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Benzina in Italia: rincari record dopo il 1° maggio, Trento la regione più cara

Dopo il 1° maggio, il pieno di benzina a Trento è diventato più caro di 9,25 euro. Un balzo secco, che non lascia spazio a dubbi: il costo del carburante sta tornando a mordere forte il portafoglio degli automobilisti. Non è solo una questione di qualche centesimo in più: in molte province italiane si vedono aumenti consistenti, che rischiano di complicare la vita a chi usa l’auto ogni giorno, per lavoro o per necessità. E mentre il gasolio registra variazioni più contenute, le differenze tra regioni sono nette, un segnale chiaro di un mercato che si muove a scatti, senza uniformità.

Benzina, scatto netto dopo il ponte

Tra il 1° e il 5 maggio si è visto un trend chiaro: mentre il gasolio ha segnato un lieve calo un po’ ovunque, con un piccolo aumento solo in autostrada, la benzina ha ripreso a correre. Fare il pieno da 50 litri è costato in media circa 8,5 euro in più, una cifra che si fa sentire nel bilancio di famiglie e aziende. Secondo i dati raccolti e commentati da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’aumento medio ha superato i 17 centesimi al litro, sia in città che fuori. In autostrada la benzina è cresciuta di circa 17,2 centesimi al litro, mentre sulle strade normali l’incremento è di poco inferiore, 17,1 centesimi.

Questi numeri si traducono in una vera stangata. Il costo del rifornimento è salito subito, con il pieno che pesa più di prima. La distribuzione degli aumenti non è uniforme: rincari diversi a seconda di province e regioni, con scarti importanti.

Trento guida la classifica degli aumenti più pesanti

La provincia di Trento è la più colpita da questo giro di vite. Qui il prezzo della benzina è salito di 18,5 centesimi al litro, che significa un aggravio di 9,25 euro per un pieno da 50 litri. Un balzo ben sopra la media nazionale, che incide direttamente sul costo della vita e sulla mobilità di chi abita in zona. Dietro Trento si piazzano Toscana, Lombardia e Piemonte, tutte con aumenti intorno ai 18 centesimi al litro. In queste regioni, molto popolate e con alta mobilità, il pieno è aumentato di circa 9 euro.

Seguono poi Veneto con +17,9 centesimi , Valle d’Aosta e Liguria con 17,8 centesimi, Friuli Venezia Giulia e Sardegna con 17,6 centesimi. Anche Sicilia ed Emilia-Romagna segnano rincari attorno ai 17,4-17,5 centesimi.

Sul fronte opposto, Molise e Basilicata registrano gli aumenti più contenuti, intorno a 15,1 centesimi al litro, pari a 7,55 euro per un pieno, molto meno rispetto al picco di Trento. Campania, Lazio, Umbria e Marche si collocano in una fascia di rincari più moderati, sotto la media nazionale ma comunque da tenere d’occhio.

Benzina in autostrada: prezzi alti e aumenti marcati

Sulle autostrade il prezzo medio della benzina ha raggiunto 1,981 euro al litro, con un aumento di 17,2 centesimi rispetto al primo maggio. I costi più alti si concentrano soprattutto al Nord e al Sud: Bolzano, Trento e Valle d’Aosta sono ai vertici con prezzi intorno a 1,944-1,945 euro al litro. In questa speciale classifica c’è anche la Calabria, con 1,940 euro al litro.

Questi dati mostrano come l’aumento non sia circoscritto a poche zone, ma coinvolga tutto il Paese, con effetti diversi sul costo dei viaggi in autostrada. L’aumento spinge molti automobilisti a rivedere i propri piani, soprattutto chi deve percorrere lunghe distanze per lavoro o necessità.

Il quadro che si delinea mette in luce una crescente difficoltà nel gestire la mobilità quotidiana, con il peso del carburante che si fa sentire di più. I dati regionali raccontano una situazione in movimento, con forti differenze territoriali. Se da un lato la benzina sale in modo diffuso, il gasolio resta stabile o cala leggermente, influenzando le scelte di chi guida veicoli diversi. Insomma, ogni automobilista deve fare i conti con un mercato che cambia, dove conoscere le variazioni locali diventa fondamentale per risparmiare.

Redazione

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