Il Mugello, sabato 30 maggio 2026, ha vissuto una sprint race da brividi. Raul Fernandez ha sorpreso tutti, battendo Jorge Martín in una volata al cardiopalma. Una doppietta firmata Aprilia, che ha dominato senza mezzi termini. Fabio Di Giannantonio si è preso il titolo di miglior italiano, chiudendo terzo con una Ducati solida. Discorso diverso per Marco Bezzecchi: partito dalla pole, è sparito nel gruppo subito dopo il via, un’occasione sprecata. La vera chiave? La scelta coraggiosa delle gomme, quella che ha fatto la differenza per i due piloti Aprilia e ha deciso la classifica.
Al Mugello, la scelta delle gomme posteriori è stata cruciale per la sprint del sabato. Mentre quasi tutti hanno puntato sulla mescola soft, Raul Fernandez e Jorge Martín hanno montato la media. Quella che sembrava una mossa rischiosa si è rivelata azzeccata: ha permesso loro di mantenere un ritmo costante e tenere a distanza gli avversari.
La gomma media ha garantito più resistenza, evitando il rapido degrado che spesso colpisce chi sceglie la soft in condizioni così intense. Nei primi giri i due Aprilia hanno sofferto un po’, ma poi hanno preso il comando della gara. Il duello tra Fernandez e Martín ha animato la parte centrale e finale: Raul sempre in testa, Jorge a inseguire senza riuscire a superarlo. La tensione è salita negli ultimi giri, con Martín che si è avvicinato fino a pochi decimi, ma il sorpasso non è arrivato.
Marc Márquez ha acceso la partenza con una staccata decisa alla prima curva, prendendo la testa nei primi metri. Ma la sua leadership è durata poco: Fernandez e Martín lo hanno subito ripreso, relegandolo dietro. Alla fine Marc ha chiuso con una prova solida, specialmente considerando la recente operazione subita.
Terzo posto per Fabio Di Giannantonio, risultato importante per l’Italia nella sprint del Mugello. Il pilota romano, in sella alla Ducati, ha mostrato continuità e ha gestito bene la gara, soprattutto nella fase finale, difendendosi con intelligenza dagli attacchi.
Diverso il racconto di Marco Bezzecchi. Partito dalla pole, ha perso subito terreno alla partenza, finendo invischiato nel gruppo. Da lì ha messo in piedi una lunga rimonta, recuperando posizioni con sorpassi precisi e decisi. Il quarto posto finale, però, non è bastato per raggiungere Di Giannantonio né per insidiare Lopez e gli Aprilia davanti.
Marc Márquez ha chiuso quinto, un risultato che vale doppio viste le sue condizioni. Reduce da due interventi chirurgici appena venti giorni fa, lo spagnolo ha dimostrato grande determinazione e voglia di lottare, anche senza essere al massimo della forma.
Tra gli altri italiani a punti, spiccano il sesto posto di Aldeguer e il settimo di Francesco Bagnaia. Quest’ultimo ha avuto una gara piuttosto anonima, ma ha chiuso con un sorpasso deciso su Acosta nelle ultime curve.
La classifica finale conferma il dominio Aprilia: Raul Fernandez primo, Jorge Martín secondo, seguito da Fabio Di Giannantonio sul terzo gradino del podio. Bezzecchi si è dovuto accontentare del quarto posto, mentre Marc Márquez ha chiuso quinto, mostrando segnali positivi nonostante tutto.
Dietro i primi, i piloti si sono dati battaglia per conquistare punti preziosi. Alcuni big, come Ai Ogura, sono rimasti fuori dalla zona punti. Yari Moreira, Brad Binder e Alex Rins hanno invece chiuso in posizioni di metà classifica, con Rins migliore della Yamaha al dodicesimo posto.
La gara è stata segnata anche da alcune cadute pesanti. Enea Bastianini è scivolato al quinto giro mentre era ottavo, così come Morbidelli, entrambi costretti al ritiro. Joan Mir ha dovuto abbandonare per un problema tecnico alla moto, costringendo il suo team a un intervento urgente. Questi episodi hanno influito sull’andamento della corsa, cambiando le carte in tavola per molti piloti.
La sprint del Mugello ha chiarito alcune gerarchie in MotoGP per la stagione in corso. La scelta delle gomme, la tenuta fisica e la gestione dei momenti difficili hanno fatto la differenza in una gara molto tirata. Raul Fernandez si conferma un protagonista da seguire con attenzione, mentre le prestazioni degli italiani hanno regalato soddisfazioni al pubblico di casa, anche se con qualche rimpianto.
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