Quaranta metri di altezza, una rampa a spirale con pendenza al 6% e una Vespa di oltre cento chili sulle spalle. Günter Schachermayr non è uno stuntman qualunque. A Gmunden, tra le montagne dell’Alta Austria, ha deciso di festeggiare gli ottant’anni dello scooter Piaggio in un modo che lascia senza fiato. Di solito, è la Vespa a portare le persone in giro, ma questa volta è stato lui a farsi carico dello scooter, salendo fino in cima alla torre panoramica Salzkammergut in meno di dieci minuti. Una sfida di forza, tecnica e resistenza, che ha richiesto un allenamento serrato e una determinazione fuori dal comune.
Gmunden, 4 giugno 2026. La torre panoramica Salzkammergut si erge tra i pini del Monte Grünberg, affacciata sul lago Traunsee. Alta 39 metri, con una rampa a spirale che sale senza sosta, è stata scelta per un’impresa davvero particolare: portare in cima una Vespa PK 112 cm³… ma non guidandola, bensì caricandosela sulle spalle. La PK, un modello storico e famoso nel mondo, pesa più di quanto si immagini. Caricarla e portarla su per una salita con pendenza al 6% ha costretto Schachermayr a una vera gara contro il tempo e contro sé stesso. A 48 anni, lo stuntman austriaco si è presentato con un cronometro, un obiettivo preciso e una squadra pronta a intervenire in caso di bisogno.
Per salire in meno di dieci minuti serviva un ritmo serrato, portando un peso decisamente insolito sulle spalle. Il percorso si snoda attorno alla struttura metallica: stretto, con curve impegnative e zero margini di errore. Lo sforzo muscolare coinvolge schiena, spalle e gambe, soprattutto i polpacci. A ogni gradino, Schachermayr doveva reggere circa 90 chili di scooter, e non bastava solo la forza: equilibrio e coordinazione erano fondamentali per non perdere il controllo.
Qualche appassionato si è radunato per assistere e immortalare il momento. Ma quella di Günter non è stata solo una dimostrazione di forza: dietro c’è stato un lavoro attento e un allenamento che ha spinto il corpo al limite.
Per prepararsi a questa sfida, Schachermayr non ha lasciato nulla al caso. Ha seguito un programma di allenamento specifico, pensato per aumentare forza, resistenza e capacità respiratoria. La scelta è caduta sull’High-Intensity Interval Training , un metodo che alterna momenti di sforzo intenso a brevi pause, stimolando il cuore e potenziando i muscoli.
Sei allenamenti a settimana, ognuno di circa due ore e mezza, per un totale di quindici ore settimanali. Questo ha permesso a Günter di rafforzare soprattutto la schiena, gli addominali e le gambe, le zone più sollecitate durante la salita. Ma non è stato solo allenamento: la dieta ha giocato un ruolo chiave, con un piano bilanciato, ricco di proteine per favorire il recupero e carboidrati a rilascio lento per garantire energia a lungo. Idratazione costante ha fatto il resto.
I primi tentativi non sono stati facili: la Vespa sulla spalla destra provocava un dolore forte alla cervicale, con formicolio e perdita di equilibrio. Di fronte a questi segnali, Günter si è rivolto a uno specialista, che ha consigliato di rinforzare ulteriormente schiena e addominali. “Solo così è riuscito a proseguire senza rischiare cadute o cedimenti.”
Giorno dopo giorno, la costanza in palestra e la disciplina alimentare hanno fatto la differenza. Ogni muscolo doveva essere pronto a sostenere il peso e la fatica della lunga rampa in salita. Anche la testa ha giocato la sua parte: gestire il dolore, la stanchezza e le vertigini è stato fondamentale per arrivare in cima.
Günter non ha nascosto le difficoltà incontrate. Il peso costante della Vespa sulla spalla destra causava dolori forti, ma la sua tenacia non ha vacillato. Dopo aver affrontato la rampa tre volte in allenamento, ha ammesso che mantenere un ritmo alto per tutta la durata era impossibile. Polpacci irrigiditi, spalla dolorante, equilibrio sempre più precario.
A due terzi della salita, anche la vista ha cominciato a vacillare. Vertigini e affaticamento minacciavano di fermarlo, ma lui ha stretto i denti e ha continuato. Gli ultimi metri li ha fatti con le ultime energie, sostenuto dalla squadra pronta a intervenire se necessario.
Il dolore a schiena e spalla non è mai scomparso, ma la forza di volontà e la preparazione hanno permesso a Günter di completare la sfida entro il tempo stabilito. Un risultato che dimostra come corpo e mente vadano di pari passo quando si tratta di affrontare prove fuori dal comune, come portare uno scooter pesante sulle spalle in montagna.
La sfida di Schachermayr non è solo una storia di sport, ma un esempio di quanto conta l’allenamento mirato e la resistenza fisica in situazioni estreme. La Vespa è stata il simbolo, ma la vera protagonista è stata la forza dell’uomo.
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