Le moto degli anni Cinquanta hanno un fascino unico, ma immaginare quel look unito a materiali ultramoderni sembra quasi un paradosso. Eppure, Horex lo ha fatto davvero. Alla Milano Design Week 2026 è arrivata la Regina Evo, una moto che cattura lo sguardo con linee vintage ma sorprende sotto la pelle con un telaio in fibra di carbonio, leggero e resistente. Non è un prodotto per tutti: la produzione limitata e il prezzo elevato la destinano a chi cerca esclusività e cura maniacale nei dettagli. Una dichiarazione di stile che unisce passato e futuro in modo netto e deciso.
Fondata nei primi decenni del Novecento, Horex è stata un punto fermo nel mercato motociclistico tedesco, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando i suoi modelli erano sinonimo di affidabilità e semplicità. La Regina degli anni Cinquanta è un’icona che ha lasciato il segno. Ma gli anni Sessanta portarono crisi, cambi di proprietà e problemi finanziari che misero a rischio il marchio.
Oggi Horex fa parte del gruppo 3C-Carbon, specializzato in materiali compositi che spaziano dall’automotive, all’aerospaziale e al settore medico. Il passaggio al carbonio ha segnato una svolta: addio ai motori complessi come il VR6, ormai fuori norma con gli standard Euro 5+, per abbracciare soluzioni più moderne e sostenibili.
La Regina Evo rappresenta un nuovo capitolo per Horex: mantiene l’impostazione classica, ma la reinterpreta con materiali leggeri e tecnologie di ultima generazione. La presentazione a Piazza Gae Aulenti, cuore pulsante della Design Week di Milano, ha richiamato appassionati da tutto il mondo.
Il richiamo agli anni Cinquanta è immediato: serbatoio a goccia in alluminio lucidato a specchio, cerchi da 18 pollici a raggi, faro tondo e sella monoposto sospesa. Elementi che parlano chiaro: qui si guarda al passato con rispetto.
Ma sotto la pelle vintage c’è un cuore moderno. Il telaio monoscocca in fibra di carbonio e il forcellone, entrambi in questo materiale, sono i punti di forza tecnici. Robusti e leggeri, assicurano una guida precisa e reattiva. L’illuminazione full LED si sposa con la sicurezza contemporanea senza tradire lo stile.
Il cruscotto digitale, integrato nella piastra di sterzo e con display touch, conferma che questa moto è pensata per chi sa apprezzare la tecnologia senza rinunciare all’estetica classica.
Il motore è un monocilindrico da 600 centimetri cubici, raffreddato a liquido, con una potenza che varia tra i 48 e i 50 cavalli a seconda della versione. La coppia massima si aggira tra 46 e 54 newton metri, per un’erogazione fluida e controllata, ideale per una guida piacevole e sicura.
Un motore più semplice rispetto ai sei cilindri del passato, studiato anche per chi ha la patente A2. Il cambio a sei marce e la ciclistica dedicata, con sospensioni regolabili, permettono di adattare la moto a vari stili di guida.
Tra i componenti di qualità spiccano il monoammortizzatore Öhlins e il sistema frenante Beringer con doppio disco anteriore, che assicurano stabilità e controllo anche in situazioni impegnative. Nonostante tutto, il peso a secco si ferma a 133 chili, un valore sorprendente per una moto così.
La Regina Evo non è una moto per tutti. La produzione si limita a 500 esemplari e il prezzo si aggira intorno ai 40.000 euro, cifra che riflette i materiali pregiati, la cura artigianale e la tecnologia usata.
Al momento è disponibile solo in versione monoposto, ma Horex sta lavorando a una variante biposto con sella allungata, che richiederà una riprogettazione del forcellone per mantenere le prestazioni e la struttura.
Con questo modello Horex punta a un pubblico di nicchia, unendo passato e presente in un unico prodotto esclusivo.
La Regina originale è nata nel 1950, in un’Italia e un’Europa in ripresa dopo la guerra. Era una monocilindrica a quattro tempi, disponibile in cilindrate da 250, 350 e 400 cm³, pensata per offrire affidabilità e prestazioni accessibili.
La versione più diffusa era la 350 cm³, con motore OHV raffreddato ad aria, capace di circa 20 cavalli. Grazie al cambio a quattro marce, raggiungeva i 130 km/h, numeri importanti per l’epoca.
La Regina degli anni Cinquanta introdusse anche soluzioni avanzate, come la forcella telescopica e componenti in lega leggera. Il serbatoio cromato aggiungeva un tocco di classe a un progetto già molto curato. Fu un successo che fece della Horex un nome rispettato nel mondo delle moto tedesche ed europee.
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