Dal 2026, chi usa il monopattino elettrico in città dovrà indossare il casco, sempre. Non è più una semplice raccomandazione: scatta l’obbligo per tutti. Ma non finisce qui. Ogni mezzo dovrà avere una targa, un’etichetta che lo renda riconoscibile. E il vero punto di svolta riguarda l’uso fuori dai centri abitati: vietato circolare tra i paesi, senza eccezioni. Una stretta decisa, pensata per aumentare la sicurezza sulle strade, ma che cambierà le abitudini di molti. Chi non rispetterà le regole si troverà a pagare multe a partire da 50 euro, senza sconti.
Negli ultimi anni i monopattini elettrici hanno conquistato le strade italiane a ritmo serrato. Sono diventati un mezzo comodo e alla portata di molti, perfetto per evitare il traffico e la ricerca del parcheggio. Ma con l’aumento del loro uso sono cresciuti anche incidenti e comportamenti poco corretti. Il legislatore ha dovuto intervenire con la legge 177 del 2024 e i decreti attuativi, mettendo ordine con regole più severe. Ora è tutto scritto nero su bianco: come devono circolare, cosa devono avere a bordo e quali sono le sanzioni se si sbaglia. Un messaggio chiaro a tutela di pedoni, automobilisti e chi usa il monopattino.
Il monopattino elettrico è ormai considerato un vero e proprio veicolo, anche se diverso da bici e ciclomotori. Il motore non deve superare i 0,50 kW di potenza altrimenti non vale più come velocipede e si rischiano multe più pesanti. Essere equiparati alle biciclette significa seguire regole simili, ma con alcune restrizioni più severe, soprattutto per sicurezza e limiti di circolazione. La marcatura CE e la conformità tecnica sono obbligatorie: senza, si rischia il sequestro del mezzo.
Una novità che cambia le carte in tavola riguarda il divieto totale di circolare fuori dai centri abitati. Sulle strade extraurbane, statali o provinciali, anche se ci sono piste ciclabili, i monopattini non possono andare. Il motivo? Mancano infrastrutture sicure per chi li guida. In città, invece, si può circolare dove passano le bici: sulle strade con limite di 50 km/h, piste e corsie ciclabili, e nelle zone pedonali o ciclopedonali. Attenzione però: i Comuni possono imporre divieti specifici, quindi è sempre bene controllare le ordinanze locali.
I limiti di velocità sono chiari e non si possono ignorare. In città e sulle piste ciclabili il massimo è 20 km/h, nelle aree pedonali si scende a 6 km/h per non mettere a rischio i pedoni. Chi supera queste soglie rischia multe da 50 euro in su, con sconti per chi paga subito e rincari per chi si fa aspettare. Queste regole servono a garantire sicurezza per tutti.
Per mettersi alla guida serve avere almeno 14 anni. Non serve la patente, né certificazioni particolari, ma tutti devono rispettare le regole su casco, circolazione e sicurezza. Questo evita inutili complicazioni burocratiche, ma assicura che chi guida sia abbastanza maturo per affrontare il traffico.
Dal 2026 arriva l’obbligo di casco per tutti, senza eccezioni. Non è più un consiglio, ma una regola che se ignorata fa scattare la multa. Serve anche una polizza assicurativa RCA per coprire danni a terzi. Sul fronte tecnico, il monopattino deve avere freni su entrambe le ruote e frecce per segnalare le svolte, cosa finora poco diffusa. Dal 16 maggio 2026, infine, arriva la targa adesiva con un codice identificativo legato al proprietario, da richiedere online e da applicare in modo permanente. Se il mezzo viene venduto o rubato, la targa va cancellata.
Le regole sono chiare: niente passeggeri, animali o oggetti sul monopattino, entrambe le mani sul manubrio per mantenere il controllo, e divieto assoluto di andare contromano o sul marciapiede . È vietato trainare o farsi trainare da altri mezzi. Di notte o con scarsa visibilità, luci accese e indumenti riflettenti sono obbligatori. E naturalmente niente smartphone alla guida e zero alcol o droghe.
Anche dove lasciare il monopattino è regolato. La sosta selvaggia su marciapiedi e percorsi pedonali è vietata. Si può parcheggiare solo negli spazi per bici, ciclomotori o moto, o in aree indicate dal Comune. Nelle zone pedonali, solo se previsto da ordinanza. Lo scopo è evitare ostacoli ai pedoni e mantenere ordine per strada.
Le multe partono da 50 euro, con sconti per chi paga subito e aumenti fino a oltre 200 euro nei casi più gravi. Le infrazioni più comuni riguardano la guida fuori luogo, contromano, superamento dei limiti di velocità, mancato casco e parcheggio vietato. Le violazioni più serie sono l’assenza di assicurazione e della targa identificativa, con multe da almeno 100 euro. Per monopattini non conformi o modificati oltre i limiti è previsto il sequestro e la confisca.
Per poter circolare, i monopattini devono rispettare limiti precisi: potenza massima di 0,50 kW, freni su entrambe le ruote, luci e marcatura CE obbligatorie. Sono vietati modelli a motore termico, con potenza superiore o dotati di sellino, che li avvicinerebbe troppo ai ciclomotori. Chi non rispetta rischia multe e il ritiro del mezzo. Questa stretta è necessaria per mettere ordine in un mercato che ha visto circolare troppi mezzi non a norma e potenzialmente pericolosi.
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