Quando si parla di moto versatili, capaci di destreggiarsi senza problemi tra il traffico cittadino e le strade di campagna, due nomi spiccano ancora sul mercato dell’usato: Honda Transalp 700 e Kawasaki Versys 650. La Transalp, un’icona che ha segnato un’epoca, è scomparsa dal listino nel 2012 per poi tornare nel 2023, mentre la Versys, nata nel 2007 come crossover sportiva, continua a farsi apprezzare per il suo equilibrio tra agilità e comfort. I numeri parlano chiaro: una Versys usata si trova già a partire da 1.500 euro, fino a circa 3.500, mentre la Transalp mantiene un valore più alto, oscillando tra i 3.000 e i 5.000 euro. Due scelte diverse, ma entrambe solide, pronte a non tradire chi punta su una media cilindrata affidabile e senza fronzoli.
A prima vista sembrano simili: entrambe moto polivalenti di media cilindrata, adatte a molte situazioni. Ma se si scava un po’ più a fondo, si capisce subito quanto siano diverse nel carattere e nella progettazione. La Honda Transalp nasce da una lunga tradizione di enduro stradali, pensata per chi ama viaggiare senza rinunciare a comfort e sicurezza, con una ciclistica che punta a stabilità e affidabilità. È la compagna ideale per chi vuole una moto che sappia accompagnare tanto i lunghi viaggi quanto le corse in città, senza sorprese.
La Kawasaki Versys 650 invece deriva dalla naked ER-6, con un manubrio più alto che cambia completamente la postura e la guida. Qui il gioco è più sportivo: motore reattivo, cambio veloce, una moto che si esprime al meglio nelle curve strette e nei tratti più dinamici. Maneggevolezza e prontezza sono il suo pane quotidiano. Nonostante le differenze, entrambe offrono una strumentazione completa e una posizione di guida confortevole anche per viaggi lunghi.
La Transalp si guida con sicurezza e stabilità. Non è una moto che si butta in piega con aggressività, ma la ciclistica è lineare e prevedibile, proprio come piace a chi cerca una guida tranquilla ma sicura. Il motore è generoso in basso, con una coppia che aiuta a superare salite e fondi difficili senza fatica. Certo, agli alti regimi perde un po’ di brio, ma è un compromesso accettabile per chi la usa come moto da turismo.
In autostrada la posizione è comoda per tutte le taglie, e la protezione dal vento è buona anche se un cupolino più alto la renderebbe perfetta per i viaggi veloci. Il cambio ha rapporti ravvicinati che spingono a tenere regimi medio-alti intorno ai 120 km/h, con un aumento di consumi e vibrazioni oltre questa soglia. In città, nonostante il peso e l’interasse lungo, la Transalp si muove bene, grazie a sospensioni anteriori che digeriscono bene le buche. L’ammortizzatore posteriore è invece un po’ rigido, mentre i freni si fanno apprezzare per precisione e modulabilità.
La Versys 650 si guida con un piglio più sportivo, quasi da naked, grazie a un baricentro più avanzato e a una prontezza che rende i cambi di direzione veloci e divertenti. Il motore dà il meglio tra regimi medi e alti, con una spinta pronta ma meno coppiosa ai bassi come la Transalp. È la moto giusta per chi predilige una guida più aggressiva, soprattutto sulle strade tortuose.
Le sospensioni cercano un equilibrio tra comfort e precisione, smorzando le asperità senza sacrificare la tenuta di strada. In autostrada però la posizione si fa un po’ raccolta e le vibrazioni, già percepibili ai regimi più alti, aumentano il fastidio. Il cupolino maggiorato migliora la protezione dal vento, ma i paramani sono spesso assenti, un peccato per chi cerca un po’ più di comfort. In città invece la Versys dà il meglio: peso contenuto, interasse corto e raggio di sterzo ridotto la rendono agile nel traffico e nelle manovre. Il freno anteriore è ora più modulabile, mentre il posteriore può risultare un po’ morbido e spugnoso; l’ABS, se presente, entra in gioco nelle frenate più decise. Il cambio è un po’ duro se spinto forte, ma la frizione resta affidabile anche con un uso intenso.
Guardando i dati tecnici, la Versys supera la Transalp in velocità massima: 195,1 km/h contro 180,8 km/h. Anche nelle prove di accelerazione si fa valere, con 13,5 secondi nei 400 metri e 26,1 nei 1000 metri, contro i 14 e 27,2 della Honda. Lo scatto da 0 a 100 km/h è più rapido sulla Kawasaki: 4,8 secondi contro 5,4.
La potenza alla ruota vede la Versys con 62 cavalli a 7.400 giri, mentre la Transalp si ferma a 53 CV a 7.500 giri. La coppia massima è di 61 Nm per la Kawasaki e 55,6 Nm per la Honda, quest’ultima a regimi più bassi. I freni si comportano in modo simile, con distanze di arresto attorno ai 42-44 metri da 100 km/h.
I consumi variano a seconda delle condizioni: in autostrada sono quasi uguali, 12,1 km/l per la Versys e 12,3 km/l per la Transalp. Nei percorsi extraurbani la Transalp è più parsimoniosa , mentre a velocità costante di 90 km/h la Kawasaki consuma meno . A 120 km/h invece la Versys è più efficiente . L’autonomia con un pieno è leggermente superiore sulla Kawasaki, con 266 km contro i 251 km della Honda a 120 km/h.
Questi dati aiutano a capire quale moto può fare al caso vostro, mettendo sul piatto prestazioni, consumi e usabilità.
Sul mercato dell’usato, sia la Honda Transalp 700 che la Kawasaki Versys 650 si trovano a prezzi interessanti per chi vuole una moto versatile senza spendere troppo. La Versys, con i suoi modelli dal 2007 in poi, si trova facilmente tra 1.500 e 3.500 euro. La Transalp, prodotta fino al 2012 e poi rilanciata nel 2023, mantiene prezzi più alti, dai 3.000 ai 5.000 euro, grazie al nome e alla reputazione costruita negli anni.
Dai commenti raccolti in rete emerge come la Transalp sia apprezzata per solidità e affidabilità, anche se qualcuno segnala consumi elevati in autostrada. La Versys piace per agilità e carattere sportivo, con qualche piccolo difetto legato al cambio e al freno posteriore. La presenza o meno dell’ABS incide sul prezzo e sulla sicurezza percepita.
Entrambe si prestano a tanti usi: città, viaggi in coppia, giri tra le colline o escursioni più impegnative. Sul mercato dell’usato offrono due scelte concrete, con costi di manutenzione accessibili e soluzioni pratiche.
Chi sta pensando a uno di questi modelli trova così un ventaglio di opzioni solide. La scelta tra Honda e Kawasaki dipende soprattutto dal proprio stile di guida e dalle priorità. In ogni caso, con un po’ di cura, queste moto continuano a dare soddisfazioni anche nel 2026.
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