Il primo SUV elettrico di un celebre marchio giapponese è arrivato, e non ha paura di sporcarsi le ruote. Progettato per sfidare anche i sentieri più impervi, promette prestazioni fuori strada che pochi si aspettavano da un’auto a batteria. Ma la realtà, come spesso accade, è un po’ più complessa. Appena si lascia l’asfalto, gli spazi interni si rivelano un po’ stretti, e il bagagliaio — che dovrebbe essere il fiore all’occhiello per una famiglia — si mostra meno capiente di quanto si sperasse. Non tutto brilla, insomma, ma il coraggio nel lanciarsi in un mercato ancora in evoluzione è evidente.
Il SUV monta una batteria che promette un’autonomia intorno ai 400 chilometri, nella media del settore. La vera sorpresa arriva però quando si esce dal cemento. Grazie a un sistema di trazione integrale molto avanzato e a un assetto regolabile in altezza, l’auto si comporta bene anche su sterrati e fango. Il motore elettrico assicura una coppia pronta e decisa, essenziale per superare pendenze e ostacoli senza stressare chi guida.
Detto questo, il peso più elevato rispetto a un veicolo tradizionale si fa sentire, soprattutto quando il percorso si fa davvero impegnativo. L’assetto è tarato più per il comfort e la stabilità su strada che per il fuoristrada duro e puro: le sospensioni si adattano automaticamente, ma a volte risultano un po’ troppo morbide nei passaggi più difficili. Tuttavia, le prove sul campo confermano che, pur non essendo un fuoristrada estremo, questa SUV elettrica regge bene il confronto fuori dall’asfalto, rappresentando un’opzione interessante per chi cerca versatilità senza rinunciare al comfort.
L’interno è curato, con materiali di buona fattura e finiture precise, come ci si aspetta da un prodotto giapponese. I sedili sostengono bene soprattutto in curva, utili su strade tortuose. L’illuminazione è ben studiata e crea un ambiente piacevole per chi è a bordo. Ma gli spazi non sono il suo punto forte. La larghezza si sente un po’ stretta, specialmente dietro, dove tre adulti potrebbero stare scomodi nei viaggi lunghi.
Il vero nodo riguarda l’altezza interna: sufficiente per molti, ma non certo comoda per chi è più alto. La posizione di guida si regola, ma non basta a far dimenticare la sensazione di “costrizione” soprattutto dietro. Anche salire e scendere dai sedili posteriori non è sempre semplice: le porte non sono molto larghe e si aprono in modo che in parcheggi stretti o in città diventa un problema pratico.
Il vano bagagli si mantiene nella media per capienza, ma la forma è irregolare. Componenti come batterie e motori sotto il pianale limitano la possibilità di caricare oggetti voluminosi. La soglia di carico è piuttosto alta, un dettaglio che può diventare fastidioso nei piccoli spostamenti quotidiani.
In più, il rivestimento interno sembra pensato più per proteggere che per agevolare il carico: le superfici non sono molto resistenti ai graffi e mancano sistemi modulari per bloccare gli oggetti. L’assenza di un doppio fondo o di spazi nascosti riduce ulteriormente la praticità. Però, va detto che il portellone elettrico funziona bene: si apre e chiude con facilità, in modo silenzioso e fluido. Resta però un po’ di incertezza per chi ha bisogno di un bagagliaio più versatile.
Questo primo SUV elettrico del marchio giapponese arriva in un momento delicato per il settore, dove l’elettrico entusiasma ma fa ancora sorgere dubbi su autonomia e adattabilità. La prova fuori strada dimostra che l’auto non è solo un mezzo urbano, ma può accompagnare anche in gite fuori porta, ampliando così il suo pubblico. Però, i compromessi su spazio e carico potrebbero far storcere il naso ai più esigenti.
Chi sceglie questo modello probabilmente cerca un’esperienza di guida diversa, con un occhio al design, all’innovazione tecnologica e all’efficienza energetica. Nel segmento delle SUV compatte elettriche, questa capacità di offrire prestazioni fuoristrada dignitose insieme a un’impostazione premium può rappresentare un punto di forza, soprattutto per chi ha uno stile di vita attivo ma senza pretese estreme. Ora la sfida per il marchio sarà migliorare i limiti emersi, valorizzando quello che già funziona.
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