero energetico, disponibile in due livelli. Tutto è gestito da una centralina con chip dedicato, capace di oltre 200.000 combinazioni di settaggi. Il cruscotto è un display TFT circolare da 3,5 pollici, touchscreen con navigazione Google Maps integrata. La connettività è completa: Wi-Fi, Bluetooth, 4G, bloccasterzo elettronico e la possibilità di usare lo smartphone come chiave digitale. Sotto la cover del serbatoio si nasconde uno spazio per smartphone grandi, come l’iPhone 17 Pro Max, con ricarica wireless o via USB-C.
In India la Flying Flea costa circa 279.000 rupie, poco più di 2.800 euro, un prezzo davvero competitivo per quello che offre. In Europa, invece, tra tasse, omologazioni e trasporto, il costo salirà. Le stime parlano di circa 5.000 euro per l’Italia, ma Royal Enfield non ha ancora ufficializzato né prezzo né data precisa. Il segmento delle moto elettriche compatte è in crescita ma ancora poco affollato. Se la Flying Flea manterrà queste caratteristiche e prezzi, potrà diventare un punto di riferimento per chi cerca una moto leggera, facile da gestire e tecnologica senza spendere troppo.
A metà luglio 2026 la stampa internazionale ha potuto scoprire la Flying Flea a Chennai, in India. Oltre alla prova su strada, è stata visitata la fabbrica di Vallam Vadagal, nel parco industriale SIPCOT a Kancheepuram. Qui, in poco più di un anno, è nato un laboratorio dedicato solo alla Flying Flea, dove si testano batterie, motori e software con simulazioni e stress test all’avanguardia. Ci sono ambienti per ricreare guasti e problemi, così da prevenire ogni inconveniente in strada. Il progetto coinvolge oltre 200 ingegneri tra India e Regno Unito, con 28 brevetti depositati. Royal Enfield ha deciso di sviluppare internamente motore, batteria, BMS e software, tenendo tutto sotto controllo. Il lavoro è intenso e organizzato, segno che il marchio ha ritrovato la propria identità, pronta a giocarsi il futuro con una visione moderna e ambiziosa.
Dopo una bella sgommata, la fotocamera dello smartphone sembra impazzita. Quante volte lo hanno detto…
La città si è trasformata in un crocevia di creatività. Artisti di 22 Paesi hanno…
Un prototipo della Royal Enfield Himalayan 750 è stato pizzicato sulle strade inglesi, mentre affrontava…
Una folla silenziosa riempiva la chiesa di Bologna, mentre un lungo applauso rompeva il silenzio,…
La Triumph Tiger Sport 800 non passa certo inosservata. Il suo motore tre cilindri da…
Quando la Triumph svela una nuova Street Triple, gli appassionati non possono fare a meno…