In diversi Paesi europei, prendere la patente B a 17 anni sta per diventare realtà. Fino a poco tempo fa, era un traguardo riservato a chi aveva già compiuto 18 anni. Ora, una nuova direttiva europea spinge verso un cambiamento significativo, ma non senza lasciare qualche incertezza, soprattutto per chi punta alla guida della moto. L’obiettivo è adeguarsi entro il 2028, ma cosa significa davvero per i giovani che vogliono mettersi al volante o in sella prima della maggiore età?
Il 5 novembre 2025, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è comparsa una direttiva che cambia le carte in tavola per i giovani guidatori. Entro il 26 novembre 2028, in tutti i Paesi membri i diciassettenni potranno ottenere la patente B per guidare l’auto, ma con una condizione: fino al compimento del diciottesimo anno sarà obbligatorio viaggiare con un accompagnatore.
Chi sarà questo accompagnatore? Dovrà avere almeno 24 anni, essere patentato da più di cinque anni e non aver commesso infrazioni gravi di recente. In Italia questa formula non è nuova: esiste già la “guida accompagnata”. Ma la vera novità è che ora si uniformerà tutto a livello europeo, creando un sistema più omogeneo per i giovani guidatori. Un passo avanti che apre la strada a una guida anticipata, con tutte le sfide che questo comporta in termini di sicurezza e formazione.
La nuova direttiva si concentra soprattutto sulle auto e lascia in sospeso il tema delle moto. In Italia, così come in molti altri Stati, la patente B permette di guidare anche motocicli fino a 125 cm³ e 11 kW di potenza. Quindi, resta da capire se i diciassettenni con la nuova patente potranno salire in sella a una moto piccola senza dover prendere un’altra patente.
Al momento, senza indicazioni precise, si può pensare che sì, potranno farlo. Questo sarebbe un vantaggio per tanti giovani, sia in termini economici sia per la libertà di movimento. Ma non si può ignorare la questione della sicurezza: guidare una moto richiede abilità diverse dall’auto e più attenzione. Il percorso di inserimento sulle due ruote, insomma, resta un nodo da sciogliere con cura.
Se per chi guida l’auto minorenne la presenza di un accompagnatore è obbligatoria, per le moto la situazione è diversa. Oggi, durante il periodo del foglio rosa, l’accompagnamento è richiesto in auto, ma non per le moto. La ragione è semplice: in sella a una moto non si può portare un accompagnatore accanto.
Se la patente B a 17 anni darà il via libera ai giovani per guidare i 125, è probabile che la regola dell’accompagnatore resti valida solo per le auto. Per le moto si punterà su altri strumenti: corsi mirati, limiti di potenza e controlli specifici. Resta però un punto aperto: come si tuteleranno i giovani motociclisti minorenni? Al momento non ci sono risposte chiare, e si attendono dettagli dalle istituzioni nazionali ed europee.
In definitiva, la strada verso la patente B a 17 anni è ancora in costruzione. Offre più autonomia e fa immaginare nuove generazioni di guidatori sulle strade, ma impone anche di riflettere bene su come regolamentare e formare, soprattutto chi sceglie la moto. Una svolta importante che segna un cambio nell’approccio europeo verso la mobilità giovanile, con un occhio a un futuro dove guidare prima dei 18 sarà sempre più normale.
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