La Honda GB350 non passa inosservata. Il suo stile richiama subito le moto di un tempo, ma sotto quel vestito vintage si nasconde una meccanica moderna, pronta a rispondere alle esigenze di oggi. In Italia, chi la sceglie trova principalmente la versione S, ma fuori dai confini nazionali la famiglia GB350 si allarga con due varianti diverse, ognuna con un carattere tutto suo. Nel mondo delle monocilindriche, Honda ha giocato bene le carte, puntando su dettagli di stile e assetti che cambiano la guida, senza perdere di vista la semplicità e l’affidabilità. È una moto per chi vuole divertirsi senza troppi pensieri, con quel tocco di fascino retrò che non guasta mai.
La versione “standard” della GB350 è un omaggio genuino alla moto di una volta. Linee pulite, niente orpelli inutili, un design che guarda dritto alle moto d’epoca. Il telaio è a doppia culla in acciaio, un equilibrio ben studiato tra robustezza e peso contenuto. Il manubrio cromato, gli specchietti rotondi e il grande faro anteriore mantengono intatta l’anima retrò.
La sella è in un unico pezzo, rivestita in pelle marrone, e regala calore e comfort. Il serbatoio bicolore si abbina bene ai dettagli cromati, come lo scarico lucido e il collettore. Sospensioni semplici ma efficaci: forcella tradizionale davanti e due ammortizzatori regolabili dietro, per un buon equilibrio tra stabilità e comodità.
Il cuore è un monocilindrico ad aria da 358 cm³, che sprigiona 21 cavalli a 5.500 giri e 29 Nm già a 3.000 giri. Il cambio a 5 marce e una guida fluida la rendono adatta tanto al traffico cittadino quanto alle strade fuori porta. I freni, con un disco da 310 mm davanti e uno da 240 mm dietro, garantiscono sicurezza in ogni situazione.
I cerchi in lega, 19 pollici davanti e 17 dietro, sono pensati per un equilibrio che favorisce la maneggevolezza. In breve, la GB350 standard incarna la filosofia Honda: funzionalità e stile senza complicazioni.
Arrivata nel 2026, la GB350S è la versione più fresca e grintosa della famiglia GB350. Mantiene il richiamo classico, ma introduce dettagli che la rendono più aggressiva e moderna. I parafanghi sono più corti e leggeri, lo scarico perde la cromatura per una finitura nera opaca che le dà un’aria più decisa.
Anche il collettore e la sella nera con cuciture scolpite contribuiscono a un look meno vintage e più contemporaneo. La posizione di guida cambia: manubrio più basso, pedane arretrate e rialzate, risposta del gas più pronta. Il risultato è una moto che invita a una guida più attiva, perfetta per curve strette e per muoversi veloci in città.
La ruota posteriore monta pneumatici più larghi, migliorando stabilità e trazione. Così la GB350S si conferma versatile, facile da usare ma con una risposta più brillante, senza tradire l’anima classic. Il motore resta lo stesso, semplice e affidabile.
Questa versione punta a chi vuole un mix tra stile vintage e performance più vivaci, unendo tradizione e modernità senza compromessi.
Fuori dall’Europa, Honda propone la GB350C, che si ispira chiaramente alle moto inglesi degli anni ’50 e ’60. Qui i dettagli cromati abbondano e ogni elemento è pensato per evocare quel fascino d’altri tempi. Paraurti larghi e tondeggianti che si sposano con le curve morbide del serbatoio e dei fianchetti, creando un insieme elegante e d’impatto.
La sella è divisa in due parti imbottite, rivestite in pelle marrone, con un’imbottitura più generosa per garantire comfort a pilota e passeggero. Questa scelta rompe con il monosedile classico e dà alla moto un’aria più scenografica, perfetta per chi vuole distinguersi.
Il manubrio e le pedane restano quelli della versione base, offrendo una posizione di guida più rilassata rispetto alla sportiva GB350S. Il focus è sul piacere di una guida comoda, che richiama il passato ma non rinuncia alla tecnologia di oggi.
Il motore è sempre quello da 358 cm³, con 21 cavalli e 29 Nm, ma il vero protagonista qui è lo stile: una moto che si fa notare per la sua eleganza senza tempo.
La GB350C è la scelta giusta per chi ama i dettagli storici, il carattere deciso e un look che riprende gli anni d’oro del motociclismo inglese, senza rinunciare a praticità e affidabilità.
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