Nel 1970, durante una prova su strada, un motociclista tedesco lanciò un soprannome che sarebbe rimasto scolpito nella storia delle due ruote: “Gummikuh”, la “mucca di gomma”. Non è solo un vezzo linguistico, ma un modo affettuoso e ironico per descrivere le grandi BMW, moto robuste e un po’ goffe, ma incredibilmente resistenti. In Germania quel termine è entrato nel gergo comune, mentre in Italia resta un curioso retaggio poco conosciuto. Dietro a questo nome si nasconde una storia lunga più di cinquant’anni, fatta di ingegno tecnico e un pizzico di umorismo.
Il termine “Gummikuh” risale agli anni ’50 e fu coniato da Ernst “Klacks” Leverkus, giornalista storico della rivista MOTORRAD, punto di riferimento per i motociclisti tedeschi. Leverkus osservò una BMW dotata del nuovo sistema di sospensioni Vollschwingen-Fahrwerk, che combinava una forcella anteriore Earles con un forcellone posteriore a albero cardanico immerso in olio, una soluzione pensata per durare nel tempo e restare pulita.
La moto montava il classico motore boxer bicilindrico e quando il pilota accelerava o cambiava il carico, il retrotreno si muoveva in modo evidente: si alzava o abbassava quasi dondolando. Leverkus trovò che quel movimento ricordava quello di una mucca che si alza: prima il posteriore, poi il resto del corpo. Da qui l’immagine di un animale massiccio ma flessibile, con “Gummi” che sottolineava la morbidezza elastica del sistema cardanico, che dava una risposta un po’ gommosetta e rimbalzante.
Il nome nasce così, da un gioco di parole tra la sensazione di guida e una figura concreta: una mucca che si muove con un’andatura particolare, unita a un meccanismo elastico. Una definizione semplice e azzeccata, che i fan BMW in Germania non hanno mai dimenticato.
Negli anni ’80 BMW ha introdotto il Paralever, un sistema che ha praticamente eliminato quel fastidioso dondolio del retrotreno. Il Paralever modifica la geometria del forcellone e dell’albero di trasmissione, annullando quasi del tutto le torsioni tipiche dei cardani tradizionali. Il risultato è una moto più stabile, più sicura e più piacevole da guidare, soprattutto in accelerazione e frenata.
Eppure, nonostante questo passo avanti, il soprannome “Gummikuh” non è sparito. Anzi, è diventato un marchio di fabbrica, un modo affettuoso per riconoscere la solidità e l’affidabilità delle BMW. La gamma si è allargata, dai modelli sportivi a quelli da viaggio, ma quel nomignolo è rimasto vivo e ben saldo.
Il Paralever, spesso abbinato al Telelever per la sospensione anteriore, è uno dei tratti distintivi delle moto bavaresi, molto diversi nella filosofia rispetto a quelle europee o giapponesi. Grazie a queste sospensioni, BMW ha mantenuto la sua identità tecnica originale, pur aggiornando la dinamica di guida e riducendo i compromessi.
Oggi “Gummikuh” è più di un soprannome: è un simbolo della storia BMW, un termine che parla di tecnologia ma anche di quel legame speciale tra il motociclista e la sua moto. Un’etichetta che, a prima vista, può sembrare buffa, ma che racchiude decenni di tradizione e innovazione made in Germany.
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