La pioggia ha smesso di cadere solo pochi minuti prima del via, trasformando la pista di Assen in una sfida imprevedibile. Ai Ogura non ha tremato: ha dominato la gara, conquistando una vittoria limpida e meritata. Intanto, Jorge Martin ha saputo approfittare degli errori altrui, tornando a guidare la classifica mondiale con decisione. Non è stata una giornata facile per gli italiani, con Pecco Bagnaia e Luca Bezzecchi costretti al ritiro, vittime di incidenti e guai tecnici. Tra colpi di scena e adrenalina, ogni metro percorso ha cambiato il volto del campionato.
Il Gran Premio d’Olanda è stato una festa per Aprilia, che ha piazzato tre moto nelle prime tre posizioni. A vincere, però, non è stato uno dei piloti ufficiali, ma Ai Ogura, giovane giapponese del team Trackhouse. Ogura ha gestito una gara perfetta, mostrando passo e determinazione fin dal via. Ha mantenuto il vantaggio giro dopo giro, resistendo agli attacchi e controllando il margine fino all’arrivo.
Dietro di lui c’è Raul Fernandez, compagno di squadra, che ha chiuso a poco più di due secondi. Una doppietta che fa brillare il team americano davanti ai tifosi di casa. Completa il podio Jorge Martin, unico ufficiale Aprilia tra i primi tre, in una gara importante per lui e per la casa di Noale. Per Ogura è il primo successo in MotoGP, centrato su una pista storica come Assen, dove vincere vale doppio e conferma il talento di un pilota in crescita.
L’intera Aprilia ha mostrato una competitività notevole, capace di mettere pressione ai piloti più esperti e di tenere un ritmo alto su un circuito tecnico e impegnativo. La gestione della gara e della tensione, soprattutto per un esordiente al successo, è segno di una maturità sorprendente. La costanza di Ogura e Fernandez, unita alla solidità di Martin, ha fatto la differenza e regalato uno spettacolo apprezzato da tutti.
Assen non è stata benevola con i piloti italiani. Poco dopo la partenza, Marco Bezzecchi è caduto rovinosamente, finendo nella ghiaia dopo soli due giri. Il riminese è rimasto a terra dolorante, suscitando preoccupazione tra il pubblico e i media. Fortunatamente è rimasto cosciente ed è stato portato all’ospedale di Groningen per accertamenti.
Non è andata meglio a Francesco Bagnaia, uno dei favoriti. Il torinese ha dovuto ritirarsi a pochi giri dalla fine per un guasto ai freni mentre era ancora in lotta per il podio. Un problema tecnico che ha tolto di scena uno dei piloti più temuti, compromettendo le sue chance sul tracciato olandese.
Tra le note positive c’è la prestazione di Fabio Di Giannantonio, quarto al traguardo dopo una gara costante e intelligente. Il romano si conferma il migliore degli italiani, precedendo due Ducati legate alla famiglia Márquez. Alex Márquez ha chiuso quinto, mentre Marc ha perso una posizione per una penalità legata ai track limits, finendo settimo dietro a Enea Bastianini. Una giornata movimentata, con alti e bassi ben evidenti per gli azzurri in pista.
Il risultato di Assen ha riscritto la classifica mondiale. L’assenza di punti di Bezzecchi, causata dalla caduta, ha permesso a Jorge Martin di riprendersi la leadership. Il pilota Aprilia ora guida con 193 punti, sette in più rispetto a Bezzecchi, mentre Di Giannantonio resta terzo a 16 lunghezze.
Questo cambio al vertice non è arrivato da una battaglia diretta, ma dagli imprevisti capitati agli altri. In un campionato così equilibrato, ogni errore si paga caro. La prossima tappa in Germania sarà decisiva per capire se Assen segna un punto di svolta o resta un episodio isolato.
Da questa gara emerge ancora una volta quanto la MotoGP 2026 sia incerta e combattuta, con piloti pronti a sfruttare ogni occasione. La sfida al titolo si fa sempre più serrata: servono talento e freddezza per restare davanti o recuperare posizioni. I team dovranno lavorare sodo per supportare i loro uomini. La gara in Germania sarà un banco di prova fondamentale per capire chi davvero può imporsi in questa stagione.
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