La BMW lancia una sfida netta alla mobilità elettrica tradizionale. Cinquecento chilometri? Troppo pochi per chi cerca autonomia e rapidità. La soluzione? L’idrogeno. Nel 2028, la iX5 Hydrogen debutterà con un’autonomia di 750 km e un rifornimento che dura appena cinque minuti. Un salto avanti notevole, soprattutto se si pensa alle moto, dove peso e ingombro delle batterie diventano un vero limite. La Casa bavarese non si accontenta delle quattro ruote: l’idrogeno potrebbe presto alimentare anche le due ruote, cambiando ancora una volta le regole del gioco.
Quando si parla di mobilità a zero emissioni, si torna sempre al punto dolente: le batterie. Nel mondo delle auto si è fatto qualche passo avanti, ma sulle moto la questione resta spinosa. Lo spazio è ridotto e il peso delle batterie è un problema serio, perché servono soluzioni leggere e compatte. Per questo molte aziende guardano a l’idrogeno come alternativa o complemento.
Negli ultimi anni, i grandi nomi giapponesi – Kawasaki, Yamaha, Honda e Suzuki – hanno investito nello sviluppo di motori a idrogeno. Kawasaki, per esempio, ha già mostrato una moto a idrogeno a Suzuka nel 2024. Anche BMW ha accelerato la ricerca, vedendo l’idrogeno non come un rivale dell’elettrico tradizionale, ma come un’opzione in più per abbattere le emissioni. Al BMW Hydrogen Day a Milano sono stati messi in evidenza i vantaggi e le prospettive di questa tecnologia.
La iX5 Hydrogen sarà la prima BMW di serie a idrogeno, pronta per il 2028. Sotto il cofano c’è un motore elettrico classico, ma l’energia arriva da una cella a combustibile che trasforma l’idrogeno in elettricità. Il sistema, sviluppato in collaborazione con Toyota, utilizza celle di settima generazione, più piccole del 25% rispetto al passato e più efficienti.
Al centro del progetto c’è l’Energy Master, un’unità elettronica che gestisce l’energia tra cella a combustibile, batteria e motore. Da segnalare il sistema di stoccaggio, chiamato BMW Hydrogen Flat Storage: serbatoi piatti che possono contenere fino a 7 chilogrammi di idrogeno in uno spazio simile a quello di un pacco batterie tradizionale. Questa soluzione aiuta a mantenere il peso sotto controllo, fondamentale per le prestazioni.
La iX5 Hydrogen punta a 750 chilometri di autonomia secondo il ciclo WLTP, numeri che mettono in difficoltà molte elettriche oggi sul mercato. Ma il vero punto di forza è il rifornimento: meno di cinque minuti per fare il pieno, come con un’auto a benzina. Questo supera uno dei limiti più fastidiosi delle elettriche, i tempi lunghi di ricarica, rendendo l’idrogeno interessante sia per l’uso quotidiano sia per i viaggi lunghi.
BMW chiarisce che questa tecnologia non vuole sostituire le batterie, ma affiancarle. In certi casi, come per chi percorre tante strada o ha bisogno di ricariche veloci, l’idrogeno può essere la risposta migliore. La Casa apre così la strada a un mix di soluzioni green, anche fuori dall’automobile.
BMW continua a investire in innovazione, pronta a giocare un ruolo da protagonista nella rivoluzione della mobilità. L’arrivo di un’auto a idrogeno entro il 2028 conferma questa strategia e lascia aperta la porta a un futuro anche per le moto.
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