Dal 2026, l’assicurazione auto e moto in famiglia cambia volto. Fino a oggi, pagare l’Rc auto significava spesso fare i conti con premi alti e regole intricate, che sembravano tagliate su misura per singoli conducenti. Ora arriva la cosiddetta Rc familiare: un sistema che permette di mettere insieme le polizze di tutti i membri della famiglia conviventi, scegliendo la classe di merito più vantaggiosa per ognuno.
Il risultato? Un risparmio concreto, soprattutto per chi ha neopatentati in casa o possiede diversi veicoli, come auto e moto. Non è solo un’idea nuova, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di calcolare il bonus/malus, che potrebbe alleggerire significativamente il peso delle assicurazioni sulle famiglie italiane.
La classe di merito è ciò che incide di più sul costo della polizza RC auto o moto. Serve a premiare chi guida con attenzione, senza causare incidenti. Le compagnie calcolano il premio proprio in base a questa scala: più basso è il numero della classe, più alto è il bonus e quindi più basso il prezzo da pagare.
Chi assicura un veicolo per la prima volta parte dalla classe 14, una posizione di base. Se durante l’anno non provoca incidenti, scende di una classe, avvicinandosi alla classe 1, la più vantaggiosa. Al contrario, in caso di incidente con responsabilità, si torna indietro di due classi, con un aumento netto del premio.
Oltre alla classe di merito, influiscono anche altri fattori come la zona dove si vive, l’età del guidatore e il tipo di veicolo, ma la classe resta la leva principale. Insomma, chi guida bene paga meno; chi combina guai, di più.
La grande novità del 2026 è la possibilità di trasferire la migliore classe di merito maturata in famiglia a tutti i componenti che abitano sotto lo stesso tetto, anche se assicurano mezzi diversi. Non serve più che tutti guidino lo stesso tipo di veicolo. Il vecchio decreto Bersani del 2007, che permetteva di ereditare la classe solo su veicoli uguali, resta superato.
Per esempio, se un padre ha la classe 1 sulla sua auto, può passarla al figlio neopatentato che compra una moto, permettendogli di risparmiare da subito. Un bel vantaggio soprattutto per chi è alle prime armi e di solito paga premi molto alti.
In sostanza, la famiglia può usare la classe di merito più bassa per tutte le polizze dei suoi membri che convivono.
Altro punto importante: la RC familiare vale anche per le polizze già in corso, non solo per i nuovi contratti. Questo significa che si può ricalcolare il premio e ottenere un risparmio immediato senza dover cambiare polizza o veicolo.
Ci sono però delle condizioni. Chi vuole usufruire del trasferimento di classe non deve aver causato incidenti con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni. Se invece si tratta di un neopatentato senza esperienza di guida, il beneficio vale comunque, purché non ci siano sinistri.
Così si mantiene un equilibrio tra il vantaggio economico e il reale profilo di rischio di chi guida.
Il trasferimento della classe tra mezzi diversi cambia le carte in tavola anche per le compagnie assicurative, che vedono un aumento del rischio. Per questo motivo, in caso di sinistri con danni superiori a 5.000 euro, le penalità sono più pesanti.
Chi ottiene il bonus familiare e provoca un incidente grave può essere declassato di 5 classi invece delle solite 2 previste dal sistema standard.
Questa norma serve da deterrente, per evitare comportamenti imprudenti e salvaguardare le compagnie da rischi troppo alti.
Per attivare la RC familiare, bisogna presentare alcuni documenti. Oltre a quelli normali per l’assicurazione, è fondamentale il certificato di stato di famiglia, che attesta chi vive nella stessa abitazione.
Alcune compagnie accettano un’autocertificazione, ma in genere serve il documento ufficiale rilasciato dal Comune, per verificare i soggetti coinvolti.
Serve anche la prova della polizza da cui si eredita la classe di merito, come il certificato assicurativo o la quietanza di pagamento. Questi documenti confermano il diritto al trasferimento.
La legge chiarisce chi può usufruire del sistema bonus familiare. Non basta condividere l’appartamento: servono due requisiti chiari, residenza comune e parentela.
Quindi un coinquilino che abita nello stesso luogo ma non è parente non può accedere al vantaggio. Il trasferimento vale solo per familiari conviventi, come genitori, figli o altri parenti.
In alcuni casi, come il matrimonio, la definizione di famiglia si allarga, ma sempre nel rispetto delle regole assicurative.
Così si garantisce un buon equilibrio tra risparmio per le famiglie e regole trasparenti per le compagnie.
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