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QJ Motor svela la nuova cruiser maxi con motore V4: il futuro della grinta su due ruote

Un motore V4 sotto una carena cruiser? Non è la solita scommessa da marchi emergenti, soprattutto se arriva dalla Cina. QJ Motor, invece, ha deciso di rompere gli schemi, spingendo su una moto che unisce stile raffinato e tecnologia avanzata, qualcosa di raro per il segmento. Dalla prima apparizione a EICMA fino alle recenti omologazioni, il progetto prende corpo, pronto a trasformare un concept apprezzato in una moto vera, con un carattere forte e dimensioni che non passano inosservate.

Da EICMA alla realtà: come la Equus si trasforma in cruiser maxi

A novembre 2025, allo stand QJ Motor di EICMA, la Equus aveva attirato sguardi e curiosità. Il concept montava un motore V4 da 561 cm³, un telaio a ponte in alluminio che integrava il motore come parte della struttura, e un design firmato dallo studio italiano C-Creative di Giovanni Castiglioni. L’idea era quella di una cafe racer moderna, compatta nella postura e con soluzioni tecniche all’avanguardia.

Ma i più recenti disegni per l’omologazione hanno svelato che QJ Motor sta lavorando a una versione che mantiene qualche richiamo estetico al concept, ma cambia strada sia nel design sia nella tecnica. La moto in arrivo punta a diventare una cruiser maxi, con un passo più lungo e una posizione di guida più rilassata. Le forme restano riconoscibili, con il faro tondo a LED e l’anello luminoso, oltre a un serbatoio allungato. Ma la postura si fa più bassa e distesa, lontana dall’atteggiamento sportivo del concept.

Anche il telaio cambia volto: via il sofisticato ponte in alluminio, dentro un classico traliccio in tubi d’acciaio che sorregge il motore dal basso, accompagnato da piastre in lega. La sospensione posteriore torna a due ammortizzatori laterali, lasciando da parte il monoammortizzatore centrale visto sulla Equus. Tutto questo racconta di una moto più tradizionale, perfettamente in linea con il mondo cruiser.

Dai documenti emergono così i contorni di una moto che, pur con un’anima raffinata e un richiamo al passato, si prepara a entrare nella produzione di serie puntando a un pubblico amante delle grandi cilindrate e del design distintivo.

Motore V4 di nuova generazione: il cuore pulsante della cruiser

Il vero pezzo forte è il motore. I disegni ufficiali mostrano un potente V4 raffreddato a liquido con distribuzione bialbero, ben più grande e imponente rispetto agli attuali propulsori QJ. Le testate sono più larghe, i cilindri alti, e nel complesso il motore supera perfino l’SRV900 da 899 cm³.

La cilindrata precisa resta top secret, ma tutto fa pensare a un’unità da almeno 1.000 cm³, forse addirittura 1.200 cm³. Un salto notevole che conferma la voglia di giocarsela nella fascia alta delle cruiser moderne. La trasmissione finale è a cinghia, un classico del settore, a conferma della scelta tradizionale. Il cambio è manuale con frizione e leva, senza il cambio semi-automatico AMT già visto su altri modelli QJ, una scelta che punta a un’esperienza di guida più pura e coinvolgente.

Anche l’impianto frenante fa un passo avanti, con doppio disco anteriore e pinze radiali a quattro pistoncini firmate Hangte, le stesse viste sul concept Equus. Un upgrade importante per sicurezza e prestazioni.

Per le sospensioni, la storica partnership con Marzocchi continua: doppio ammortizzatore posteriore e forcella anteriore firmati dal marchio italiano garantiscono qualità e comfort, aspetti fondamentali per una cruiser.

La strumentazione resta essenziale, con un solo quadrante circolare e display TFT, posizionato in modo un po’ insolito sul manubrio. La moto non punta a riempire il cruscotto di gadget, ma vuole mettere al centro il V4 di grossa cilindrata, offrendo un’esperienza diretta, senza troppi fronzoli tecnologici.

Dietro questa scelta si vede la strategia di QJ Motor: proporre una cruiser con carattere, che unisca design italiano, ingegneria cinese e tecnica solida, facendo della potenza e dell’equilibrio meccanico il vero cuore della guida. Le anticipazioni dalle omologazioni lasciano ben sperare per un debutto che potrebbe dare una scossa al mercato delle grosse cilindrate già nel 2026.

Redazione

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