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Yamaha Tracer9 GT 2026: Conviene Ancora Acquistarla? Pro e Contro da Conoscere

Il rombo deciso della Yamaha Tracer 9 GT risuona forte sulle strade, catturando gli sguardi di chi la incrocia. Questa crossover sportiva, nata dall’evoluzione dell’MT-09 Tracer del 2014, ha fatto molta strada: non è più solo potenza pura, ma una miscela ben calibrata di tecnologia e comfort. Nel tempo, ogni dettaglio è stato affinato, fino a trasformarla in una moto capace di affrontare con disinvoltura sia la città che le curve più impegnative. Ma oggi, con tante alternative sul mercato, la Tracer 9 GT riesce davvero a tenere il passo? La risposta non è scontata.

Motore e telaio: potenza sotto controllo

Al cuore della Tracer 9 GT c’è un motore a tre cilindri da 890 cm³, che eroga 119 cavalli a 10.000 giri e una coppia di 93 Nm a 7.000 giri. Un propulsore moderno, con alimentazione ride-by-wire e doppio albero a camme in testa, quattro valvole per cilindro, che garantisce una risposta fluida e pronta. Dal 2023, il cambio elettronico bidirezionale permette passaggi rapidi: le scalate mantengono il gas aperto, mentre gli innesti in salita avvengono a gas chiuso, un vantaggio sia in guida sportiva che turistica.

Sulla versione GT, il cambio automatico robotizzato Y-AMT è optional, mentre sulla GT+ diventa di serie, insieme a tecnologie come il cruise control adattivo e il Blind Spot Detector. Il telaio combina alluminio e acciaio: il doppio trave in alluminio integra il motore come elemento portante, il forcellone è sempre in alluminio, e il telaietto reggisella in tubi d’acciaio permette di regolare l’altezza della sella tra 840 e 860 mm, per adattarsi a piloti di diverse stature.

Con 224 kg a pieno carico, la moto si fa sentire leggera per la categoria. L’impianto frenante Nissin monta all’anteriore dischi da 298 mm con pinze radiali a quattro pistoncini, mentre al posteriore c’è un disco da 245 mm con pinza singola; sulla GT+ il disco posteriore cresce a 267 mm per una maggiore potenza frenante. L’ABS cornering aggiunge sicurezza in curva, bilanciando la frenata anche nelle situazioni più impegnative. Il serbatoio da 18,7 litri è compatto e ben integrato, assicurando un’autonomia adatta a viaggi lunghi.

Elettronica e connettività: guida smart

L’elettronica è all’altezza della fascia premium della Tracer 9 GT. Sono cinque le modalità di guida disponibili: tre preimpostate e due personalizzabili a piacere. Ci sono ABS e controllo di trazione con funzione cornering, gestione dell’impennata e controllo dello slittamento della ruota posteriore, strumenti fondamentali per mantenere stabilità e sicurezza su ogni tipo di strada.

Il cruise control si aggiunge agli aiuti alla guida, con blocchetti manubrio aggiornati e joystick a cinque vie sul lato sinistro, che permette di navigare facilmente tra i menu del display. Il cruscotto è un bel TFT a colori da 7 pollici, nitido e leggibile anche sotto il sole, con connessione al cellulare per chiamate, musica e mappe. C’è anche un sistema di navigazione Garmin pensato per i viaggi. Due porte USB migliorano la ricarica: una tradizionale nel vano portaoggetti vicino al serbatoio e una USB-C sotto il cruscotto.

Le valigie laterali da 30 litri, di serie sulla versione GT, si aprono elettronicamente con la smart key, un dettaglio comodo che facilita l’accesso e offre spazio a sufficienza per il turismo di tutti i giorni o per viaggi più lunghi.

Sospensioni semiattive: comfort e precisione su strada

La Tracer 9 GT monta sospensioni semiattive che si adattano al terreno e allo stile di guida. Nel modello 2025, queste sospensioni sono state aggiornate con una funzione che ammorbidisce la taratura nei primi 30 secondi dall’accensione, un piccolo accorgimento utile per muoversi senza fatica da fermo, ad esempio per togliere la moto dal cavalletto.

Durante la guida, il sistema assorbe bene le asperità senza perdere stabilità. Le sospensioni rispondono bene ai cambi di carico e alle variazioni di direzione, trovando un buon equilibrio tra comfort e precisione. Chi ama le curve apprezzerà la luce a terra sufficiente per pieghe importanti e una ciclistica pensata per mantenere stabilità alle alte velocità e agilità nelle curve strette.

L’assetto complessivo rende la moto piacevole sia nei lunghi viaggi in autostrada sia nelle uscite più sportive. La maneggevolezza è ottima, la risposta ai comandi è fluida e permette di mantenere il controllo con facilità in ogni situazione.

Pregi e difetti in città e in pista

Uno dei punti forti della Tracer 9 GT è la posizione di guida. La sella è ampia e naturale, ideale per stare comodi anche dopo tante ore in sella. Le gambe trovano spazio senza affaticarsi e le ginocchia restano poco piegate anche per chi supera il metro e ottanta. Il serbatoio, dalle forme regolari, aiuta nel controllo e nell’appoggio, mentre la protezione dal vento è buona, grazie a carene studiate per deviare l’aria anche a velocità autostradali.

Il motore, già noto e apprezzato nel mondo Yamaha, si conferma brillante e pieno di carattere. La spinta è costante su tutta la curva di potenza, con un picco deciso a regimi medi, ma anche agli alti regimi resta pronto e lineare. Il cambio elettronico fa il suo lavoro con innesti veloci e precisi, permettendo un controllo totale senza pause o incertezze.

La ciclistica, unita alle sospensioni elettroniche, è ben bilanciata, offrendo una guida agile ma sicura. Anche chi vuole spingere forte in curva trova nella Tracer un mezzo reattivo e stabile, capace di affrontare angoli di piega importanti senza far perdere fiducia. Questo rende la moto perfetta sia per chi ama viaggiare sia per chi cerca qualcosa di sportivo ma comodo.

Dove la Tracer 9 GT può migliorare

Non mancano però alcuni aspetti da rivedere. La sella, pur spaziosa, ha un’imbottitura piuttosto rigida che, dopo ore in sella, può diventare fastidiosa e causare indolenzimento. La soluzione è la sella comfort, optional per chi affronta viaggi lunghi o vuole un po’ più di morbidezza.

Dal punto di vista dinamico, telaio e sospensioni lavorano bene, ma quando si guida a ritmo sostenuto e si entra in curva con frenata ancora attiva, si avverte una leggera resistenza nell’inserimento. Non è un difetto grave, ma limita un po’ la massima precisione in guida sportiva.

Infine, i freni anteriori, pur efficaci, potrebbero offrire una spinta maggiore nelle situazioni più aggressive, considerando la potenza del motore e la rapidità della moto. Un po’ più di mordente non dispiacerebbe a chi guida molto veloce e deciso.

Nonostante questi piccoli limiti, la Yamaha Tracer 9 GT resta una crossover molto interessante, capace di coniugare performance e comfort. Un progetto maturo, che però potrebbe guadagnare ancora miglioramenti per offrire un’esperienza di guida ancora più completa e appagante.

Redazione

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